Letto: 4716 volte | Inserita: mercoledì 29 gennaio 2014 | Visitatore: Priscilla

Si fa presto a dire atleta. Un corridore senza coordinazione, un uomo muscoloso che non riesce a compiere trazioni alla sbarra, un body builder che flettendosi non riesce a toccare i suoi piedi. Questi sono tutti atleti sì, ma settoriali. Ripetere infinitamente un gesto tecnico porta certamente a ottimi risultati, ma l’intero corpo umano ne risulta compromesso.

L’allenamento funzionale invece sviluppa il corpo dal punto di vista muscolare, coordinativo, condizionale, propriocettivo e non ultimo mentale.

Si tratta di una serie di esercizi che simulando la gestualità quotidiana (sollevare un peso da terra, scansare un ostacolo, prendere un oggetto a volo, spingere un mobile, salire su una scala) migliorano la condizione fisica generale. Si praticano in una sala quasi vuota dove il corpo può essere più libero di muoversi e prendono spunto da altre discipline sportive riadattate, usando anche piccoli attrezzi come la palla medica , il fitball, la sacca bulgara, il kettlebell, le clavette o la sbarra per le trazioni.

Fondamentale è la progressione delle difficoltà: man mano che si impara un esercizio, questo deve diventare sempre più complesso. In questo modo si acquisiscono nuovi schemi motori che andranno a sollecitare non solo l’apparato locomotore ma anche e soprattutto il sistema nervoso, rendendo il training rilassante e stimolante.

Si sarà in grado quindi di sollevare 30 kg alla leg machine, di compiere un percorso di destrezza, di fare gol, di compiere una staccata sagittale e di avere esteticamente una bella struttura, conseguenza dell’allenamento e non finalità di esso. Tutto questo perché l’allenamento funzionale è la condizione “naturale” dell’allenamento.

 

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MARIA SERENA POMPILIO - Docente di Fitness
Laureata in scienze motorie, docente di educazione fisica, istruttrice fitness, personal trainer, è dal 2006 DOCENTE DI FITNESS E WELLNESS presso la facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Bari

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Commento
  • Luciano Di Pinto
    Perchè secondo lei un bodybuilder non riesce a fare tutte le azioni elencate nell'ultimo periodo del suo articolo senza praticare l'allenamento funzionale???
  • PROFESSORESSA POMPILIO
    L’allenamento funzionale sviluppa il corpo dal punto di vista muscolare, coordinativo, condizionale, propriocettivo e non ultimo mentale. Un bodybuilder non riesce a fare tutte le azioni elencate proprio perché il suo allenamento non è funzionale ma muscolare: il fine a cui tende è l’incremento della massa muscolare in un determinato distretto. Per far ciò si è disposti a un gran numero di ripetizioni con pesi e macchinari che stressando il muscolo mettono a repentaglio la flessibilità, cioè la capacità che permette la maggior ampiezza delle articolazioni assieme al maggior allungamento dei muscoli. Avere troppa massa muscolare compromette l’agilità dei movimenti. Non è detto però che tutti i bodybuilder siano rigidi e poco elastici. Se il loro allenamento fosse incrementato dal lavoro aerobico e da qualche esercizio di coordinazione, la situazione migliorerebbe notevolmente.
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