di Salvatore Schirone

Il surf a Bari tra vandali e scogli pericolosi, alla ricerca dello ''spot''
BARI -  «Chi fa surf  va alla ricerca delle onde in tutta la Puglia facendo levatacce incredibili. Vi assicuro che per quanto silenziosi, siamo tantissimi». A rivelarlo è Maurizio Gatto, presidente dell’associazione “CatSurf”, presente a Bari dal 1999, prima a San Girolamo e ora a Torre Quetta. Assieme a un'altra scuola di Fesca è l’unico centro di diffusione di questa disciplina sportiva, con relativi negozi nei quali gli appassionati possono rifornisti di tutto l’occorrente.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Anche se le cose attualmente non vanno per il meglio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Da una parte i vandali, che lo scorso gennaio hanno devastato con un incendio doloso il gazebo dell'infopoint del Comune e parte della strutture delle due associazioni presenti, CatSurf e Big Air. E dall’altra, la natura: la conformità della riva rocciosa e frastagliata che presenta pericolosissime rocce affioranti sotto la battigia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Piero è un surfista di lungo corso e racconta: «Ormai conosciamo molto bene la zona e sappiamo tenerci a debita distanza dagli scogli. Ma per i principianti sono molto pericolosi: ci si può far male veramente. E non è solo colpa della natura – continua -. Paradossalmente è il risultato del processo di bonifica: l'amianto è stato praticamente coperto da grosse gettate di cemento che il mare nel tempo ha corroso, devastando ulteriormente il fondale».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Maurizio Gatto conferma: «L'associazione è stata promotrice della denuncia della presenza di amianto sulla spiaggia, che è stata chiusa per ben 7 anni. L’attesa ci ha ripagati: il problema amianto è per fortuna superato. Ma ora per rendere più sicura la battigia abbiamo avviato una petizione per chiedere al Comune una gettata di sabbia sui ciottoli».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

 
Anche se per ora la risposta è stata negativa. «Lo scorso 26 febbraio – spiega Gatto - siamo stati ricevuti dai dirigenti della circoscrizione Japigia-Torre a Mare, ma ci hanno detto che una legge specifica vieta l’utilizzo della sabbia a Torre Quetta. Stiamo valutando quindi l’ipotesi alternativa dell’utilizzo della ghiaia fina».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
C’è da considerare che la circoscrizione Japigia in convenzione con le associazioni organizza corsi per ragazzi. Un motivo in più quindi per mettere in sicurezza la costa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Perché a Bari il surf è una cosa seria. E’ seguito da centinaia di persone: la sola associazione di Torre Quetta conta 200 iscritti che praticano surf, windsurf e kitesurf, a seconda che si tratti dell’onda, della vela o dell'aquilone a spingere la tavola sulle acque. Si è poi diffuso negli ultimi anni anche il SUP, acronimo che sta per "Stand up paddle": praticato su grandi tavole mosse con l’ausilio di un remo, che permette di pagaiare in posizione eretta.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
E per tutti gli appassionati conta una cosa sola: l’attesa del vento di levante o di maestrale. Lo scopo: andare alla ricerca dell’onda giusta, dello “spot”,  il posto dove frangono le onde migliori. «Ma attenzione – avverte Gatto – chi lo trova non lo rivela a nessuno, nemmeno alla propria madre»..
 
Il video. Mai viste onde così alte a Bari:



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Salvatore Schirone
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  • Mario Materia - Mia cugina ha 12 anni e dall'anno scorso pratica windsurf e Sup a Torre Quetta e mi ha raccontato proprio del suo terrore di infrangersi sugli scogli che affiorano, soprattutto quando le capita di cadere.

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