di Mariavittoria Scoditti Epicoco e Marco Montrone

Tra discoteche e primi pub, la movida degli anni 80 e 90: prima di Bari Vecchia
BARI – E’ ormai dall’inizio del nuovo millennio che la movida barese ha un solo “indirizzo”: Bari Vecchia. E’ nel centro storico infatti che si concentra la maggior parte dei locali serali: dai pub ai wine bar, passando per rosticcerie e ristoranti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma fino agli anni 90 tutto quello che vediamo ora non esisteva. Prima del piano Urban, l’iniziativa della Comunità Europea volta alla riqualificazione di aree disagiate cittadine, il borgo antico era solo ed esclusivamente un grande area “residenziale”, dal quale tenersi pure alla larga per via della diffusissima criminalità presente tra le sue vie.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E allora un tempo dove si andava a divertirsi di sera in città? E come? La risposta alla prima domanda è: “un po’ ovunque”. Quartieri di Bari che oggi di sera si svuotano, 20-25 anni fa al contrario pullulavano di gente per via dei tanti locali disponibili. Ad esempio il murattiano era una zona molto vivace di notte, così come il lungomare Araldo di Crollalanza. Ma anche rioni come Carrassi, Picone e San Pasquale accendevano numerose luci al neon dopo il tramonto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Importante è poi sottolineare “come” ci si divertiva. La fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 infatti furono segnati da due novità. Della prima abbiamo già parlato in un altro articolo, ovvero la grande diffusione di discoteche aperte in città. Ora chi vuole andare a ballare deve spostarsi nelle grandi strutture presenti a Bisceglie, Corato o Capitolo, ma all’epoca Bari (e il suo hinterland) era piena di posti dove potersi scatenare al ritmo della musica dance. Si andava dal Camelot allo Snoopy, passando per Eclipse, Renoir, Stravinsky, Cellar e Space.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma quelli furono anche gli anni della nascita dei cosiddetti “pub”, luoghi oggi diffusissimi (nel 2013 ne contammo ben 36) dove potersi andare a mangiare un panino e a bersi una birra. Ebbene questo tipo di locale sbarcò a Bari proprio alla fine degli anni 80 e rappresentò una vera e propria rivoluzione, visto che per la prima volta giovani con poche lire in tasca potevano permettersi di cenare fuori.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
«I primi pub furono l'Arca di Noè in via Putignani, l’Old Fox di via Principe Amedeo (su due piani), lo Sherlock Holmes in via Roberto da Bari (in legno e in stile inglese) e lo Strikes in via De Rossi (famoso per le baguette e l’ottima cucina) - afferma il 50enne Michele -. Rappresentavano i posti dove andarsi a sorseggiare una buona birra. Mentre lo Strange Fruit di via Villari era specializzato nella musica jazz: bisognava scendere alcuni gradini per ritrovarsi davanti al palco. Infine è impossibile non citare lo Zum Zum di via Mauro Amoruso, a Poggiofranco: la vera prima “paninoteca” di Bari. Tutti luoghi che purtroppo non esistono più».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In realtà i primi "pub" in assoluto degli anni 80 furono il Re Artù di via Montello (in precedenza in via Isonzo) nel quartiere Carrassi e la Taverna “vecchia” del Maltese (nella foto), sita in via Netti, nel rione Libertà,  che aperta proprio nel 1980 ha chiuso i battenti nel settembre del 2015. Anche se va detto che si trattava di posti sui generis: per entrarci bisognava sottoscrivere una tessera ed erano più circoli culturali che veri e propri pub. 

Come all'epoca molto battuta era la piazzetta dei Papi di Poggiofranco, detta della “Sprite”, ancora oggi il “regno” delle enoteche di Bari, nei cui pressi si ricorda anche il Rimini, locale che con ombrelloni e sdraio ricordava le spiagge della città romagnola.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma è negli anni 90 che il numero dei bar e pub serali si moltiplica. Il murattiano come detto rappresentava il rione più vivo di notte. A quelli già citati si aggiunsero tra gli altri (è impossibile essere esaustivi) il Dylian e il Red Onion in via Abate Gimma, il Parsifal in via Dante (in stile medievale), la Taverna “nuova” del maltese in via Nicolai (ancora esistente), il D-Day di via Suppa dove si suonava musica dal vivo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Altra zona molto viva di sera, specie d’estate, era il lungomare Araldo di Crollanza, la parte del quartiere Umbertino che si affaccia sul mare. Qui c'era il "sinistroide" Baraonda e dominava il “mitico” e coloratissimo Kyb. «Dopo anni di gloria negli ultimi tempi diventò un ritrovo di drogati e prostitute – ricorda il 43enne Marco -. Locale "malfamato" ma nel suo genere anche affascinante». 


