di Salvatore Schirone

Dagli storici e importanti a quelli sconosciuti e senza nome: sono i 7 ponti di Bari
BARI – Bari è di fatto una città spezzata in due dalla ferrovia, che l’attraversa separando i quartieri antichi da quelli più nuovi. Nel momento in cui la città ha cominciato ad espandersi, dagli anni 70 in poi, l’unico modo per unire le “due Bari” è stato quello di costruire cavalcavia, sottovia, passaggi a livello, ma soprattutto ponti. L’ultimo è quello Adriatico inaugurato lo scorso 10 settembre: con i suoi  626 metri di lunghezza collega via Tatarella a via Nazariantz. Ma quanti altri ponti sono presenti a Bari?

In tutto, considerando anche quello nuovo, sono 7. Cinque si trovano sulla direttrice principale della linea ferroviaria, gli altri due su rami più periferici, quelli percorsi dalle Ferrovie Appulo Lucane. Ponti in alcuni casi poco conosciuti e il cui nome ufficiale (quando c’è) viene poco utilizzato dai baresi, che preferiscono chiamare queste strutture con appellativi che rimandano a punti di riferimento. (Vedi foto galleria)

Il ponte più “famoso” di Bari e il primo a essere stato costruito, è quello “di via Unità d’Italia” (vero nome: XX Settembre). Fu inaugurato l’11 luglio del 1970 e da allora collega corso Cavour a Carrassi. All’epoca si trattò di una costruzione importante, perché di fatto apriva il centro ai quartieri extramurali in fase di sviluppo. L’apertura di questa nuova via però comportò una rivoluzione urbana, tra cui l’abbattimento di alcuni storici villini postelegrafonici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Dopo solo due anni, il 5 maggio 1972, venne inaugurato il secondo ponte della città. E’ quello che unisce via Apulia a via Di Vagno: praticamente il quartiere Japigia al lungomare. Si trova all’altezza del liceo tecnologico Marconi e della concessionaria Fiat: da qui l’appellativo di “ponte della Fiat” , anche se in realtà il suo vero nome è Giuseppe Garibaldi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Veniamo al 12 settembre del 1975, quando a essere aperto fu il “ponte di via Omodeo” che collega la via omonima a via Magna Grecia. Il ponte, conosciuto anche come “quello dell’Ambasciatori” vista la vicinanza all’ex grande hotel, prende il nome ufficiale da Padre Pio. Chissà quanti baresi lo sanno.  

Un po’ più periferica è la struttura che sorse il 12 febbraio del 1976. Si tratta di un ponte senza nome, visto che ancora oggi sulle mappe viene indicato semplicemente come “Via Solarino”. Sarebbe quello che porta da viale Pasteur fino all’incrocio tra viale Orazio Flacco e viale Papa Giovanni XIII. Di fatto è “il ponte del Policlinico”, visto che fiancheggia il grande ospedale cittadino.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Rimangono ancora due ponti. Il primo si trova nel Quartierino, nei pressi di via Pietrocola. Piccolo e in pietra, scavalca un binario del ramo della Ferrovia Appulo Lucana. Recentemente è stato anche restaurato tra le polemiche dei residenti, perché ritenuto poco sicuro per i pedoni a causa del restringimento del marciapiede. Nessuno ha mai proposto di dargli un nome né si ricorda l’anno della sua edificazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il secondo invece sorge nei pressi di San Giorgio, collegando la fine del lungomare a sud di Bari con la complanare della statale 16. E’ praticamente inutilizzato: privo di segnaletica, sbuca in via Pantaleo, una viuzza seminascosta (vedi video). Un’opera incompleta e perfettamente inutile, dato che solo pochi metri più avanti si può raggiungere il mare passando sotto la linea ferroviaria. (Vedi galleria fotografica)

Nel video il tortuoso percorso del ponte di via Pantaleo:


 

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Salvatore Schirone
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  • Vito - Ciao Salvatore, a proposito di ponti. Tempo fa girava su facebook una specie di poesi sui ponti di Bari, io la copia e l'ho tradotta in dialetto Barese, secondo le regole del Seminario Permanente dello Studio sul Dialetto Barese, in seno all'Associazione Mondo Antico e Tempi Moderni con sede in Bari Vecchia via Tresca... te la metto interamente.... I PONTI DI BARI Le ponde de Bare so tutte sfertenàte, percè no sàpene manghe loro accòme so state chiamàte. Ce vu affermàte nu barèse, prevàte a demannà na indicaziòne, v'acchiamènde nmbacce e ve manne sope a la cerconvallaziòne. Prevàte a demannà: Scusi per il ponte Padre Pio di qua va bene? Ve respònne: Velìte sci a Padre Pio a l’appète? Ma pighe almène u trene. No, mi sono spiegato male, il ponte tra via Amendola e via Caldarola. U meste allòre a da disce bune cudde iè u Ponte de via Amodeo. Oppure ce demannate: Senti giovane, per il ponte Garibaldi da dove devo andare. Lo Zi, a Bare de garibàlde sta na chiazze, ma da do iè lendàne, Ma mi hanno detto che il ponte è qui vicino, tra la Fiat e il Marconi. Ma cudde iè u ponde de lungomàre.. alde che garibàlde e littlettòne.. Oppure chiedete: Mi scusi una informazione, da che parte per il ponte XX settembre? Ve respònne, no u meste, pe cudde perìede no parche mà, vogghe a la fire a settèmbre. Mi scusi, volevo dire, il ponte dalle parti dello scacchi, della stazione, Ma uè disce u ponde de Corse Cavùrre, ma no site facènne confusiòne. E poi sta stu ponde neve, belle, modèrne, l’asse nord sud ca nge hanna dà nu nome pure a jìdde ca no serve a nudde, percè u barèse ca ie attìnde e furbe, u iave da mo battezzàte, orama , cudde se chiame “U PONDE DE DIODATE…” Vito Pascale...
  • Gigi De Santis - Buongiorno Salvatore, buon articolo, ma la poesia del signor Vito inviatati, in dialetto barese, mi spiace dirlo, non è scritta correttamente. Facciamo attenzione, dal 2005 c'è una grammatica che guida, alla corretta scrittura. In più, ufficialmente, dal 2012 (ma esisteva già da parecchi anni), l'Accademia della Lingua Barese "Alfredo Giovine" con interventi culturali non solo in Bari e con pubblicazioni scritti in lingua barese, sta continuando a dare giusti consigli per l'ortografia barese. La mia sia chiaro non è polemica ma giusta e reale constatazione, come tu ben sai.

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