di Marianna Colasanto - foto Valentina Rosati

Dagli anni 30 si stagliano sul lungomare di Bari: sono i monumentali complessi "Incis"
BARI – Sono gli unici fabbricati di edilizia privata costruiti durante il Fascismo sul Lungomare di Bari e, come per i palazzi istituzionali, mantengono quel tratto di monumentalità scenografica voluto dal regime per mettere in mostra la propria “grandezza”. Parliamo dei complessi "Incis" (Istituto nazionale per le case degli impiegati statali): tre lotti di palazzine realizzate negli anni 30 per ospitare le abitazioni dei dipendenti pubblici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Progettati dall’ingegnere barese Domenico Minchilli, riprendono le forme tipiche del secondo rinascimento romano, caratterizzato da forme semplici e linee sobrie utili a conferire ordine e “decoro”. Non mancano però elementi architettonici quali capitelli e mascheroni che regalano eleganza e raffinatezza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Siamo dunque andati a visitare questi palazzi, presenti da novant’anni nei quartieri Madonnella e Libertà. (Vedi foto galleria)

L’Incis di Madonnella Il primo complesso, fresco di una ristrutturazione avvenuta nel 2018, si nota percorrendo il Lungomare Araldo di Crollalanza: è parzialmente nascosto dagli alberi di piazza Diaz, lì dove si affaccia uno dei cinque lati di cui è composto. La pianta dell’edificio ha infatti una forma irregolare: un marchio di fabbrica dell’Istituto, presente in modo invariato anche in altre città.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Progettato nel 1928 e inaugurato il 28 ottobre del 1930, si presenta con un color rosa chiaro che si alterna al bianco dei balconi, dell’ingresso e della parte inferiore in bugnato. 

L’entrata è posta sulla più interna via Goffredo di Crollalanza: una soluzione adoperata per riparare le abitazioni dal vento che arriva dal mare. E qui è da subito ben evidente la monumentalità del complesso, il cui cancello d’ingresso è preceduto da otto colonne bianche con capitelli in stile ionico, caratterizzati dalla presenza di piccole maschere apotropaiche.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sulla scritta I.N.C.I.S. che campeggia sulla facciata è poi disposta una balaustra contraddistinta dal susseguirsi di piccole colonnine. Impreziosiscono la facciata le decorazioni in bugnato in stile manierista, le bifore in stile romanico, e all’altezza del terzo piano, l’emblema dello stemma sabaudo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Attraverso il cancello decorato, entriamo nello splendido atrio, contraddistinto dal soffitto con volte bianca a cassettoni da cui pende un lampadario in ferro e da otto colonne  che riprendono lo stile di quelle dell’ingresso.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Superato l’androne ci ritroviamo  nel cortile interno: un giardino comune caratterizzato dalla presenza di alte palme. L’interno è dipinto di color ocra e qui si affacciano i quattro portoni che permettono l’accesso ai 66 appartamenti. Anche qui non mancano delle decorazioni, come le conchiglie che sormontano gli ingressi e gli scudi e i mascheroni posti sotto le finestre del vano scale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


L’Incis di Libertà - Gli altri due complessi Incis, anch’essi da poco ristrutturati, si trovano dalla parte opposta del lungomare: su corso Vittorio Veneto, separati tra di loro dalla stretta via Maffeo Pantaleoni. Il primo lotto (quello corrispondente al civico 6 del corso) fu realizzato tra il 1930 e il 1932, il secondo (al numero 8) tra il 1932 e il 1934.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il numero 6 è il più sobrio: possiede una facciata giallo ocra, scandita in modo alternato da balconate con colonnine in bianco. Ciò che però inevitabilmente colpisce è la presenza dei grandi quattro fasci littori che fungono da semi colonne posti ai lati dell’ingresso dell’edificio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sul lato che affaccia su via Pantaleoni è ancora visibile una freccia con all’interno una R in stampatello: durante la Seconda guerra mondiale indicava il rifugio antiaereo più vicino, lì dove ci si poteva riparare in caso di bombardamento.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Varcando l’ingresso accediamo al cortile interno, oggi adibito a parcheggio, ma un tempo concepito come giardino condominiale. Qui compaiono i quattro portoni, impreziositi da un timpano triangolare, che danno l’accesso ai 48 appartamenti. Il complesso residenziale negli anni 50 fu ingrandito con la costruzione di altri edifici e con un ulteriore ingresso posto su via Gioacchino Murat 51/A.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’altro Incis, quello collocato al civico 8 di corso Vittorio Veneto, presenta elementi architettonici più particolari. Di color rosa chiaro, è costituito da due corpi di fabbrica simmetrici, collegati tra di loro da un terzo corpo centrale che accoglie l’ingresso. Quest’ultimo è caratterizzato da una “accesa” volta a botte in rosso mattone con i costoloni in giallo, al cui incrocio centrale fa bella mostra di sè una scultura decorativa a forma di fiore.  

Lungo tutto il perimetro si trova poi una zoccolatura in pietra bianca che va a incorniciare le bucature del piano seminterrato, lungo le quali scorre una fascia di colore grigio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma la peculiarità di questo edificio è dato dalle balconate situate al piano terra protette da un cancello in ferro a semicerchio: si affacciano una su via Pizzoli e l’altra su via Pantaleoni. In entrambi i casi il balconcino, formato da piccole colonne, è racchiuso da due pilastri che alternano cilindri e parallelepipedi leggermente bugnati. Una preziosa struttura che si va poi a congiungere con la balconata del primo piano. 

Anche in questo palazzo si trova un cortile (in parte giardino in parte parcheggio) che permette l’accesso ai 40 appartamenti. Area che comunica con l’altro ingresso presente in via Murat 51/F, aperto negli anni 50 dopo la costruzione di un’ulteriore palazzina di color rosso su cui campeggia la scritta INCIS.  

Chiudiamo con una curiosità. Nel 2018 accanto all’ingresso di via Murat è stata apposta una targa: ricorda che Aldo Moro ha vissuto in questo lotto tra il 1934 e il 1939. Si tratta però di un errore: il politico ha sì abitato all’Incis, ma nell’edificio adiacente, quello di corso Vittorio Veneto 6.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Marianna Colasanto
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Valentina Rosati
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  • Fiorella - Articolo particolarmente interessante perché ha aperto un mondo fino ad oggi, a me sconosciuto. Ho scoperto con grande meraviglia che dietro quelle facciate austere si celano spazi che accomunano pur preservando la privacy dei tanti abitanti. Grazie
  • xnaxa - Molto meglio un regime che, oltre a lavoro e sanità, costruisce milioni di case per i propri cittadini, rispetto a uno che non solo non le costruisce, ma le fa in modo pessimo, e fa morire la propria gente per mancanza di welfare e sanità.
  • paolo minchilli - Grazie e complimenti alle autrici .

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