di Nicola De Mola

Il San Nicola a pezzi, ma il restyling resta un sogno: le foto
BARI - Inaugurato nel 1990 alla vigilia dei Mondiali di calcio e sin da subito considerato uno tra gli stadi più belli d’Europa, tanto da ospitare la finale di Coppa dei Campioni del 1991 tra Stella Rossa e Olympique Marsiglia, lo stadio San Nicola ha seguito negli anni una lenta ma inesorabile parabola discendente, che l’ha portato a trasformarsi oggi in un vero e proprio rudere.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Le condizioni dell’ "Astronave" progettata dal celebre architetto Renzo Piano peggiorano di giorno in giorno, complici il disimpegno nei confronti della squadra di calcio (e conseguentemente nei confronti dell’impianto in gestione) da parte dei Matarrese e i contenziosi, giudiziari e non, tra la famiglia proprietaria del club e l’amministrazione cittadina.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I teloni volati via da una parte della copertura di curva sud e tribuna est e mai più sostituiti (vedi galleria fotografica) e il manto erboso completamente rifatto (probabilmente male dalla società romana che ha curato i lavori lo scorso ottobre, viste le sue attuali condizioni) grazie ai 150mila euro stanziati dal Comune sono forse i problemi del San Nicola balzati maggiormente agli onori delle cronache.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma sfortunatamente non sono gli unici: basta farsi un giro nei vari settori dello stadio (e nelle curve, in particolare) per rendersi conto del fatto che la struttura necessita di un urgente restyling, come dimostra il cemento che in certi punti si sta letteralmente sgretolando (cominciando a scoprire l’acciaio al suo interno), i corrimano e i seggiolini completamente assenti in vari settori, perché divelti dagli incivili che purtroppo frequentano la struttura (vedi galleria fotografica).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In realtà, un progetto di ristrutturazione era stato lanciato due anni orsono dal Comune, che aveva contattato proprio Renzo Piano per ridisegnare la sua creatura e trasformarla in uno stadio più efficiente e con minori costi di gestione attraverso la riduzione dei suoi posti da 60mila a 45mila, l’eliminazione della pista di atletica con conseguente avvicinamento delle tribune al campo e la riconversione di alcune sue parti in edifici da adibire a ristoranti, alberghi, esercizi commerciali e parchi per bambini.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Un progetto da circa 100 milioni di euro, una cifra che però il Comune non può permettersi per carenza di fondi e neanche vuole spendere, perché il futuro va nella direzione degli impianti sportivi di proprietà delle società, come insegnano ormai da tempo i club inglesi e dall’anno scorso anche la Juventus, prima squadra in Italia ad avere uno stadio tutto suo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Si è trattato però, dopo la variante urbanistica che ha reso edificabili i terreni attorno al San Nicola, di un nuovo assist (per utilizzare il gergo calcistico) che il sindaco Michele Emiliano e la sua giunta hanno voluto dare al mondo dell’imprenditoria per stimolarlo all'acquisto del pacchetto San Nicola - Bari calcio o del solo impianto, ma che non ha incontrato il favore di nessun imprenditore locale. Un disinteresse che ha spinto così l’assessore allo Sport del Comune, Elio Sannicandro, ad annunciare nelle scorse settimane una conferenza di presentazione dell'idea per avvicinare eventuali investitori italiani e stranieri.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma la ventilata conferenza, ad oggi, non c’è ancora stata e prosegue una triste fase di stallo, destinata probabilmente a durare ancora a lungo, visti i rapporti tra i Matarrese e il Comune ormai ridotti (complice anche la recente sentenza relativa al Consorzio Stadium) ai minimi storici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’ambizioso progetto di ristrutturazione sembra così destinato ad accumulare polvere negli armadi degli uffici di corso Vittorio Emanuele, mentre l’ "Astronave", che quando fu inaugurata tanto fece sognare i tifosi baresi, sembra condannata a cadere a pezzi.

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