di Lorenzo Alighieri

Bari vista dai fuorisede: «La città offre molto, ma i ragazzi sono troppo chiusi»
BARI -  A Bari non ci sono solo i baresi: in città vivono migliaia di persone che provengono dalle altre province pugliesi e da buona parte della Basilicata. Non parliamo chiaramente degli immigrati, ma dei tanti studenti fuorisede (nell’immagine) che affollano le facoltà baresi. Giovani dai 20 ai 30 anni che non solo studiano, ma vivono nel capoluogo, dividendo con altri coetanei appartamenti in affitto soprattutto nei quartieri Carrassi, Libertà, Picone e San Pasquale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Insomma si tratta di una “città nella città” che vive Bari in maniera completamente diversa da chi è nato e cresciuto qui. Come per gli Erasmus, ci siamo chiesti quindi (pur generalizzando) come i fuorisede vedano Bari e i baresi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Partiamo da questi ultimi. Fondamentalmente possiamo dire che difficilmente i fuorisede si “mischiano” alle comitive “indigene”. «No, non abbiamo molta frequentazione con i baresi - ammette Daniela, che viene da Brindisi -. Forse perché tra fuorisede si crea amicizia più spontaneamente, dato che viviamo tutti le stesse situazioni, dal pranzo da cucinare all’affitto da pagare». «In effetti ora che ci penso -  conferma Alessandro, anche lui di Brindisi - le uniche persone con qui esco sono coinquilini, amici di coinquilini e amici di amici di coinquilini».   

D’altronde è più facile frequentare le persone con cui si condivide l’appartamento e quindi spesso i fuorisede preferiscono “farsela tra di loro”, magari per sfruttare la casa dove abitano, approfittando della libertà data dall’assenza dei genitori. «A volte ci si limita a stare tra noi per cenare insieme e passare la serata tra film e partite a carte - racconta Dayana, che viene da Cisternino –. Oppure spesso le nostre case si trasformano in ottime location per feste improvvisate durante le quali è possibile conoscere altri studenti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
C’è anche chi accusa i giovani baresi di non essere molto aperti. «Io ne conosco parecchi  - dichiara Angela, di Venosa - anche perché sono stata fidanzata con uno di loro. E devo dire che li ho trovati un po' chiusi: credo che lascino poco spazio ai ragazzi che non sono di qui. Ci vuole molto tempo per integrarsi in una loro comitiva. Anche se alla fine, quando sei pienamente accettata, si sta davvero bene».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Conferma questa impressione Daniel, di Taranto: «I baresi e soprattutto le baresi, si comportano in maniera molto snob con i “forestieri”, hanno “la puzza sotto il naso”». Mentre Miriana, di Ceglie Messapica osserva: «A me capita di passare del tempo con loro, sono molto simpatici e alla mano, anche se forse frequentano posti un po' troppo borghesi».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I “cittadini” sarebbero anche un po’ troppo “invadenti”. «Sono cordiali, ma a volte troppo: si “prendono troppa confidenza” e sono un po' irritanti», afferma Andrea di Ostuni. «Il mio rapporto con loro si limita alle mura del supermercato, ma anche lì qualcuno fa di tutto per superarmi nella fila alla cassa», accusa Federica di Ostuni.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E a volte le ragazze si sentono un po’ fuori posto con le coetanee baresi, a detta loro troppo attente nel vestire. «Spesso incontro ragazze che per moda escono con la gonna senza calze anche d'inverno: a me pare inconcepibile», afferma sorpresa Milena, di San Giovanni Rotondo. «E poi è impossibile competere con l'armadio di una ragazza di Bari – sottolinea Silvia, di Alberobello -. Anche a noi piace cambiare look, ma purtroppo viviamo sempre con la valigia sempre in mano».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Se il rapporto con i baresi può definirsi cordiale ma freddo, quello con la città appare però molto più vivace: Bari è vista come una città che offre molto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
«Durante i primi due anni vissuti qui ho avuto qualche difficoltà ad inserirmi, mi sentivo radicato alla mia terra come un ulivo e ogni weekend tornavo in Salento – dice Riccardo, che proviene da Melpignano -. Poi ho iniziato ad apprezzare molto questa città. Ora non mi muovo più da qui e per questo motivo vengo sempre preso in giro dai miei conterranei. Di Bari apprezzo soprattutto la "movida" e la varietà dei locali».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Chi non vive a Bari ha un'idea sbagliata del capoluogo  – sottolinea Giosmery, di Carovigno –. Diversamente da ciò che si pensa la città è molto viva dal punto di vista artistico e presenta molte possibilità di crescita culturale, ad esempio ogni tanto mi capita di andare a teatro e spesso ad alcuni eventi jazz». «A Bari ci sono moltissimi pub per sorseggiare una birra e rilassarsi e sono sempre pieni di studenti, anche durante la settimana – conferma Matteo, originario di Martina Franca -. Durante la bella stagione sono piacevoli anche il borgo antico e il Lungomare. Poi è fantastico vivere al massimo la città spostandosi a piedi».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Città che, cosa molto importante, viene considerata sicura. «Io ho vissuto un'esperienza da fuorisede a Parma – riferisce Mara, di Matera -. Lì la sera avevo davvero paura quando uscivo perché spesso accadevano incidenti che accrescevano la mia diffidenza. Qui a Bari la situazione mi sembra più tranquilla e non temo di camminare a piedi la sera». Conferma questa sensazione Francesco di Brindisi: «Forse non sarà la città più sicura d'Italia, ma non c'è neanche una sparatoria ad ogni angolo. In effetti quando esco mi sento abbastanza sicuro». «Anche se l’ideale – aggiunge Antonella, di Carovigno - sarebbe avere a disposizione una linea di autobus notturni».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E poi a Bari si mangia bene. «Per me i panzerotti, la focaccia con i pomodorini e il panino col polpo sono stati una vera e propria scoperta», afferma la golosa Chiara di Venosa. «Sono pazzo per la cucina barese, tendenzialmente perché a mio parere è un po' più grassa e fritta rispetto alla classica mediterranea – riferisce Gianluca di Grottaglie –. Tra panzerotti con le cime di rapa, sgagliozze, focaccia e riso, patate e cozze, sinceramente non c’è altro da aggiungere». «Poi sembrerà strano, ma questa abitudine di bere la birra direttamente dalla bottiglia mi piace molto – dice Serena, di Gravina -. Da noi non è una cosa normale, anzi magari ce ne vergogniamo: a Bari siamo riusciti invece a sfatare questo "tabù"».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La città piace anche dal punto di vista estetico. «Amo il capoluogo pugliese da un punto di vista architettonico e soprattutto Bari Vecchia – racconta Enrica di San Vito dei Normanni -. È come se mi sentissi accolta in un luogo molto intimo. Mi sembra incredibile come, un labirinto di stradine piccole e strette improvvisamente ti possa condurre all'immensità del mare». «Spesso vado in centro per scoprire le bellezze di Bari – riferisce Miriana di Ceglie Messapica – e ogni volta resto affascinata dai palazzi che si affacciano sul lungomare, da corso Vittorio Emanuele che mi sembra trasmettere una grande storia, e soprattutto dal Teatro Margherita, unico per la sua imponenza adagiata sul mare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Bari bella ma un po’ sporca. «Noto un po' di arretratezza per quanto riguarda l'igiene delle strade – ci dice Francesca di Ostuni - per esempio mi capita spesso di vedere sui marciapiedi escrementi di animali. I cittadini dovrebbero badare maggiormente a questi aspetti, perché purtroppo sviliscono la grande bellezza di questa città».

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