di Francesco Sblendorio

Sulle tracce del Cammino Salernitano: nel Medioevo univa Bari alla Campania
BARI – Erano le “autostrade” del medioevo: collegavano le principali città di un regno, battute ogni giorno da pellegrini, monaci, soldati e mercanti. E una di queste aveva come punto di partenza e di arrivo Bari, che nel XII secolo, sotto il dominio normanno, visse un periodo di fioritura culturale e politica. Parliamo del Cammino Salernitano, che univa il capoluogo pugliese alla città campana. Ora alcune associazioni stanno lavorando per promuovere la conoscenza di questo itinerario e dei luoghi più simbolici che si incontrano sul tracciato. (Vedi foto galleria)

Il progetto, nato da un’idea della Pro Loco di Sannicandro, di quella del Municipio IV di Bari e dell’Archeotrekking barese, si è esteso anche all’associazione “I Crociati” di Cassano Murge e intende coinvolgere altre realtà locali.  

«Lo scopo è divulgare la storia dei siti che si trovavano sul cammino - spiega Nicola Racanelli, docente e rappresentante della Pro Loco di Sannicandro -, dimostrando come fosse un itinerario ben strutturato, vero percorso di evangelizzazione all’interno della rete di pellegrinaggi europei del Medioevo: da Santiago di Compostela a Costantinopoli e Gerusalemme».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Per Bari il XII secolo fu in effetti una sorta di rinascimento. Con l’arrivo dei resti di San Nicola nel 1087 e la costruzione della basilica dedicata al santo, la città divenne una delle principali mete di pellegrinaggio. Al contempo emergeva anche come centro nevralgico delle rotte commerciali e come porto di partenza e arrivo dei crociati diretti in Terra Santa. Tutto ciò avvenne all’epoca del dominio normanno.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«I Normanni e gli ordini monastici proteggevano i pellegrini nei loro itinerari – continua Racanelli -, costruendo luoghi di sosta e ristoro, gli hospitalia, e chiese rurali che potessero accogliere i viandanti anche di notte, quando le porte delle città erano chiuse».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Sorsero così decine di luoghi di culto e monasteri lungo i percorsi frequentati dai fedeli. Il cammino salernitano era uno di questi. «Quest’ultimo era fondamentale – chiarisce l’esperto - perché rappresenteva la strada più breve dall’Adriatico al Tirreno e collegava Bari con Salerno, che dal 1077 al 1127 fu capitale del Ducato normanno di Puglia e Calabria».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Ma quali sono le tappe principali di questo percorso sulle tracce dei viandanti del Basso Medioevo?

«Se l’evento chiave è stato l’arrivo a Bari delle spoglie di san Nicola – spiega il docente -, è naturale che anche il nostro itinerario, che da quell’avvenimento acquisì particolare prestigio, cominci proprio dalla Basilica fatta erigere dai baresi in onore del loro patrono. La costruzione della chiesa occupò tutto il XII secolo (1087-1197) e fu particolarmente simbolica della rinascita che caratterizzò quella fase storica».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

In successione si incontrano poi altri due monumenti cruciali nella vita della Bari medievale, centri del potere religioso e politico. Il primo è la cattedrale di San Sabino, eretta tra XII e XIII secolo sulle rovine di un precedente duomo bizantino. Il secondo è il Castello, voluto nel 1132 dal re normanno Ruggero II e fatto poi ricostruire dall’imperatore Federico II nel 1233 dopo la distruzione del 1156.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Lasciata la città vecchia, il cammino si inoltra nell’entroterra. «Lo fa seguendo un tracciato noto agli storici come ruga francigena – fa notare Nicola -. Il termine ruga deriva da rue, ossia “via” in francese, la lingua che i Normanni scelsero di adottare al posto dell’antico norreno dopo essere giunti in Francia nel 911».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Dirigendosi verso sud la ruga segue il solco di Lama Picone. Qui, ricavata sul fianco orientale, vi è la più grande basilica rupestre della Puglia: l’ipogeo di Santa Candida, con quattro navate e cinque absidi, risalente al periodo bizantino tra IX e XI secolo.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Si arriva poi a Carbonara, nel cortile dell’istituto scolastico “Calamandrei”, dove l’itinerario incontra i resti di un altro luogo simbolo del mondo medievale. «Sono i ruderi del monastero benedettino di Sant’Angelo che accolse i pellegrini dal XII secolo – rivela Racanelli -. La matrice normanna della struttura è ancora visibile in alcune incisioni tipiche dell’epoca come le croci patenti, riconoscibili per le braccia di uguale misura».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)


