Bari, 25 anni dell'Airiciclotteri: «Costretti allo stop, ma i film sotto le stelle torneranno presto»
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venerdì 31 luglio 2026
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di Gaia Agnelli
Un punto di riferimento per i cinefili baresi, che ogni estate accoglie coloro che vogliono gustarsi un film all’aperto. Un qualcosa che a Bari è ormai possibile solo qui, all’ExpostModerno di via Napoli e al 4 Palme di corso Italia, diversamente dal passato quando il capoluogo pugliese era pieno di arene sparse per tutti i rioni.
Dopo 25 anni però, nel giugno scorso, l’Airiciclotteri ha subito uno stop forzato dopo alcuni controlli effettuati dalla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, la quale ha riscontrato criticità in materia di sicurezza.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Il grande schermo è dunque rimasto bianco per consentire i lavori necessari all’adeguamento alle normative. I proprietari sperano però di poter riaccendere le luci del cinema già nel prossimo mese di agosto, anche grazie a un crowfounding che sta permettendo di raccogliere fondi per il restyling.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Siamo quindi andati a visitare l’arena, attualmente portata avanti solo ed esclusivamente dalla 45enne Dionisia Cirasola (figlia del fondatore scomparso nel 2023) e da sua madre: la 73enne Lucia Diroma. Sono solo loro infatti a staccare i biglietti, proiettare i film, badare alle luci e a servire birre e snack. (Vedi foto galleria)
L’Airiciclotteri sia trova al civico 4 di strada Massimi Losacco, traversa rurale di via Bellomo. All’esterno si presenta come una casa di campagna con le pareti interamente tinteggiate di bianco. Delle graziose persiane verdi racchiudono uno spazio utilizzato come bacheca per le locandine, mentre due aperture nella parete servono come affaccio esterno del botteghino.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Proprio da una di queste fa capolino Dionisia, che ci invita ad entrare. Ci ritroviamo così in un grande spazio all’aperto completamente coperto da ghiaia.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Al centro si trovano le 200 poltroncine in metallo verniciato di verde poste davanti allo schermo del cinema. «Fino a poche settimane fa erano 480 – sottolinea la giovane –. La commissione ci ha imposto una riduzione dei posti a sedere che a loro parere erano troppi rispetto alla grandezza dell’area».
Nel frattempo ci raggiunge la mamma di Dionisia, Lucia, che ci racconta della storia del luogo. «La nostra famiglia frequentava sempre l’Arena Giardino del quartiere Libertà – ci spiega –. Quando questa chiuse, alla fine degli anni 90, per noi fu un colpo al cuore. Così ebbi un’idea. Un giorno misi una mano al centro e dissi “chi vuole fondare un’arena metta il dito qui sotto”. Inutile dire che lo misero tutti, a partire da mio marito. E dal 2001 partimmo».
Ma qual è il significato di questo particolare nome? «In questo posto mio fratello Luca aveva una bottega dove creava opere d’arte con materiale riciclato – risponde Dionisia –. Il laboratorio si chiamava “I Riciclotteri”. Mio padre quindi prese in prestito il nome aggiungendovi però la lettera “a” in modo da apparire sempre per primo nella programmazione dei film pubblicata dai giornali».
Da quel momento il cinema attirò tanti baresi, anche grazie a una selezione accurata dei lungometraggi in rassegna: film indipendenti, d’autore o usciti nelle sale qualche mese prima.
«Ma la vera forza era mio marito – sottolinea Lucia –: intratteneva sempre gli ospiti per parlare della settima arte, il tutto tra il fresco della campagna e una birra ghiacciata. L’arena si trasformava così in un punto di riferimento culturale, anche grazie al piccolo museo che Nico ha realizzato qui».
A questo proposito Dionisia e Lucia ci conducono prima nella cabina di proiezione e dopo in uno spazio in cui sono raccolti numerosi oggetti “vintage”, tra cui proiettori analogici (anche un vecchio Microcine a 35 mm) e persino un tavolo per il montaggio dei film che contiene alcune pellicole cinematografiche.
Altra particolarità dell’Airiciclotteri è la natura che domina tutto intorno all’area con alberi e piante quali bouganville, ulivi, allori, corbezzoli, gelsomini e gerani.
«Fui io a piantarli 25 anni fa – avverte Lucia –. Il giardino è anche pieno di alberi di fichi e fioroni. Chi arriva prima della proiezione può raccogliere i frutti e mangiarseli liberamente: perciò chiamiamo questo posto anche il “cinefichi”. Certo, con tutti questi arbusti ci sono naturalmente delle zanzare: per questo agli spettatori viene sempre offerto uno spray antipuntura oltre a una copertina per coprirsi in caso di serate un po’ più fresche».
Insomma l’arena Airiciclotteri è stata pensata come un luogo dove sentirsi a casa, gestito in maniera assolutamente famigliare.
«Tre anni fa, quando morì mio padre, ero all’estero per altri progetti cinematografici ma sentii il richiamo del luogo dove ero cresciuta – ci rivela Dionisia –. Capii che toccava a me continuare il lavoro di papà. Ereditai così il suo ruolo di “tuttofare”: dalla scelta dei film, all’accoglienza degli ospiti. L’affetto ricevuto in questi giorni di stop ci ha fatto poi capire che l’Arena Airiciclotteri non è solo nostra: è invece di tutti coloro che, almeno una volta, si sono seduti sotto le stesse stelle che fanno da sfondo ai nostri film».
(Vedi galleria fotografica)
© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita

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