Dalle stesse parti, in largo Giordano Bruno, si trovava e si trova ancora oggi il Faros, un bar all’epoca frequentato dagli omosessuali, mentre N’dèrr’a la lanz vede da decenni la presenza dell’El Chiringuito. Prima chiosco posizionato quasi all’inizio della strada, negli anni 90 diventò proprietà della Peroni che lo dipinse di arancione spostandolo alla fine del molo San Nicola. Nel 1998 poi passò nelle mani del Comune: lo affittò ai gestori che gli diedero l’attuale nome spagnolo. Da sempre ospita una clientela “alternativa”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Al contrario di un altro ex punto di riferimento delle notti baresi: il Noi e Voi, situato di fronte alla chiesa di San Giuseppe, nel rione Madonnella e battuto da ragazzi più “alla moda”. Un altro must per i discotecari era il Bar degli Amici, tutt’ora vivo, posizionato in viale Einaudi quasi ad angolo con via Amendola e tappa fissa per il pre serata del sabato.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Come detto però anche quartieri come Carrassi, San Pasquale “vecchia” e Picone erano pieni di locali, in realtà non diversamente da oggi, visto che questi rioni continuano a ospitare numerosi studenti universitari fuorisede.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Impossibile non citare il Pellicano, presente a Carrassi in via Montegrappa. «Era molto “particolare” - ci spiega Pippo, 45 anni -. Si citofonava, una specie di buttafuori decideva chi far entrare e si percorreva poi una scalinata che portava in uno locale sotterraneo. Nato come un circolo, poi con gli anni si è trasformato in un pub, ma è rimasto famoso per i concerti. Ogni gruppo barese rock/metal ci ha suonato almeno una volta. Lì si respirava fumo di ogni genere e si giocava a carte. Chi lo frequentava? Metallari, eroinomani, “compagni” e universitari».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il Pellicano si spostò poi in via Quarto dove è rimasto fino a pochi anni fa ed è oggi ubicato in via Alberotanza, nella zona delle Casermette. Sempre a Carrassi si trovavano il Goa in via Palmieri (tuttora attivo), l'irlandese Fall's road in corso Alcide de Gasperi all'altezza del carcere, il “comunista” Storie del vecchio Sud, ancora esistente in via Buccari e il Sestriere Cafè in viale Giuseppe di Vittorio, anch’esso tutt’ora aperto e famoso per “la maialina”: un wurstel che si erge su una montagna di patatine richiamando un simbolo fallico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Mentre nella parte più antica di San Pasquale si ricordano la Bohémien di via De Napoli, caratterizzato da luci soffuse e dove si organizzavano anche delle jam session e il grande Bounty in via Lattanzio, nei pressi dell’ex cinema Orfeo. Altro pub molto frequentato all’epoca nel rione era il Blue Eyes in via Muciaccia, ancora vivo e negli anni 90 famoso per i prezzi bassissimi dei suoi piatti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Infine Picone, dove alla fine degli anni 90 nascevano in via de Ferraris il piccolo Australian Pub con tanto di boomerang e albero in mezzo alla sala e in via di Tullio il Finnegan's wake e il medievale Terra di Mezzo. Per concludere è doveroso citare in questa zona la Dolce Vita di via Albanese. Più pizzeria che pub, era il luogo dove si poteva assistere ai più divertenti show comici della città, primo fra tutti quello degli allora esordienti Toti e Tata.

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  • Nicola - Gentilissimi autori dell'articolo consentitemi di ricordarvi che il primo locale alternativo di Bari, ritengo della intera regione, è stato il Re Artù, anno di fondazione e 1978, prima a storica sede in via Isonzo, civico 105 ( spero di non confondere i numeri), e con sede successiva in via Montello al civico 2/8. Il Re Artù è stata una officina di creatività, dove hanno mosso i primi passi, fra gli amici, tri, Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, all'epoca Ust, ma anche musicisti del calibro di Vito di Modugno, Gabriele D'Angela, Claudio Colasazza, giusto per citare qualche nome barese, ma anche artisti internazionali, come Ginger Baker, batterista dei Cream , Lou Blackburn, trombonista jazz statunitense, fondatore del gruppo Mombasa; attori di teatro, uno per tutti Flavio Bucci, il Ligabue televisivo dell'epoca, e il giovane regista, all'epoca collaboratore esterno della sede Rai di Palermo, Giuseppe Tornatore, e l'elenco potrebbe andare avanti per ore. il Re Artù cessò definitivamente la propria attività nel 1985, segnando indelebilmente la storia culturale cittadina. Grazie per l'attenzione. Cordialità Nicola
  • roberto segapore - IN QUESTO ARTICOLO  non si cita minimamente il locale che ha fatto più storia e casino a Bari ... il mio CASAMANANA ..... citano cose insignificanti ed altre giustamente note ....  dove vivevate? avete 20 anni e non ve lo hanno suggerito?