Il Cammino porta quindi fuori da Bari e, dirigendosi verso nord, incontra il Casale di Balsignano, in territorio di Modugno, con la sua chiesa di San Felice. Si tratta in realtà di due edifici accorpati, di cui uno conserva i resti di un pavimento bizantino del X-XI secolo e l’altro è invece databile al XIII secolo.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

L’itinerario tocca poi Bitetto, dove fa tappa alla cattedrale di San Michele Arcangelo, edificata tra XI e XII secolo, e prosegue verso l’altopiano delle Murge, inoltrandosi tra distese di ulivi, vigneti e mandorleti, lungo un percorso scandito da masserie e muretti a secco.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«Nell’agro tra Bitritto e Sannicandro vi è poi una serie di chiesette costruite nel tempo per accompagnare il cammino dei pellegrini – rivela la nostra guida -. La più nota è la Madonna del Piano, realizzata nella prima metà del 600 grazie al denaro donato dai cittadini di Bitritto».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Crocevia fondamentale del sistema viario tra Bari, Matera e Salerno fu poi Sannicandro. I Normanni vi arrivarono alla fine dell’XI secolo e ribattezzarono San Nicandro il castello che sorgeva nei pressi di un villaggio chiamato Siziro.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«I nobili occuparono la fortezza e la ingrandirono – precisa lo storico -, dotandola anche di un ospizio e un refettorio per i pellegrini e di una cappella dedicata a San Nicola, voluta nel 1119 da Emma d’Altavilla, figlia del Gran Conte Ruggero I e sorella di Ruggero II». 

Il maniero è anche ricco di simboli dell’Ordine dei Templari: «La loro presenza in Puglia tra XII e XIV secolo – sottolinea Racanelli - fu un importante supporto proprio a pellegrini e crociati diretti in Terra Santa».  

Ma Sannicandro non è solo il suo castello. «Nelle campagne circostanti vi erano altri punti di riferimento per i viandanti medievali – precisa il docente -, primo fra tutti la chiesa della Madonna di Torre». Costruita nel 1134 e donata all’abbazia di Cava dei Tirreni, è oggi l’ultima testimonianza rimasta dell’antica Siziro, distrutta dagli Ungheresi a metà XIV secolo.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Man mano che il percorso si fa più impegnativo, tra boschi e campi di grano, pendii e creste rocciose, ci si avvicina a Cassano delle Murge. Qui domina ancora oggi il complesso di Santa Maria degli Angeli.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«Un nome che richiama San Francesco – fa notare Racanelli -. Così infatti si chiama la basilica di Assisi edificata attorno alla Porziuncola, la cappella in cui il Santo ricevette la vocazione». E qual è il legame con il centro murgiano? «I francescani arrivarono qui già nella prima metà del 200 – precisa il docente -. La chiesa e le prime cellette per i monaci furono costruite intorno al 1250 dopo l’apparizione della Madonna degli Angeli a un sacerdote locale, mentre l’attuale convento è del XV secolo».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Il tratto barese del Cammino prosegue verso Santeramo e Altamura, con la sua cattedrale del 1232 voluta da Federico II. E si dirige poi verso nord-ovest per incrociare, nei pressi del centro storico di Gravina in Puglia, la via Appia che congiungeva Roma a Taranto e Brindisi fin dal III-II secolo a.C. E sempre a Gravina, ulteriore tappa del cammino, è la cattedrale di Santa Maria Assunta, anch’essa normanna, edificata a partire dal 1095.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

L’ultimo segmento pugliese del percorso si inoltra  tra boschi e colline fino alla prima tappa lucana, il santuario benedettino di Santa Maria di Picciano. «L’itinerario raggiunge poi Irsina e infine Matera, concludendo così il cosiddetto Cammino Materano – spiega Racanelli -. Mentre il Cammino Salernitano prosegue verso Tolve, Potenza, Cava de’ Tirreni e finalmente Salerno».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

