di Alessia Schiavone e Luca Carofiglio

Dal Monte di Pietà all'Ateneo, dal Cto al San Paolo: la storia degli ospedali baresi
BARI – Sono luoghi di sofferenza e di morte, ma anche di speranza, di nascita e rinascita. Parliamo degli ospedali, posti con i quali prima o poi si è costretti ad avere a che fare, nel bene o nel male. Tra l’altro si tratta di grandi edifici che caratterizzano città, paesi e quartieri: veri punti di riferimento per intere comunità. Appare quindi doveroso ripercorrere la storia degli ospedali pubblici baresi, che tra aneddoti, scandali e guerre affonda le sue origini nel 500  (vedi anche foto galleria).

Il Monte di Pietà - Sorto nel XVI secolo il "Monte di Pietà" può essere considerato il primo vero e proprio centro ospedaliero della città. Fu edificato in via Santa Teresa delle Donne, a Bari Vecchia, come struttura affiliata alla confraternita omonima: in quegli anni infatti l'assistenza sanitaria si basava sull'operato di queste associazioni. A permettere la sua realizzazione fu il contributo della duchessa Bona Sforza e le donazioni di Scipione Crisanzio, un ricco contadino barese che alla sua morte decise di destinare le sue ricchezze alla cura dei malati. La storia del Monte Pietà ebbe fine con la proclamazione del Regno d'Italia, quando tutti i beni delle confraternite vennero confiscati. Oggi al suo posto ci sono delle case popolari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il San Pietro - Sull'area dove 4mila anni fa nacque Bari, nel 1887 sorse il primo ospedale consorziale: il San Pietro. Dotato di ben 90 posti letto (che diventeranno 175 nel corso del tempo) funzionò perfettamente fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale, quando i bombardamenti del 2 dicembre 1943 e del 9 aprile del 1945 provocarono enormi danni alla struttura, rendendone impossibile la ripresa. L’edificio del centro storico venne così abbandonato e recuperato solo brevemente nel secondo dopoguerra come rifugio per gli sfollati. Ridotto ben presto a un rudere, il San Pietro venne demolito definitivamente nel 1969.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’Ospedaletto – La storia dell’ospedale pediatrico di Bari è burrascosa. Nacque ufficialmente nel 1893 con il nome di "Comitato di Soccorso per bambini poveri e malati" in un'epoca in cui il tasso di mortalità infantile aveva toccato picchi elevatissimi. Fu il fiorentino Enrico Nannei, professore di matematica trasferitosi nel capoluogo pugliese ad avere l’idea di costruirlo, dopo la tragica morte della propria figlia di un anno e mezzo. La prima collocazione fu al piano terra di un piccolo appartamento in via Principe Amedeo con poche camere e lettini. Poi avvenne il trasferimento in un edificio di via Sagarriga Visconti 51 ad angolo con via Calefati, lì dove trovarono posto un ambulatorio e una sala operatoria. Fu solo nel 1912, il 29 settembre, ad essere inaugurato il primo vero e proprio "Ospedaletto dei bambini", tra le vie Trevisani, Garruba e Crisanzio, dove oggi sorgono gli uffici dell’VIII Circoscrizione. Il nosocomio rimase attivo fino al 27 aprile del 1977, anno in cui tutti i reparti furono trasferiti nella nuova e grande sede di via Amendola, presente da allora con il nome di pediatrico "Giovanni XXIII".Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il Palazzo Ateneo – In pochi lo sanno, ma nel 1924 anche l'Ateneo barese adibì parte dei suoi spazi ad ospedale. Fu infatti in questi anni che il consorziale di San Pietro iniziò a firmare una serie di convenzioni che portarono al trasferimento dei reparti di medicina, chirurgia e di neurologia da Bari vecchia allo storico palazzo universitario.  Fu grazie a questa iniziativa che si riuscì ad aumentare i posti letto e a portarli a 464. Si trattò però di una disposizione temporanea: con la definitiva costruzione del Policlinico, nel dopoguerra l’Ateneo tornò alla sua funzione accademica originaria.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Il Policlinico - A causa della limitata capacità recettiva delle cliniche esistenti all’epoca, nel 1936 viene avviata la costruzione di un nuova struttura che vedrà il sua definitiva inaugurazione il 14 gennaio del 1948. E’ il Policlinico, il cui nucleo originario troverà posto all’interno di un'area di circa 20mila metri quadri del rione Picone. La Seconda guerra mondiale interromperà però per qualche anno questo grande progetto, con gli spazi dell’ospedale non ancora completato che saranno utilizzati dagli Alleati per ospitare reparti utili a curare i migliaia di soldati colpiti dall'iprite. Tra questi: il 98th British General Hospital, ancora oggi ricordato da un’insegna posta all’entrata del nosocomio. Oggi il Policlinico si estende su un’area di 230mila metri quadri ed è dotato di 32 padiglioni tra unità operative ed universitarie.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’oncologico Giovanni Paolo II – Nel 1939 viene aperto un ospedale alla fine di viale Orazio Flacco, in una zona che alcuni decenni dopo diverrà il primo nucleo del nuovo quartiere Poggiofranco. Si tratta del sanitario Cotugno, dedicato ai malati di tubercolosi e per questo definito “lazzaretto”. L’edificio sarà adibito a questa funzione fino alla metà degli anni 60. Oggi dopo varie trasformazioni ospita e cura un’altra tipologia di pazienti gravi: i malati di tumore. Ha preso il nome di  Istituto oncologico “Giovanni Paolo II”, ma all’ingresso mantiene ancora la scritta in numeri romani che attesta la sua nascita avvenuta quasi ottant’anni fa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il Cto – Attivo dal 1952 al 1999 e situato alle porte della penisola di San Cataldo, il Centro traumatologico ospedaliero fu pensato come una struttura all’avanguardia, con tanto di piscina, teatro, biblioteca e vista mare. Venne costruito dall’Inail per curare coloro che si erano infortunati durante il lavoro.  Oggi dei vari reparti non è rimasto praticamente nulla e l’edificio in parte abbandonato ospita alcuni uffici dell’Asl.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il Di Venere – All’ingresso dell’ex frazione di Carbonara sorge il Di Venere, la cui storia è strettamente collegata all’omonima Opera Pia, istituzione gestita sin dall’inizio dell’800 dalle Suore Figlie della Carità per dare aiuto ai più poveri. Nel maggio del 1897 un regio decreto sancì la nascita di un vero e proprio ospedale, permettendo così all’Opera di ampliarsi per tutto il 900 ospitando numerosi reparti. Questo fino al 1972, quando dopo la creazione del grande e vicino Di Venere, tutto il nosocomio verrà trasferito nella nuova struttura e l’Opera tornerà a occuparsi solo di assistenza agli anziani.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il San Paolo – E’ il 6 settembre del 1966 quando alla presenza dell’allora presidente del Consiglio Aldo Moro viene posta la prima pietra dell’ospedale San Paolo, ubicato nell’omonimo quartiere periferico di Bari. Ma mille problemi ne rallenteranno la nascita. Tra questi: l’ampliamento del vicino aeroporto, l’argillosità dei terreni, beghe burocratiche dovute alla nascita dell’ente Regione, inchieste giudiziarie e ritrosie di medici e infermieri a trasferirsi in un rione all’epoca ritenuto “al limite”. I lavori saranno ripresi solo all’inizio degli anni 90 e il San Paolo vedrà finalmente la luce dopo decenni di sprechi e abbandono.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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