  • Gianni - Condivido tutto,ma manca un'icona...e che icona,il VIRGIN CAFE...che per quanto mi riguarda mi ha ospitato per anni,anche per la sua sala disco,che periodo....
  • Giovanni Liguori - A Poggiofranco come dimenticare il Rimini poi diventato Spleen e a Carrassi il Re Artù con i suoi concerti punk (Last Call ecc...).
  • Tania - Avete dimenticato il mitico e unico Arca di Noè in via Putignani
  • amarcord - Aggiungerei anche, per quanto riguarda i primi anni '90: - lo Sporting Pub vicino a Via Campione, ottimo per patatine e panini - l'Anarres in via Nizza, che però forse era un circolo...boh...comunque anche lì si suonava roba pesante - Le Mura, più pizzeria che pub, ma comunque il primo ad aprire a Bari Vecchia (ancora oggi è visibile il vecchio ingresso sulla Muraglia, con tanto di vetro decorato con l'anno di fondazione, 1990) - il Tikal, pub in stile indio/azteco vicino a Terre di Mezzo, poi diventato pub inglese (non ricordo il nome) e poi chiuso - lo stesso Terre di Mezzo, forse il più grande pub di Bari all'epoca con un investimento assolutamente rilevante per quei tempi, ma siamo già nel 1997 - la Piccola Oasi, esiste ancora, facevano blues e jazz - Un piccolissimo pub di fronte al carcere in via De Gasperi, era verde, non ricordo il nome - Il Joy's in corso Sonnino, esiste ancora, ma andiamo verso la fine dei '90 - Il Pepesafran in piazza Umberto (siamo già nel 1998), in stile belle epoque francese con tanto di murales in stile, bellissimo e apprezzato, ma dalla vita breve e sfortunata; oggi c'è una banca - L'Amsterdam Pub, primissimi '90, via Dante, era caratterizzato da una Fiat 500 tagliata e sospesa sul soffitto - il Bar Halley, pub birreria in una traversa del lungomare sud, non distante da Torre Quetta, con ottima musica indie (ca.1993), anch'esso dalla vita breve E poi chissà quanti altri...seppelliti dalla coltre di ricordi sbiaditi nella mente...vecchie foto...vite che hanno preso altre strade, altre interrotte troppo presto...sempre e comunque non prima di aver preso birra e patatine.
  • BARINEDITA - @amarcord il locale vicino al carcere si chiamava Fall's road. Non lo abbiamo inserito perchè ce lo ricordiamo alla fine degli anni 90 e qundi fuori dal contesto dell'articolo. Lei ha dei ricordi antecedenti di questo locale? @nicola sì è vero il rè artù è precedente alla taverna, però è degli anni 70...la nostra ricerca era inerente più che altro alla fine degli 80 e l'inizio dei 90. Grazie comunque per i vostri preziosi commenti. Questi articoli si costruiscono così, con i ricordi.
  • amarcord - Salve, perfetto, era il Fall's Road. Effettivamente non rientra nella tematica dell'articolo, in quanto credo risalga al 1995-96, non prima. Tuttavia buona parte dei locali fondati nella seconda metà degli anni '90 è da considerarsi bene o male assimilabile a quelli appena precedenti, lo stesso Australian Pub menzionato nell'articolo fu fondato intorno al 1998 o addirittura 1999 (lo aprirono dei ragazzi lucani che conoscevo) e fa parte dello stesso "milieu" cronologico e sostanziale. Ancora un lustro o meno, del resto, e anch'essi entreranno a far parte degli scritti dei ricordi. Sono d'accordo, i commenti sono utilissimi e formano un mosaico di memorie individuali che poi compongono quella collettiva.
  • Angelo Amoroso d'Aragona - Alla grave lacuna del Re Artù si deve aggiungere quella del Rimini, locale che nacque subito dopo, come il Pellicano. Il Rimini divenne la meta serale per tutta la generazione post punk, new waver. Se volevi sapere quale era il prossimo concerto di tendenza a Bari dovevi passare da lì. Meno "settario" del Pellicano, ci passavano tutti. Strano che non sia stato citato
  • BARINEDITA - @angelo il Rimini lo avevamo inserito...@amarcord fall's road aggiunto (in realtà lo avevamo messo all'inizio ma avevamo dubbi sulla data)
  • Mina - Bell'articolo e grande epoca! Manca il Merendero con le serate Beatnik e lo Spleen
  • Sabino - Il primo fast food alla macdonalds fu aperto in via calafati dove oggi c'è una sala scommesse ma non ricordo il nome. Innovativo fu anche lo Sharazan in via Putignani dove si poteva giocare con giochi da tavolo. Il Red Orione era in Via Calefati e non Putignani è il primo macdonalds in corso vittorio Emanuele. Grazie per avermi fatto tornare indietro di trent'anni: sembra ieri!!!
