di Stefania Buono

Case basse, giardini, mercati all’aperto e ponticelli: è la Japigia sorta negli anni 50
BARI – Non ci sono solo Carrassi, Madonnella, San Pasquale e Libertà. A Bari oltre a questi storici quartieri nati nei primi decenni del 900, c’è un rione (o meglio una parte di rione) edificato più di settant’anni fa: si tratta di Japigia. Non parliamo certo di via Caldarola, né della zona “45” e nemmeno dei palazzi sorti attorno alla Fibronit, ma di quell’area che si trova a ridosso della ferrovia e del ponte “della Fiat”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un quadrilatero che comprende le vie Apulia, Peucetia, Archita e Japigia, nato agli inizi degli anni 50 e formato da basse e colorate case popolari. Una zona che presenta poi particolari caratteristiche: qui si trova uno dei pochissimi cavalcavia pedonali di Bari e persiste uno dei due mercati all’aperto ancora rimasti in città. Insomma si tratta di un quartiere dove è possibile ancora respirare un po’ della Bari “antica”. Siamo andati a visitarlo. (Vedi foto galleria)

Il nostro viaggio inizia in via Apulia, la strada che costeggia il ponte Giuseppe Garibaldi, inaugurato il 5 maggio del 1972. Entriamo nel quartiere passando sotto il ponte: siamo alla fine di via Oberdan e all’inizio di viale Japigia. Alla nostra sinistra si trovano i binari della ferrovia: qui fino a qualche anno fa si trovava un passaggio a livello che permetteva di accedere al rione Madonnella. Ora non c’è più neanche quello e per i residenti di Japigia è diventato ancora più difficile raggiungere il mare, pur vivendo a due passi dalla costa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ci inoltriamo sulla nostra destra, dove strette stradine permettono l’accesso alle case popolari sorte negli anni 50. Si tratta di bassi edifici dai colori pastello con balconcini e finestre protette da inferriate bianche che si affacciano praticamente sul marciapiede. La particolarità di questi palazzi sta nei cortili che li circondano: giardini che ospitano folti cespugli, piante e diversi tipi di alberi. Si tratta di aree molto curate, dove in alcuni casi la natura ha preso il sopravvento, con palme e pini cresciuti a dismisura superando in altezza le palazzine di pochi piani.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Mentre passeggiamo su via Archita si accorge della nostra presenza una vecchietta: ci scruta sospettosa da un balcone. Poi però ci sorride e ci saluta amichevolmente con la mano. Chissà da quanto tempo abita qui.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E’ arrivata l’ora di immergerci in via Pitagora, dove si tiene il giornaliero mercato rionale all’aperto. Davanti alle colorate bancarelle di pesce, frutta e verdura ci sono tantissime persone tra cui spiccano le anziane signore con i loro fedeli cestini per la spesa e i bambini aggrappati alle proprie madri per non perdersi in una via molto affollata. Qui tra le urla dei commercianti incrociamo la 66enne Lucia. «Io abito nelle vicinanze, vengo al mercato quasi tutte le mattine e risparmio tanto. C’è sempre tanto movimento a qualsiasi ora», ci dice la donna.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ci lasciamo alle spalle gli invitanti odori dei banconi e raggiungiamo viale Japigia, la strada dove pullula la vita del quartiere e sono presenti la maggior parte degli esercizi commerciali. Proviamo ad avvicinare qualche negoziante e troviamo la disponibilità del 63enne Pietro, che ci mostra la sua enoteca nei pressi dell’incrocio con via Archita. «Siamo in questa zona da 45 anni anche se inizialmente siamo nati come osteria –racconta l’uomo-. Ci troviamo benissimo, altrimenti non saremmo rimasti in questa parte di Bari per così tanti anni».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Volgiamo ora lo sguardo dall’altra parte della strada, verso i binari, lì dove si trova lo stretto e alto cavalcavia pedonale che permette di superare la ferrovia e arrivare in viale Imperatore Traiano. È messo piuttosto male e dà la sensazione di essere pericolante, ma è attraversato da tanta gente. Saliamo su per le tre rampe da venti scalini ciascuna, aiutandoci con i passamano in metallo. Ci troviamo ora nel punto più alto del ponticello realizzato con intrecciati ponteggi color marrone scuro: ai nostri lati ci sono i binari, di fronte  il mare, che ci appare quasi come una visione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E da qui possiamo ammirare dall’alto la vecchia Japigia: un’ “isola” stretta fra ponti e ferrovia che ha attraversato i decenni rimanendo però sempre uguale a sè stessa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica di Antonio Caradonna e Gennaro Gargiulo)

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Stefania Buono
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  • rossana calo - Bravissima finalmente qualcuno che mette in evidenza la bellezza e la storicita del nostro quartiere.Spero che il comune ci lasci I nostri giardini che ci siamo autogestiti x anni senza dover cementare

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