di Salvatore Schirone

I ''villini'' di Carrassi: storia e abbattimento in un video inedito
BARI - "Il villino prima, durante e dopo la demolizione - 1969". Questa è la scritta a penna che appare sulla sdrucita confezione che custodisce un rullino di 8millimetri. La pellicola (vedi video) contiene le immagini inedite dell'abbattimento di due dei bellissimi villini postetelegrafici di Carrassi. Dal passato riemerge una pagina contradditoria della storia urbanistica di Bari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
I villini furono costruiti in stile liberty nei primi decenni del 900 da Postetelegrafi per i propri dipendenti. Piccole casette a due piani immersi nel verde: tetto spiovente e giardinetto. Un lungo tratto di strada che univa idealmente i due nuovi quartieri di San Pasquale e Carrassi, da via Postiglione fino a Corso Benedetto Croce (foto d'epoca nella galleria). La prima zona residenziale della nuova Bari che andava sorgendo oltre l'extramurale. 
 
Il villino sito tra l'attuale via Galiani e quella che sarebbe diventata viale Unità d'Italia, fu assegnato negli anni 30 al funzionario Giovanni Molinari, il nonno di Daniela, la donna che ci ha consegnato la preziosa pellicola. «Conservo ricordi bellissimi dei miei giochi nel giardinetto dei nonni - ci racconta Daniela -. Il ciliegio e il fico, i cui frutti sporgevano fuori e regolarmente venivano rubati dai passanti. Il piccolo pollaio e mio fratello Luigi, che si divertiva a dare mollica imbevuta di vino alle galline. E la mia amica, la figlia della famiglia Sabini, proprietaria del villino attiguo al nostro».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Ma i ricordi della bella infanzia si fermano per Daniela all'estate del 69, quando le ruspe abbattono il suo villino assieme a quello dei vicini. Il piano regolatore prevedeva la nascita di una grande arteria che scavalcando la ferrovia avrebbe aperto da corso Cavour la città verso sud. E i villini dei Molinari e dei Sabini si trovavano proprio sul percorso di quella che diventerà l'attuale viale Unità d'Italia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

 
«Noi non scegliemmo la nostra sorte - spiega la donna -. Se per i proprietari di altri villini l’abbandono della propria casa fu una libera scelta motivata dal miraggio di nuove moderne abitazioni in condominio, per noi ci fu l'esproprio. Il comune ci indennizzò con circa 10 milioni di lire che servirono ai miei genitori per acquistare l'appartamento nel palazzo accanto, in via Galiani, dal quale fu girato questo filmino».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Al posto del villino di Daniela ora c'è un piccolo giardinetto recentemente ristrutturato. E della bellissima zona residenziale, restano solo pochi villini ingabbiati tra i palazzoni che dal boom edilizio degli anni 50 ad oggi hanno esteso i loro tentacoli su tutta Carrassi. Una conseguenza di politiche urbanistiche che hanno privilegiato la cementificazione alla qualità della vita e all’eleganza. 
 
E c'è da temere anche per il futuro, dato che il nuovo Piano urbanistico generale, stando alle parole del direttore progettista, Bruno Gabrielli, sarà all'insegna del motto “costruire sul costruito”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Il video (montaggio e digitalizzazione di Claudio Bottalico):



© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Salvatore Schirone
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  • Emanuele Zambetta - A Bari, scempi di questo genere se ne sono fatti tanti, purtroppo. Mi piange il cuore solo a pensarci...
  • Rossella Magnifico - Ciao Salvatore, ho trovato interessante la storia dei villini , hai dall'altro materiale? Dove ti sei documentato?
  • cinzia - in quel video si vede quando hanno distrutto il villino dei miei nonni e dove ho abitato per due anni..... al posto di quel villino ora c'è una piazzetta ed una fontana.... quei villini raccontavano la storia .... tante "storie" ,cancellate per sempre.
  • Andrea - Abbattere palazzi per costruire nuove strade perennemente ingorgate dal traffico e circondate da palazzi senza il minimo gusto architettonico, piccionaie per famiglie. Percorrere Viale Unità d'Italia è angosciante, per nulla piacevole. Si prende una boccata d'aria osservando quei villini superstiti.
  • antonio arky colavitti - Che dire? Un vero peccato uccidere la Storia in quel modo, la cosa ancora più grave e che lo si continui a fare, quindi se Errare è Umano, Perseverare è davvero Diabolico. Possibile che davanti agli interessi di pochi si debba distruggere una Cultura del vivere, du un'urbanistica pensata e voluta in modo organico al contesto ed alla qualità della vita che si veniva a determinare. Oggi vedere quel viale è agghiacciante, squallido, impersonale, tipico delle nuove città, tutte omologate: sembra di essere altrove, senza identità, si potrebbe essere a Milano gratosoglio-rozzano o nelle nuove città di paesi emergenti! Non ci resta che la Chiesa Russa, quindi?
  • Francesco - Ciao Salvatore, complimenti per l'articolo. Non ho vissuto questo momento, ma ricordo bene qualcosa di simile, quando hanno ridotto in macerie Villa Santina.. Ero un bambino, ma sentivo dentro una grande ingiustizia..
  • jacopo calò carducci - Ho vissuto in un villino, in piazza locchi, per circa 10 anni è stato abbattuto nel 1961 perchè i proprietari accettarono in cambio più di un appartamento nello stabile costruito al posto del villino. La foto sottotitolata estramurale in vero è via a. volta e sollo sfondo si intavede il mio villino, quindi risale a prima del 1961.

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