di Mina Barcone

Piscina, 600 cabine e sala da ballo: la breve ma intensa storia del Gran Lido Marzulli di Bari
BARI – Seicento cabine, piscina con trampolino, porticciolo per le barche, pontile e poi docce, negozietti e un viale alberato che conduceva al mare. Si presentava così ai baresi il Gran Lido Marzulli: uno stabilimento balneare all’avanguardia inaugurato nel maggio del 1949 che, per 7 anni, rappresentò il fiore all’occhiello del litorale sud della città. (Vedi foto galleria)

Il lido in realtà poteva definirsi un vero e proprio villaggio turistico, visto che all'interno dei due eleganti e imponenti edifici situati a ridosso dell’Adriatico, si trovavano anche un cinema all’aperto, una sala da ballo, un albergo diurno con acqua marina riscaldata, un casinò e una palestra coperta con tanto di centro estetico e parrucchiere.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Vi era in più un’autostazione di rifornimento, un'officina, un posteggio alimentare e campi di bocce, tennis e pallacanestro. Un luogo pensato quindi per soggiorni lunghi, vista anche la presenza di camere da letto che trasformavano la struttura in un hotel a un passo dal mare.


Si trovava nell’area oggi occupata da Parco Perotti e la sua spiaggia, lunga un chilometro, era situata nel tratto di costa che attualmente separa Pane e Pomodoro da Torre Quetta. L’ingresso, anticipato da due colonne, era invece posto nell’attuale via Anastasio Ballestrero (all’epoca proseguimento di via Imperatore Traiano), nelle vicinanze dei binari della ferrovia.

Lo stabilimento fu ideato e realizzato dall’imprenditore barese Giovanni Marzulli e prese idealmente il posto delle “baracche”, ovvero quelle palafitte in legno sopraelevate che caratterizzavano all'inizio del secolo il litorale di levante (“U Felòscene”), permettendo ai baresi di accedere agevolmente al mare.

«Il lido però era tutta un’altra cosa – chiarisce l’esperto di tradizioni baresi Gigi De Santis -. Parliamo di un elegante villaggio turistico realizzato con tutti i comfort, unico nel suo genere in tutta l'Italia Meridionale. Se ne trovavano di simili solo sulla riviera romagnola o su quella ligure».

La spiaggia sabbiosa, attrezzata con sdraio e ombrelloni, era preceduta come detto da due diversi edifici. Uno, a due piani, ospitava una ventina di camere con terrazza. Poi tutt’intorno vi erano anche delle villette circondate dal verde, delle specie di bungalow.

Si poteva comunque accedere anche con un biglietto giornaliero (non propriamente economico) che permetteva di usufruire dei servizi balneari. «Io e i miei amici – ricorda nostalgico il 76enne barese Vito Petino – facevamo sempre in modo di aggirare clandestinamente l'entrata intrufolandoci dalle zone laterali più vicine al mare. Andavamo lì per conoscere le ragazzine della Bari bene».


«Ero una di quelle – sottolinea la signora Maria Antonietta –. Anche se c’è da dire che il luogo era frequentato più che altro dai baresi che abitavano a sud del centro, perché invece i “murattiani” preferivano recarsi al Lido San Francesco, facilmente raggiungibile con la filovia da piazza Massari. Noi andavamo al Marzulli con una carrozza che partiva dalla chiesa di San Giuseppe e che, a richiesta, ci veniva a riprendere al tramonto».

Ma lo stabilimento non era solo mare: vantava infatti un casinò, un’arena cinematografica e una sala da ballo. Quest’ultima negli anni 50 fu teatro di feste, concerti, gare gastronomiche, eventi sportivi e concorsi di bellezza,  tra i quali ricordiamo "Stella del Sud", "Sirena dell'Adriatico" e le selezioni per "Miss Italia" e "Miss Cinema".

«Io rammento invece “Miss Mocambo”, indetto in occasione dell’uscita del film omonimo, nel 1953 – sottolinea  Maria Antonietta -: alla vincitrice fu regalato un costume leopardato. Per le giovani baresi rappresentava motivo d'orgoglio partecipare a queste manifestazioni che avevano una forte eco sulla stampa e in cui venivano spesso ospitati personaggi dello sport e dello spettacolo».

«E chi se le dimentica quelle incantevoli sere d'estate –  incalza il barese Antonio -: affacciato alla finestra del mio palazzo, che si trovava di fronte allo stabilimento, mi attardavo sempre ad ascoltare la splendida musica lì proposta».

Purtroppo però il Gran Lido Marzulli non ebbe vita lunga: chiuse infatti i battenti dopo soli 7 anni, seppur intensi. L’ultima stagione balneare fu infatti quella del 1956 e la struttura venne infine definitivamente abbattuta nel gennaio del 1957. Si dice che al proprietario non fu rinnovata la concessione dell’uso del suolo e questo perché il Comune voleva realizzare, in quel punto, la larga strada costiera che avrebbe collegato Bari a San Giorgio.  

E così in un attimo si spensero le luci su quella zona di Bari: un’area che negli anni a seguire verrà lasciata al suo destino, tra degrado, prostituzione e abbattimenti di “saracinesche sul mare”.  

(Vedi galleria fotografica)


© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Mina Barcone
Scritto da

Lascia un commento