di Salvatore Schirone

«L'abbandono di Carrassi»: via dal rione asilo, chiesa e circoscrizione
BARI - Mentre si chiudevano i festeggiamenti per il bicentenario del quartiere murattiano, al di là della ferrovia il rione Carrassi, a cento anni dalla propria nascita, celebrava invece il suo funerale. A darne il triste annuncio alcuni cartelli apparsi per le strade del rione. Si potevano leggere fino a qualche giorno fa (vedi foto). Recitavano: "Dopo la dipartita della circoscrizione e la morte di via Montegrappa, mentre agonizza tutto il quartiere, l'amministrazione decide di privare i cittadini dell'asilo nido comunale Argenti. Carrassi abbandonato al degrado".Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Carrassi è uno dei quartieri più “made in Bari” della città. Un rione con pochi supermercati e negozi che sopravvivono da più di cinquant’anni. A differenza di Libertà e Madonnella qui vivono pochissimi immigrati e anche la delinquenza è meno avvertita rispetto ad altre zone della città. Insomma Carrassi è la Bari “normale”, popolare e sempre uguale a se stessa. Ma ora le cose stanno cambiando.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Prima di tutto è andata via la sede della circoscrizione, che il Comune ha deciso di spostare dalla Chiesa Russa dove era ubicata, al quartiere Mungivacca, in via Truppi. «Accordi internazionali sono passati sulla nostra testa», accusa Leonardo Scorza, presidente della circoscrizione Carrassi-San Pasquale. Scorza si riferisce alla cessione della Chiesa (avvenuta nel marzo del 2007) al Patriarcato di Mosca, che ha di fatto strappato al quartiere quello che era il proprio storico simbolo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
È vero che in questi ultimi anni molti turisti e pellegrini russi hanno cominciato a invadere a Carrassi, ma la Chiesa è sempre più vista dai residenti come un corpo estraneo, un territorio straniero. Non a caso i festeggiamenti del centenario della posa della prima pietra si sono svolti quasi in forma privata, all'interno dei giardini (vedi galleria) senza alcun coinvolgimento della cittadinanza. Eppure quello era il punto dove sono sorti, già dal primo dopoguerra, un ospizio, l’orfanotrofio, l’istituto educativo e la circoscrizione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

 
Ma l'annuncio funebre parla pure della "morte" di via Montegrappa. Dopo il trasferimento del mercato nella nuova sede dell'area ex Palmiotto nel dicembre 2012, era sta promessa la riqualificazione della strada. Si attendevano marciapiedi, fogne e illuminazione nuove. Dopo quasi due anni, ancora niente. Ma su questo Scorza assicura: «Ci sono stati disguidi che ho già esplicitato a persone residenti. La solita burocrazia. Ma fra qualche mese si farà perché ci sono i soldi. Attendiamo solo che la Cassa depositi e prestiti ci dia l’ok sul diverso utilizzo di un mutuo residuo di 16.000 euro sull'importo complessivo di 650.000 euro». 
 
Assicurazioni evidentemente non sufficienti a placare gli animi. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la notizia del trasferimento dell'unico asilo nido comunale Argenti da via Toma/Marinaccio nel quartiere San Pasquale, nei pressi di via Amendola (vedi foto galleria). Oltre 70 famiglie si sono viste "scippate" dell'ultimo presidio comunale nel quartiere, nonché della comodità di poter accompagnare a piedi i loro figli prima di recarsi al lavoro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Teresa Schino è il funzionario dell'asilo. «Siamo tristi al pensiero di lasciare dopo 40 anni questa sede e comprendiamo il disagio di molte mamme. C'erano voci anche di avviare una petizione, ma dobbiamo dire che la sede da tempo non è idonea ad accogliere tanti bambini. La legge dice che se ne possono ospitare al massimo 50. In più la struttura è abbastanza vetusta e di proprietà privata». 
 
Tutte buone ragioni o motivi di forza maggiore quindi alla base della "dipartita" di circoscrizione, Chiesa, mercato e asilo. Forse le polemiche sono infondate. Ma una cosa è certa: lentamente, lo storico quartiere Carrassi si sta impoverendo.

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