di Nicola Imperiale

Il Pulicchio e il Laghetto di San Giuseppe: oasi solitarie immerse nell'Alta Murgia
ALTAMURA – Dalla cava di bauxite alla grotta di Sant’Angelo, passando per campi di orchidee e sentieri avventurosi. Tutto questo è il Parco dell’Alta Murgia, 68mila ettari di territorio immacolato situato al centro della Puglia. Ma l’area nasconde anche piccoli gioielli naturalistici spesso non segnati sulle mappe e conosciuti più che altro da contadini e pastori. È il caso ad esempio di due luoghi posti tra Altamura e Gravina, distanti quattro minuti di auto l’uno dall’altro: il “Pulicchio”  e il “Laghetto di San Giuseppe”. Siamo andati a visitarli (vedi foto galleria)

Il Pulicchio di Gravina Da Altamura percorriamo la SP238 in direzione Corato per circa 15 km, fino a incrociare sulla sinistra una stradina sterrata che presenta all’ingresso dei cartelli che indicano il sito che andremo a conoscere. La imbocchiamo, per ritrovarci subito davanti a un’enorme cavità sul cui fondo cresce rigogliosa una vegetazione fatta di pini piantati negli anni 50.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

È il “Pulicchio”, situato nell’agro di Gravina in Puglia: una dolina carsica dalla forma ovoidale creata con ogni probabilità dal crollo di un sistema di grotte scavate dall’acqua nella roccia calcarea. Ha una profondità massima di 87,50 metri: è quindi più “depresso” del famoso Pulo di Altamura, che si ferma a 75.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il panorama dall’alto è notevole, con la pietra bianca e nuda che abbraccia il verde intenso dei monumentali alberi. Scendere è però impossibile, tranne se non si è esperti di scalate: così noi ci limitiamo a percorrere un grazioso vialetto che permette di aggirare l’intera dolina. Accompagnati dal frinire dei grilli e dal verso degli uccelli, incontriamo sul nostro cammino coloratissimi fiori, quali il violetto cardo selvatico e la alkanna tinctoria, dal blu intenso.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Solo qui trovo questi bellissimi fiori selvatici», ci dice Maria Lucia, che conosciamo mentre sta cogliendo alcune piante che andranno ad arricchire la sua casa. E mentre stiamo abbandonando questo posto uno scampanellio ci viene incontro: è quello di un gregge di pecore, i cui allegri belati rompono per un attimo il silenzio che avvolge questo luogo solitario.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il laghetto di San Giuseppe - Torniamo sulla provinciale e facciamo marcia indietro per soli 400 metri, andando poi a imboccare la SP35 in direzione Ruvo, via che fiancheggia l'affascinante campagna multicolore della zona. Dopo circa tre chilometri sulla sinistra un cartello grigio ci informa della presenza del laghetto di San Giuseppe, situato nell’agro di Altamura.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Scorgiamo lo specchio d’acqua già dalla strada, parzialmente celato dalle querce roverelle che lo circondano. Ci avviciniamo camminando tra l’erba alta, scoprendo un’incantevole oasi che giace immobile nella flora. Intorno, fra le sfumature smeraldine delle foglie che sovrastano il paesaggio, emerge timidamente il giallo di qualche fiore e un cespuglio di biancospino, che dona una differente nota cromatica al luogo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il lago carsico, nato in una depressione delle rocce, è presente tutto l’anno e resiste quindi anche al caldo torrido delle estati pugliesi. E a dispetto delle sue modeste dimensioni, appena una decina di metri di diametro, sappiamo essere un importante fonte di approvvigionamento per mammiferi, volatili e anfibi, tra cui quel tritone italico che lo abita.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E mentre lo zefiro primaverile crea increspature sulle scintillanti acque, noi ci immergiamo completamente in questa area di pace, piccolo rifugio all’interno dell’incontaminata e selvaggia Murgia pugliese. 

(Vedi galleria fotografica di Nicola Imperiale)

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