  • Marco - Forse avete dimenticato qualcuno, "MARRAKECH" (ex Eroi del Mare) in piazza Eroi del mare dall'anno 1982 con chiusura nel 2008.
  • Lino - Se si vuole parlare di anni '80 a Bari non è possibile non menzionare nomi famosissimi quali : "Gymmoving" in piazza Garibaldi/ / "Golden Grape" in via Abbrescia/ Kabuki in una stradina di cui non ricordo il nome vicino all' ateneo / ll " Bataforble " in via Putignani / Il caffè "Sotto al mare" sulla muraglia / Non ultimp il celeberrimo " Coco Loco " / . E c'è n'è altri che ora non mi sovvengono.
  • PIERPAOLO - Dimenticare il Pan di Adelfia è stato un grande errore.
  • dino fortiguerra - cari amici che avete commentato ma possibile che nessuno ha citato il pull in cab e il picchio club ubicati in viale papa giovanni xiii nati negli anni 70.FINO AL 1990.OLTRE A ESSERE UNA DISCOTECA HA AVUTO IL PIACERE DI AVERCI CANTATO IL MITICO FRED BONGUSTO E FAUSTO LEALI IL GIOVEDI QUANDO ERANO GIORNATE DEDICATE AL PIANO BAR,COME NON RICORDARE IL PROPRIETARIO DEI LOCALI IL MITICO PIERO CUCCHIARA,PERSONAGGIO FAMOSO NELLA BARI CHE CONTAVA.UN SALUTO A CHI HA FREQUENTATO I SOPRACITATE DISCOTECHE.EVENTUALMENTE CONTATTATEMI PER CHI LE HA FREQUENTATE PER RIVIVERE QUEI BEI RICORDI.
  • Alessio - Come dimenticare lo Younger Pub su corso benedetto croce!
  • charlie - Cari ragazzi....troppo evasivi in un sia pur ben fatto racconto di quegli anni indimenticabili....Le Privè dove lo avete messo?? c.sp vitt. emanuele...sede storica per la Bari Bene......Il Cellar Club del quale sono stato l'ultimo vero proprietario(dal 93 al 94...chi lo ha mistificato e chiuso dopo non conta...) il Rainbow, l'Honey club, il Kabuki, e tanti altri ancora......(Uccio Vacca con la sua sede estiva e le prime aperture roboanti con spettacolo di luci e suoni...) Certo anni irripetibili che hanno segnato la nostra gioventù (non bruciata ne da alcool ne da droghe) con una gran voglia di divertirsi, di incontrarsi, di comunicare, anche con sguardi, di toccarsi sulle piste con le strobo....una affascinante avventura fatta di vinili e sano divertimento (Charlie Barbieri, Piero Milella, Pasquale33, Cesare Veronico, Tamma, Angelo Magistro, Nicola Corradino e potrei continuare fino a non avere più spazio .......)
  • Luciano - State dimenticando il Blues in via Dante e l' Arena in Via Tridente ora Crossroad
  • Ivan - @amarcord - mi hai ricordato l Amsterdam in via Dante ❤️, locale gestito dal proprietario del Faros
  • Rosa - Un saluto a tutti! Accidenti, mi sono persa tutto questo perché mi sono sposata😯 Meno male che ho recuperato un po' con l'inizio del 2000. Molti locali nominati li ho conosciuti. Volevo chiedere due cose : del Kyb ne ho sentito parlare tanto tempo fa. Ma dove si trovava? Invece il Bohemien che ricordo appunto nei primi anni del 2000 era nell'ultimo tratto di via Cairoli che ora é diventato pedonale. Si scendeva una scala ripida, si suonava musica dal vivo. É lo stesso citato nell' articolo?
  • BARINEDITA - @rosa il bohemien è un altro: quello in centro è sopravvissuto fino al nuovo millennio. Il Kyb era in una via del quartiere Umbertino, quasi ad angolo con il lungomare Araldo di Crollalanza
  • Leonardo - Avete dimenticato il Burgher King In via De Rossi dove ogni sabato si esibiva Antonio Da Costa. Ah quante tessere ho compilato allo Stravinskij... Sulla statale 100 c'era anche il Life 2. La prima paninoteca fu Hardolds in corso Vittorio Emanuele e quante patatite allo Zum Zum a Poggiofranco. Per non parlare dell'Oriente di fronte al Cotugno.
  • Lavinia - Non so se mi sia sfuggito...ma non si cita Zorba il Greco, in via Cairoli!!?!?.... l'unico locale di Bari dove servivano cocktail decenti, veri cocktail...e non acqua e alcool!!! ...il posto dove hanno INSEGNATO a bere il giusto e soprattutto BENE ad una generazione di allora ventenni...

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