di Nicola De Mola

Calcio: tra sfottò e violenza, ecco da dove nascono le rivalità tra tifoserie
Le polemiche sul video di presentazione di Juventus - Fiorentina di sabato scorso e l’imminenza di Roma - Juventus della prossima giornata di campionato hanno riportato alla ribalta il tema delle grandi rivalità tra tifoserie italiane. Ce ne sono tante, derivanti da episodi tra i più disparati e hanno sempre dato vita a sfide accesissime in campo e a simpatici sfottò, ma anche a gravi episodi di violenza all’interno dei nostri stadi.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

In questo articolo, tralasciando i contrasti dovuti a fattori campanilistici (quelli per i vari derby cittadini e regionali) e politici (tra le curve di estrema destra come Lazio e Verona, e di estrema sinistra come Livorno e Perugia), ci concentreremo tra le rivalità provocate da fattori sportivi, che affondano le loro radici nella storia del nostro calcio.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)


JUVENTUS e INTER - Bisogna tornare indietro al 1961 e allo scontro diretto sospeso a causa di un'invasione di campo a Torino per scovare le origini di quella che è forse la più sentita tra le rivalità calcistiche. I nerazzurri ottengono lo 0-2 a tavolino, ma la Juventus vince il ricorso alla vigilia dell'ultima di campionato (con i due club in testa a 46 punti) e la CAF ordina la ripetizione della gara. Le squadre sono ora distanziate di due punti e, grazie all’1-1 casalingo contro il Bari e al 2-0 del Catania sull’Inter (partita che originò l'espressione «clamoroso al Cibali!»), la Vecchia Signora diventa Campione d’Italia. Per l’ormai inutile recupero, il patron nerazzurro Angelo Moratti ordina così a Herrera di schierare la Primavera, accusando la CAF di aver subito l'ingerenza dell’allora presidente della Figc (e della Juventus), Umberto Agnelli. La partita finirà con un clamoroso 9-1 per la Juve. I contrasti resistono nel tempo per tornare a rinfocolarsi nell’aprile del 1998 (il famoso rigore su Ronaldo non fischiato da Ceccarini) e negli anni successivi, sino all’esplosione nel 2006 dello scandalo di Calciopoli e allo scudetto tolto alla Juventus e assegnato all'Inter.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

JUVENTUS e FIORENTINA - Questa rivalità risale alla stagione 1981-82 con le due squadre in testa al campionato con 44 punti. Nell’ultimo e decisivo match i bianconeri vincono a Catanzaro con un rigore dubbio di Brady nel finale, mentre ai toscani viene annullato un gol regolare di Graziani a Cagliari. La Juve può così festeggiare il suo ventesimo scudetto, scatenando le furie dei tifosi viola. Nel 1985 poi, la domenica successiva alla vittoria della prima Coppa dei Campioni da parte della Juve nella tragica notte di Bruxelles, la curva Fiesole mostra il terribile striscione «Heysel: 39 gobbi in meno», che fa indignare parecchi addetti ai lavori juventini e non. Un altro episodio chiave che ha alimentato questa accesa rivalità è il passaggio di Roberto Baggio in bianconero nel 1990.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

JUVENTUS e ROMA - L’ostilità tra questi due club risale al 1981, quando al romanista Turone viene annullato un gol (per un fuorigioco inesistente) nello scontro diretto di Torino. Un episodio che costa lo scudetto ai giallorossi. Gli anni ’90 sono poi quelli delle polemiche tra il presidente romanista Franco Sensi e Luciano Moggi, cominciate con Paulo Sousa e Ferrara, i due acquisti “scippati” alla Roma dal direttore generale juventino. Nel 2001 sono però gli juventini a protestare: la Roma vince a Torino con una rimonta da 0-2 a 3-2 grazie anche a un gol del giapponese Nakata, in campo solo perché pochi giorni prima la Figc aveva cambiato la normativa sugli stranieri. Una vittoria risultata poi decisiva per il terzo scudetto capitolino.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)


ROMA e NAPOLI -  Le due tifoserie, originariamente gemellate, davano vita al cosiddetto “derby del Sole”. Il match a Roma della stagione 1986-87 segna però la fine dell’amore. I padroni di casa, in vantaggio grazie al gol di Pruzzo, si fanno raggiungere sul pari da un Napoli ridotto in nove uomini. Sugli spalti si scatena il putiferio e al triplice fischio il centrocampista azzurro Bagni rivolge il gesto dell’ombrello ai tifosi giallorossi, provocando ulteriori incidenti. Da allora Roma - Napoli è diventata una partita ad alto rischio.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

MILAN e VERONA - Anche in questo caso c’è una partita a sancire la fine di un gemellaggio. È la stagione 1972-73 e un Verona che non ha più nulla da chiedere al campionato schianta i rossoneri per 5-3 all’ultima giornata, consegnando lo scudetto alla Juventus, vittoriosa 2-1 sul campo della Roma (da qui la definizione di «fatal Verona»). Il Milan perde un campionato al “Bentegodi” anche nel 1989-90, quando alla penultima giornata viene sconfitto 2-1 e finisce la partita in otto contro una squadra che poi retrocederà in serie B. A godere della sconfitta rossonera stavolta è il Napoli.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

VERONA e NAPOLI - È da rinvenirsi probabilmente nell’accesa indole antimeridionale l’origine dell’odio tra scaligeri e partenopei, ritenuti forse l’emblema dell’essere “sudisti”. In questo caso non si conoscono, infatti, episodi legati al calcio che avrebbero dato il via alle ostilità. Certo è che i match tra Napoli e Verona da diversi anni sono teatro di scontri, ma anche di sfottò come gli striscioni «Benvenuti in Italia» e «Vesuvio pensaci tu», esposti a Verona, e la memorabile replica dei napoletani al San Paolo, «Giulietta è una zoccola».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

ROMA e FIORENTINA - Anche questo è un gemellaggio finito male. Decisiva in tal senso l'accesa esultanza della tifoseria giallorossa al gol dell’1-1 del centrocampista dell’Udinese (ed ex romanista) Desideri all’Olimpico nell’ultima giornata della stagione 1992-93. Una rete che consentì ai friulani di accedere allo spareggio salvezza contro il Brescia, condannando la Fiorentina alla retrocessione in serie B.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

CAGLIARI e NAPOLI - Due tifoserie che non si sono mai particolarmente amate, ma che hanno cominciato a odiarsi a causa del “tradimento” di Daniel Fonseca. Passato nel 1992 dal Cagliari al Napoli, l’attaccante uruguayano al suo ritorno in Sardegna da avversario decide di rispondere ai fischi del Sant’Elia con una doppietta, condita da un gestaccio sotto la curva cagliaritana, che da quelle parti non gli è mai stato perdonato.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

CATANIA e ROMA - Le sfide tra siciliani e capitolini sono sempre state storicamente tranquille, sino alla stagione 2006-07 e all’umiliante 7-0 inflitto dalla Roma agli etnei all’Olimpico. Il Catania però si vendica nella stagione successiva, bloccando in casa all’ultima giornata sull’1-1 i giallorossi, che si giocavano lo scudetto con l'Inter.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

FIORENTINA e PALERMO - Recente anche l’astio tra queste due tifoserie, dovuto essenzialmente al passaggio del bomber Luca Toni dai rosanero ai viola all'inizio del campionato 2005-06 e acuito dal gol segnato dal gigliato Mutu l’anno dopo con un avversario a terra infortunato e dalla rete di mano di Gilardino a Palermo nel 2008-09.


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