di Laura Villani

Conventi, campanelli e leggende: tutti i segni della visita di San Francesco a Bari
BARI – San Francesco, il patrono d’Italia, il santo più amato da cristiani e non, nel 1220 soggiornò a Bari e la sua visita è testimoniata da una miriade di leggende e simboli sparsi per tutta la città. (Vedi foto galleria)

Il “poverello d’Assisi”, all’epoca 38enne, visitò la Puglia rientrando da un pellegrinaggio in Terrasanta intrapreso tra il 1219 e il 1220. Il 30 marzo di quell’anno sembra che San Francesco si trovasse proprio a Bari per assistere all’inizio dell’edificazione di un complesso monastico in suo onore: San Francesco della Scarpa. Il frate avrebbe addirittura posato la prima pietra con le sue mani.

L’ex convento, ubicato in via Pier l’Eremita e oggi sede dei restauratori della Soprintendenza, comprende anche una chiesa trecentesca riaperta il 12 dicembre scorso dopo un lungo restauro.

Sempre a Bari Vecchia si trova poi un’altra chiesa che conserva al suo interno una “reliquia”. Si tratta di Santa Maria degli Angeli, situata in via Boemondo. Qui, custodito in una teca presente al lato destro dell’abside, si trova infatti un campanello in metallo. Secondo la leggenda fu suonato proprio dal santo per convocare i fedeli per la messa.

Passiamo ora al Castello, perché anche la fortezza normanno-sveva raccoglie delle storie su San Francesco. È qui infatti che si verificò il “mitico” incontro tra il frate e Federico II. Fu l’imperatore a invitare il religioso, dopo che alle sue orecchie erano arrivate voci di critiche mosse alla sua lussuosa corte. Così Federico decise di mettere alla prova il santo invitandolo a un sontuoso banchetto, durante il quale Francesco rimase però fedele alla propria frugalità, assistendo sì, ma senza toccare cibo.


Stupito ma non persuaso, il “falco di Svevia” decise allora di far mandare nella stanza fatta preparare per l’ospite, nella torre a nord-ovest della fortezza, una giovane e bella donna pronta a offrire al santo le proprie grazie. Alla vista della ragazza però Francesco, senza battere ciglio, prese dei carboni ardenti dal camino e li riversò sul pavimento, invitando la fanciulla ad accomodarsi assieme a lui.

Solo allora l’imperatore, avvisato da solerti spie, si convinse dell’assoluta onestà del frate, che abbracciò chiamandolo pubblicamente “vero amico di Dio”. Ci spostiamo ora sul litorale nord di Bari, nella zona (manco a dirlo) di San Francesco alla Rena.

Qui, dove oggi si trova un popolare lido, il religioso avrebbe compiuto un miracolo. Dopo aver ascoltato i tristi racconti di poveri pescatori assetati, il patrono d’Italia fece scaturire con un colpo di bastone una sorgente d’acqua dolce, che fuoriuscì dalla sabbia affacciata sul mare salmastro. E i baresi gli furono tanto riconoscenti che attorno a questo pozzo (le cui acque non solo dissetavano ma guarivano gli infermi) fondarono la chiesetta di San Francesco dell’Arena, ora non più esistente.


Infine sembra che il religioso nel suo pellegrinare sia addirittura arrivato a Santo Spirito, il quartiere più a nord del centro. Qui, vicino al porto, si trova una piazzetta che porta il nome di San Francesco e al centro della quale si erge una statua in bronzo che lo raffigura. Il monumento è lì a ricordare un aneddoto riguardante il santo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il patrono d’Italia si trovava vicino all’attuale molo di Levante con il suo confratello Masseo quando quest’ultimo durante la notte cercò di derubarlo, infilando la mano nella sua borsa. Risultato: le monete si trasformarono in serpi, mordendo mortalmente il traditore.


(Vedi galleria fotografica)

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Laura Villani
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  • maria catalano - SPIEGAZIONE ESAUSTIVA, BENE.

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