di Nicola De Mola

Le due facce di Parco Perotti: di giorno le giostre, di sera le prostitute
BARI - Quando fu inaugurato nel 2008, coprendo le ceneri delle cosiddette “saracinesche” del lungomare di Bari (le palazzine in costruzione abbattute due anni prima), era viva nei cittadini baresi la speranza che Parco Perotti potesse rappresentare una svolta per quella zona posta tra la ferrovia, la spiaggia di Pane e Pomodoro e il Canalone. Questo non solo perché andava a coprire lo spazio sul quale sarebbe sorto l’ecomostro di Punta Perotti, ma soprattutto perché nell’immaginario collettivo avrebbe dovuto riqualificare un’area ritenuta da sempre tra le più pericolose e impraticabili del capoluogo a causa della prostituzione e dei traffici illeciti dei quali è sempre stato teatro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La realtà che si presenta oggi ai nostri occhi, però, purtroppo è un’altra. Se è vero che di giorno il parco con le sue giostre e il suo verde a due passi dal mare è diventato luogo ideale di ritrovo per famiglie con bambini, cani con i loro proprietari, ciclisti, podisti o per chi vuole semplicemente trascorrere una giornata all’aria aperta, di sera a causa della scarsa illuminazione e dei pochi controlli da parte delle autorità è tornato a essere una posto malfamato.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tutti i giorni all’imbrunire via Ballestrero si trasforma in un vero e proprio supermercato del sesso (vedi galleria fotografica) e da un capo all’altro della strada che lambisce la parte interna di Parco Perotti è possibile imbattersi in numerose prostitute di tutte le nazionalità e di tutte le età. E il bello è che ci si trova a due passi da una parrocchia, la chiesa di San Sabino, e da una sede istituzionale come la palazzina che ospita gli uffici dell’assessorato comunale alle Risorse umane, le cui scale e il cui parcheggio sono tra i punti favoriti dalle lucciole per attirare i clienti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Porto spesso qui i miei figli a giocare: d’inverno fa buio prima e quindi si deve andare via perché c’è poca luce - racconta la signora Angela -. Ma il vero problema si ha in estate, quando troppo spesso le prostitute non attendono neanche che tramonti il sole».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«La scarsa illuminazione c’entra poco, perché ci sono donne che “esercitano” anche nel primo pomeriggio e attendono i clienti anche all’interno del parco, soprattutto d’inverno, quando è meno frequentato», puntualizza Maurizio, che fa abitualmente jogging nella zona. «Tra prostitute, guardoni, ma anche piccoli furti alle auto in sosta mi è capitato spesso di assistere a scene spiacevoli anche quando non è buio - conferma Paolo, un altro podista -. Senza contare che i “resti” dei rapporti sessuali restano a terra per giorni, prima che qualcuno pulisca».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Le parole di Paolo trovano conferma dando uno sguardo sul campetto posto tra il parco e la sede dell’assessorato alle Risorse umane (vedi galleria fotografica): cumuli di fazzoletti e preservativi usati sono lì in bella mostra e nelle giornate ventose finiscono anche sulla pista ciclabile e all’interno del parco, sotto lo sguardo innocente dei più piccoli e quello decisamente più imbarazzato dei loro genitori.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tracciando un bilancio ormai a distanza di un lustro dalla nascita di Parco Perotti, si può tranquillamente affermare che l’impresa di riqualificare quell’area non è riuscita o, a voler essere generosi, è riuscita solo a metà. Se in passato quella zona era considerata off limits a tutte le ore, oggi questo “parco dalla doppia personalità” sorto al posto di un complesso residenziale rappresenta per Bari l’ennesima contraddizione. E dire che in molti il giorno della sua inaugurazione si erano affrettati a definirlo enfaticamente “monumento alla legalità”.

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