Il Bari non è solo, ecco le altre grandi città europee "sfigate del calcio": Bielefeld, Bristol e Murcia
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mercoledì 24 giugno 2026
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di Marco Gay
Bari, lo sappiamo bene, è una di queste. Ma il capoluogo pugliese non è solo in Europa. Guardando i maggiori campionati del vecchio continente spiccano infatti i nomi di Bristol City, Bristol Rovers, Murcia e Arminia Bielefeld: squadre appartenenti a città da 300/400mila abitanti che non sono mai riuscite a raggiungere traguardi importanti. (Vedi foto galleria)
Come per Bari, anche queste realtà, seppur antiche, non hanno mai vissuto un “momento di gloria”. Mai un trofeo importante vinto, mai un piazzamento degno di nota in campionato, mai una partecipazione a una competizione internazionale.
Vedi Bristol, una delle grandi anomalie del calcio inglese. È una città ricca, creativa, molto viva sul piano culturale e conta 425mila abitanti (che diventano 900mila contando l’agglomerato urbano). Ha persino due squadre che la rappresentano: il Bristol Rovers (nato nel 1883) e il Bristol City (fondato nel 1897).Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Entrambi i team però non hanno mai vinto nulla in Inghilterra (né la Premier League o la vecchia First Division, né la FA Cup, né la League Cup) e neppure hanno mai disputato una competizione europea. Il Bristol City in realtà arrivò secondo in campionato nel 1907 e perse una finale di FA Cup nel 1909, ma parliamo di una storia di più di cento anni fa.
Il fatto di avere due squadre (il Bristol City più radicato a sud e il Bristol Rovers legato alla parte nord) probabilmente non ha mai favorito la “città della street art”: la frattura ha infatti storicamente diviso pubblico, sponsor, ricavi e attenzione.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
E poi c’è la concorrenza degli altri sport. A Bristol il rugby e il cricket hanno sempre avuto un ruolo culturale importante, sottraendo al calcio quel monopolio emotivo che in città come Liverpool e Manchester è quasi religioso.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Passiamo poi alla Spagna, dove a sud del Paese si trova Murcia, la settima città spagnola per popolazione (470mila abitanti). È il capoluogo di una regione autonoma, ha una forte identità territoriale, un grande bacino urbano, ma il suo club principale, il Real Murcia, non è mai riuscito a trasformare tutto questo in grandezza calcistica.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Il club ha una storia lunga (è nato nel 1908) e un primato curioso: è quella che ha vinto più volte la Segunda División (la serie B spagnola). Nel calcio che conta però non è mai riuscito a imporsi: non ha mai vinto la Liga (posizione migliore l’11esima), non ha mai conquistato la Copa del Rey, non ha mai giocato una coppa europea.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
A rendere tutto più paradossale c’è lo stadio. La Nueva Condomina, oggi Enrique Roca, è un impianto moderno da oltre 31mila posti. Un’arena finita però spesso a ospitare partite di categorie inferiori. Una sorta di cattedrale nel deserto, simbolo perfetto di ciò che Murcia avrebbe potuto essere e non è mai diventata.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Il parallelo tedesco del Bari è invece Bielefeld, città della Renania Settentrionale-Vestfalia da oltre 335mila abitanti. Industriale, universitaria, con un’identità fortissima, ma periferica rispetto ai grandi centri del pallone tedesco.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
La sua squadra, l’Arminia Bielefeld (fondata nel 1905), sembra costruita apposta per incarnare questa contraddizione. Ha giocato 19 stagioni in Bundesliga, ha riempito la SchücoArena (la vecchia “Alm”), ha prodotto cicli di entusiasmo. Ma non ha mai vinto la Bundesliga, non ha mai conquistato la DFB-Pokal, non ha mai trasformato la propria base popolare in una presenza stabile nel calcio europeo.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Salite, discese, risalite, ricadute. In Germania l’Arminia viene spesso raccontata come la “truppa dell’ascensore”: capace di essere promossa ogni volta in Bundesliga per poi retrocedere sistematicamente dopo 1-2 campionati. Le sue migliori stagioni nella massima serie si fermano all’ottavo posto dei primi anni 80: abbastanza per far sognare l’Europa, troppo poco per entrarci davvero.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Nel 2025, da club di terza serie, Bielefeld ha raggiunto però la finale di DFB-Pokal (la Coppa Italia tedesca), perdendo però poi 4-2 contro il VfB Stuttgart.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
È stata una favola, ma anche l’ennesima conferma del destino bielefeldiano, comune a quello di Bari, Bristol e Murcia: arrivare vicinissimi alla grande festa, ma non abbastanza da sollevare un trofeo. Vivendo così ogni nuova stagione in attesa, “aspettando Godot”.
(Vedi galleria fotografica)
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