di Federica Calabrese - foto Christian Lisco

Negozi, parchi, chiese: tra le vie di Bari sulle tracce del "pittore di strada" Angelo Guaragno
BARI – Serrande dei negozi, muri dei parchi, pareti esterne delle chiese: sono le “tele” del 70enne Angelo Guaragno, “pittore di strada” che dipinge i suoi colorati soggetti tra le vie di Bari. Soprannominato il “Van Gogh” del capoluogo pugliese, l’artista ha sinora realizzato più di 300 lavori, accomunati dal suo stile naïf: semplice e molto riconoscibile. (Vedi foto galleria)

Avevamo conosciuto Angelo qualche mese fa, quando aveva “rifatto il look” alla triade di dipinti situati all’esterno di San Marco dei Veneziani, a Bari Vecchia. Questa volta invece lo incontriamo mentre si dà da fare in via Crispi, all’interno di uno spazio recintato a pochi passi dai pilastri del ponte Adriatico. In quest’area, che diventerà un parco per bambini, è intento a raffigurare luoghi emblematici del centro storico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Tutto è cominciato negli anni 90 – ci svela il pittore -. All’epoca ero occupato a Sassuolo come decoratore per un’azienda di ceramiche e mi venne chiesto di disegnare alcuni pannelli che servivano come sfondo per le scenografie dei concerti. La mia prima opera fu per il cantante Nek».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La carriera di Angelo ebbe così inizio, portata avanti grazie a una serie di affreschi su commissione. Finché, dopo aver lavorato vent’anni a Rimini e con l’arrivo della pensione, l’artista decise di tornare nella sua Bari lì dove, in tarda età, ha continuato a far esplodere il suo estro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Mentre ci racconta della sua vita Angelo ripassa con un grande pennello i contorni del suo romantico Arco delle Meraviglie, per poi scurirlo con il color “terra di Siena”. «Tratto la superficie con il primer – illustra –. Dopodiché mescolo il ducotone con il colore e lo applico». Il 70enne ci svela anche il suo segreto per realizzare il cielo. «Utilizzo una scopa, così non devo prendere una scala per raggiungere le parti più alte della parete».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I sei affreschi già svolti comprendono il suddetto arco, i teatri Petruzzelli, Piccinni e Margherita, la Basilica di San Nicola e piazza Federico II con uno scorcio della Cattedrale, ma in fase conclusiva c’è anche il profilo del Fortino Sant’Antonio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Rappresento la realtà quotidiana così com’è –: sottolinea – mi reco sul posto, scatto una decina di fotografie catturando dettagli diversi e poi li ritraggo». Così il treruote azzurro raffigurato nei pressi di San Sabino non è una presenza casuale: passa infatti nel centro storico ogni mattina guidato dal signor Vittorio, che vi carica i ferri vecchi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A questo punto Guaragno ci accompagna alla scoperta di qualche suo altro “attacco d’arte”. Iniziamo da corso Vittorio Emanuele II. Qui, all’interno della pasticceria Mercantile, ha realizzato una mezzaluna con una panoramica sull’omonima piazza, dove un tempo sorgeva la vecchia sede dell’esercizio. A sorpresa nella volta celeste  “spunta”  San Nicola. «È il soggetto più richiesto dai clienti – ci dice -, l’ho disegnato anche in diverse pizzerie e rosticcerie».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Più peculiare è il lavoro compiuto nel ristorante Il Borgo Antico in strada Palazzo di Città. Qui il pittore ha affrescato tutto il soffitto del locale per poi sfumare i contorni delle figure con il bianco per conferire loro un’aria più datata. «Volevo dedicare l’opera a mia madre che è venuta a mancare cinque anni fa», riferisce il proprietario Domenico Minafra, indicando una testa femminile con una toccante dedica in latino.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche i separé esterni sono stati decorati dall’artista barese: a una prima mano di pittura verde è seguita l’applicazione di foglie finte proprio per rendere più verosimili le vistose piante di bambù.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un’altra “fatica” di Guaragno si trova pochi passi più in là, nello storico panificio Fiore. Un quadro firmato nel 2019 rappresenta, oltre a una perfetta riproduzione dell’insegna, il fornaio con la sua divisa bianca e un cliente di spalle che sceglie la focaccia in esposizione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sempre nella stessa via scorgiamo una piccola icona quadrata con il Patrono sull’arco in pietra di un ristorante ormai chiuso e una più “moderna” pittura verde e oro nella bottega di un parrucchiere per uomo. Un altro barbiere, l’SDM in piazza Mercantile, ha invece impiegato Angelo per decorare l’ambiente con immagini di pettinati dandy.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Fuori dalla città vecchia sono poi dipinti altri mestieri. Ad esempio in via Crisanzio, in una scena d’altri tempi, un vinaio trascina la sua otre sulla serranda dell’enoteca B89. Mentre in via Crispi un pescatore di spalle con il berretto nero in testa e i secchielli di latta ai piedi, sponsorizza il negozio specializzato Arbore.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La nostra ultima tappa è sulla stessa strada, nel Magic Bar, dove troviamo un uomo sorridente che si affaccia da una finestrella sul Golfo di Napoli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Sarebbe però impossibile mostrarvi tutti i miei lavori - conclude Guaragno -, anche perché tra i miei committenti ci sono anche celebrità come Antonio Cassano, Francesco Totti e Checco Zalone ai quali ho dipinto le pareti di casa. Volete sapere che cosa ho dedicato al comico? Un grande ponte di Brooklyn che spunta nel salotto del suo appartamento».

(Vedi galleria fotografica)


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Federica Calabrese
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