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Il cammino comincia dalla Basilica di San Nicola, fatta erigere dai baresi in onore del loro patrono le cui spoglie arrivarono a Bari nel 1087
In successione si incontrano poi altri due monumenti cruciali nella vita della Bari medievale, centri del potere religioso e politico. Il primo è la cattedrale di San Sabino, eretta tra XII e XIII secolo sulle rovine di un precedente duomo bizantino
Il secondo è il Castello, voluto nel 1132 dal re normanno Ruggero II e fatto poi ricostruire dall’imperatore Federico II nel 1233 dopo la distruzione del 1156
Lasciata la città vecchia, il cammino si inoltra nell’entroterra. Lo fa seguendo un tracciato noto agli storici come ruga francigena. Il termine ruga deriva da rue, ossia "via" in francese
Dirigendosi verso sud la ruga segue il solco di Lama Picone. Qui, ricavata sul fianco orientale, vi è la più grande basilica rupestre della Puglia: l’ipogeo di Santa Candida, con quattro navate e cinque absidi, risalente al periodo bizantino tra IX e XI secolo
Si arriva poi a Carbonara, nel cortile dell’istituto scolastico “Calamandrei”, dove l’itinerario incontra i resti di un altro luogo simbolo del mondo medievale. Sono i ruderi del monastero benedettino di Sant’Angelo che accolse i pellegrini dal XII secolo
Il Cammino porta quindi fuori da Bari e, dirigendosi verso nord, incontra il Casale di Balsignano, in territorio di Modugno, con la sua chiesa di San Felice. Si tratta in realtà di due edifici accorpati, di cui uno conserva i resti di un pavimento bizantino del X-XI secolo e l’altro è invece databile al XIII secolo
L’itinerario tocca poi Bitetto, dove fa tappa alla cattedrale di San Michele Arcangelo, edificata tra XI e XII secolo, e prosegue verso l’altopiano delle Murge
Nell’agro tra Bitritto e Sannicandro vi è poi una serie di chiesette costruite nel tempo per accompagnare il cammino dei pellegrini. La più nota è la Madonna del Piano, realizzata nella prima metà del 600 grazie (foto di https://comune.bitritto.ba.it)
Crocevia fondamentale del sistema viario tra Bari, Matera e Salerno fu poi Sannicandro. I Normanni vi arrivarono alla fine dell’XI secolo e ribattezzarono San Nicandro il castello che sorgeva nei pressi di un villaggio chiamato Siziro
Il maniero è anche ricco di simboli dell’Ordine dei Templari. La loro presenza in Puglia tra XII e XIV secolo fu un importante supporto proprio a pellegrini e crociati diretti in Terra Santa
Man mano che il percorso si avvicina a Cassano delle Murge. Qui domina ancora oggi il complesso di Santa Maria degli Angeli. Un nome che richiama San Francesco: così infatti si chiama la basilica di Assisi (foto di Leron Vandilcolindion)
Il tratto barese del Cammino prosegue verso Santeramo e Altamura, con la sua cattedrale del 1232 voluta da Federico II
E si dirige poi verso nord-ovest per incrociare, nei pressi del centro storico di Gravina in Puglia, la via Appia che congiungeva Roma a Taranto e Brindisi fin dal III-II secolo a.C.
E sempre a Gravina, ulteriore tappa del cammino, è la cattedrale di Santa Maria Assunta, anch’essa normanna, edificata a partire dal 1095
L’ultimo segmento pugliese del percorso si inoltra  tra boschi e colline fino alla prima tappa lucana, il santuario benedettino di Santa Maria di Picciano (foto di Mateola)
L’itinerario raggiunge poi Irsina...(foto di Anna Nicoletta Menzella)
...e infine Matera, concludendo così il cosiddetto Cammino Materano
Mentre il Cammino Salernitano prosegue verso Tolve, Potenza, Cava de’ Tirreni e finalmente Salerno (foto di Cabalist12)



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