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I parchi abbandonati di Bitetto

Bitetto 25 foto 13 aprile 2018 1.520 visualizzazioni

Laghetti artificiali, strutture sportive, giochi, panchine, lampioni e sentieri inseriti in grandi e floride aree verdi totalmente inutilizzate. E’ lo spreco che imperversa a Bitetto, paese a sud-ovest di Bari, dove due enormi parchi pubblici sono da anni lasciati a marcire nel degrado. Si chiamano “Tre Ponti” e “Mater Domini”: sono stati realizzati, inaugurati, ma praticamente mai aperti. Di fatto una volta spesi i soldi derivanti da fondi regionali ed europei, nessuno è stato poi in grado di provvedere alla loro gestione (foto di Antonio Caradonna)  

Notizia collegata — Terminati ma mai aperti: lo spreco di Bitetto, il paese dei grandi parchi abbandonati
25 fotografie
Aperto più di dieci anni fa e attivo solo per un breve periodo, il parco “Tre ponti” si trova alla periferia sud-ovest del centro di Bitetto.  Ad accoglierci c’è un vecchio cancello arrugginito aperto attraverso cui accediamo nei parcheggi vuoti e desolati
Aperto più di dieci anni fa e attivo solo per un breve periodo, il parco “Tre ponti” si trova alla periferia sud-ovest del centro di Bitetto. Ad accoglierci c’è un vecchio cancello arrugginito aperto attraverso cui accediamo nei parcheggi vuoti e desolati
Davanti a noi si staglia l’entrata monumentale costituita da un ponte di pietra chiara all’apparenza antico, formato da tre archi a tutto sesto (da qui il nome del parco) e sorretto da due massicci pilastri, al cui centro fa capolino il gabbiotto ormai privo di guardiano
Davanti a noi si staglia l’entrata monumentale costituita da un ponte di pietra chiara all’apparenza antico, formato da tre archi a tutto sesto (da qui il nome del parco) e sorretto da due massicci pilastri, al cui centro fa capolino il gabbiotto ormai privo di guardiano
Tramite un sentiero basolato approdiamo nei pressi di un chiosco completamente distrutto...
Tramite un sentiero basolato approdiamo nei pressi di un chiosco completamente distrutto...
Ci basta attraversare un altro portoncino per ritrovarci in un grande mare d’erba verde: lo percorriamo con non poche difficoltà, incontrando fiorellini bianchi, gialli e arancioni spuntati da poco, alberi non curati e arbusti inselvatichiti
Ci basta attraversare un altro portoncino per ritrovarci in un grande mare d’erba verde: lo percorriamo con non poche difficoltà, incontrando fiorellini bianchi, gialli e arancioni spuntati da poco, alberi non curati e arbusti inselvatichiti
...con tanto di bagno vandalizzato e di sicuro oggi inutilizzabile
...con tanto di bagno vandalizzato e di sicuro oggi inutilizzabile
La vista migliora procedendo verso sinistra, dove si apre un bel panorama formato da viottoli e scalette in legno. Il tutto punteggiato da particolari lampioni dalla forma tondeggiante che non vedono la luce da tempo
La vista migliora procedendo verso sinistra, dove si apre un bel panorama formato da viottoli e scalette in legno. Il tutto punteggiato da particolari lampioni dalla forma tondeggiante che non vedono la luce da tempo
Dopo aver superato profumati alberi di mirto e pitosforo ci imbattiamo in un edificio color ocra, forse il vecchio centro informazioni, con le finestre inferriate e i muri ricoperti da murales, immancabili in un luogo isolato e degradato come questo
Dopo aver superato profumati alberi di mirto e pitosforo ci imbattiamo in un edificio color ocra, forse il vecchio centro informazioni, con le finestre inferriate e i muri ricoperti da murales, immancabili in un luogo isolato e degradato come questo
Scarpiniamo ancora più in alto e mentre ci guardiamo attorno, perdendo lo sguardo nella fitta vegetazione, la nostra attenzione viene colpita dalla punta di un vero e proprio trullo, per molta parte crollato e inagibile
Scarpiniamo ancora più in alto e mentre ci guardiamo attorno, perdendo lo sguardo nella fitta vegetazione, la nostra attenzione viene colpita dalla punta di un vero e proprio trullo, per molta parte crollato e inagibile
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Riusciamo però a scalarlo, per ritrovarci ad ammirare dalla sua sommità l’intera prateria ormai dimenticata da tutti
Riusciamo però a scalarlo, per ritrovarci ad ammirare dalla sua sommità l’intera prateria ormai dimenticata da tutti
Ancora più grande e maestoso è il secondo parco abbandonato di Bitetto: il “Mater Domini”. Parliamo di un’area di 340mila metri quadri inserita in un’ex cava. Realizzato nel 1996 e costato ben 22 miliardi di vecchie lire, non è mai stato aperto. Anche qui troviamo una recinzione divelta
Ancora più grande e maestoso è il secondo parco abbandonato di Bitetto: il “Mater Domini”. Parliamo di un’area di 340mila metri quadri inserita in un’ex cava. Realizzato nel 1996 e costato ben 22 miliardi di vecchie lire, non è mai stato aperto. Anche qui troviamo una recinzione divelta
Il viale d’ingresso ci porta subito davanti ai desertici campi sportivi, privati di tutto i loro elementi caratteristici: in quello da tennis non rimane più alcuna traccia della rete, su quelli da calcio sono state portate via le porte...
Il viale d’ingresso ci porta subito davanti ai desertici campi sportivi, privati di tutto i loro elementi caratteristici: in quello da tennis non rimane più alcuna traccia della rete, su quelli da calcio sono state portate via le porte...
...e in quello da basket resta lo scheletro arrugginito del canestro
...e in quello da basket resta lo scheletro arrugginito del canestro
Nemmeno gli spalti, costruiti per ospitare gli spettatori, sono stati risparmiati: i gradoni sono completamente ricoperti da detriti e calcinacci
Nemmeno gli spalti, costruiti per ospitare gli spettatori, sono stati risparmiati: i gradoni sono completamente ricoperti da detriti e calcinacci
Eppure c’è chi frequenta e sfrutta questo immenso luogo tranquillo e isolato: un fornello per il barbecue, accompagnato da un sacchetto di carboni, è stato infatti dimenticato qui in un angolo, magari dopo una grigliata di gruppo in una giornata di sole
Eppure c’è chi frequenta e sfrutta questo immenso luogo tranquillo e isolato: un fornello per il barbecue, accompagnato da un sacchetto di carboni, è stato infatti dimenticato qui in un angolo, magari dopo una grigliata di gruppo in una giornata di sole
Lasciamo alle nostre spalle i campi e proseguiamo, immergendoci nella folta selva che si apre di fronte a noi. Siamo circondati da maestosi abeti, cedri e pini,
Lasciamo alle nostre spalle i campi e proseguiamo, immergendoci nella folta selva che si apre di fronte a noi. Siamo circondati da maestosi abeti, cedri e pini,
A rompere l’incanto però, pochi metri più avanti, è la visione di alcune delle tante strutture derelitte dell’area, che incontriamo a pochi passi l’una dall’altra. Sulla sinistra infatti si staglia un edificio a due piani quasi totalmente privo di pareti...
A rompere l’incanto però, pochi metri più avanti, è la visione di alcune delle tante strutture derelitte dell’area, che incontriamo a pochi passi l’una dall’altra. Sulla sinistra infatti si staglia un edificio a due piani quasi totalmente privo di pareti...
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