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Bari, la decadente via Oberdan

Bari 40 foto 30 dicembre 2020 1.574 visualizzazioni

Una strada che, seppur situata a due passi dal centro, racchiude al suo interno botteghe abbandonate, locali decadenti occupati da senzatetto, palazzine al limite della vivibilità e persino l’unico passaggio a livello rimasto in città. Parliamo di via Oberdan, proseguimento dell’extramurale che collega il quartiere San Pasquale al rione Japigia. Un pezzo di Bari dimenticato, che vive da sempre in simbiosi con invadenti binari, visto che quest’arteria oltre a costeggiare le Ferrovie dello Stato è tagliata da quelle della Sud-Est.  Anche se proprio dai treni dovrebbe partire la sua rinascita. I grandi lavori riguardanti la variante "collo d'oca" del nodo ferroviario, infatti, trasformeranno definitivamente via Oberdan, grazie a deviazioni del percorso dei convogli, sottopassi, sovrappassi e rotatorie. Tutto ciò condurrà a una radicale trasformazione dell’attuale scenario, portando anche all’abbattimento dei fatiscenti fabbricati che caratterizzano la zona. In attesa che tutto cambi, siamo andati a farci una passeggiata sul tratto più “borderline” di questa strada, compreso tra via Monsignor Schiralli e il passaggio a livello della Sud-Est (foto di Valentina Rosati)

Notizia collegata — Bari. Palazzi fatiscenti, botteghe abbandonate, binari invadenti: è la dimenticata via Oberdan
40 fotografie
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Sul pavimento sono posati una serie di stendini...
Sul pavimento sono posati una serie di stendini...
... mentre altri panni sono stati messi ad asciugare sui risicati balconcini. Qualcuno ha anche appeso delle luci di Natale per dare un tocco di colore a questo buio e soffocante angolo
... mentre altri panni sono stati messi ad asciugare sui risicati balconcini. Qualcuno ha anche appeso delle luci di Natale per dare un tocco di colore a questo buio e soffocante angolo
Tra una porta e l’altra, vi sono poi alcune cassette della posta arrugginite, una sedia e un passeggino usati come bidoni dell’immondizia
Tra una porta e l’altra, vi sono poi alcune cassette della posta arrugginite, una sedia e un passeggino usati come bidoni dell’immondizia
La viuzza infine vira a destra e conduce all’accampamento dei rom, introdotto da una tenda zebrata che funge da separè
La viuzza infine vira a destra e conduce all’accampamento dei rom, introdotto da una tenda zebrata che funge da separè
Ci spostiamo ora verso il centro. Da qui in poi la strada sarà segnata da una serie di basse costruzioni che un tempo ospitavano decine di botteghe e aziende impegnate nella lavorazione di marmi e ceramiche, la maggior parte delle quali risulta oggi ormai inattiva. La prima che troviamo è un ex laboratorio di cromatura...
Ci spostiamo ora verso il centro. Da qui in poi la strada sarà segnata da una serie di basse costruzioni che un tempo ospitavano decine di botteghe e aziende impegnate nella lavorazione di marmi e ceramiche, la maggior parte delle quali risulta oggi ormai inattiva. La prima che troviamo è un ex laboratorio di cromatura...
...accanto al quale si trova un locale ancora aperto. Ci affacciamo per dare un’occhiata e all’interno scoviamo uno spiazzo sul quale è parcheggiato un tre ruote blu. Ad accoglierci è il 60enne Peppino. «Questo deposito è uno dei pochi rimasti attivi su via Oberdan», ci spiega
...accanto al quale si trova un locale ancora aperto. Ci affacciamo per dare un’occhiata e all’interno scoviamo uno spiazzo sul quale è parcheggiato un tre ruote blu. Ad accoglierci è il 60enne Peppino. «Questo deposito è uno dei pochi rimasti attivi su via Oberdan», ci spiega
L’uomo ci indica un piccolo magazzino di cartoni. «Apparteneva a un signore che raccoglieva il materiale in giro e poi lo riutilizzava – sottolinea -. Ora ci vivono degli immigrati». Ci avviniamo al cancello arrugginito: la rete protettiva è stata rotta in più punti per facilitare l’accesso...
L’uomo ci indica un piccolo magazzino di cartoni. «Apparteneva a un signore che raccoglieva il materiale in giro e poi lo riutilizzava – sottolinea -. Ora ci vivono degli immigrati». Ci avviniamo al cancello arrugginito: la rete protettiva è stata rotta in più punti per facilitare l’accesso...
...e, scrutando all’interno, notiamo un cortile circondato dagli alberi sul quale trova posto un piccolo prefabbricato, la cui entrata è “sorvegliata” da una sedia di paglia
...e, scrutando all’interno, notiamo un cortile circondato dagli alberi sul quale trova posto un piccolo prefabbricato, la cui entrata è “sorvegliata” da una sedia di paglia
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Di fronte, sull’altro lato della strada, si erge l’enorme palazzo dell’ex Inpdap, una parte del quale ospita un negozio di arredamento: l’unico elemento moderno di tutta via Oberdan
Di fronte, sull’altro lato della strada, si erge l’enorme palazzo dell’ex Inpdap, una parte del quale ospita un negozio di arredamento: l’unico elemento moderno di tutta via Oberdan
Ci rimettiamo quindi sui nostri passi. Superato sulla destra il centro di conferimento rifiuti dell’Amiu e un’azienda per materiali di edilizia, eccoci davanti a un emblematico simbolo della strada, oggi murato: le ex stalle del boss di Japigia Savinuccio Parisi, che qui ci portava i suoi cavalli
Ci rimettiamo quindi sui nostri passi. Superato sulla destra il centro di conferimento rifiuti dell’Amiu e un’azienda per materiali di edilizia, eccoci davanti a un emblematico simbolo della strada, oggi murato: le ex stalle del boss di Japigia Savinuccio Parisi, che qui ci portava i suoi cavalli
Di fronte invece, vicino allo spiazzo dello scalo merci delle Ferrovie Sud-Est, si susseguono una serie di bassi caseggiati abbandonati. Il primo è un ex autolavaggio la cui area esterna è adibita a “libero” parcheggio
Di fronte invece, vicino allo spiazzo dello scalo merci delle Ferrovie Sud-Est, si susseguono una serie di bassi caseggiati abbandonati. Il primo è un ex autolavaggio la cui area esterna è adibita a “libero” parcheggio
Il secondo è un edificio color salmone dal tetto spiovente: sbirciamo al suo interno tramite una fessura e ci ritroviamo davanti a uno scenario “apocalittico”...
Il secondo è un edificio color salmone dal tetto spiovente: sbirciamo al suo interno tramite una fessura e ci ritroviamo davanti a uno scenario “apocalittico”...
...sotto il tetto quasi del tutto crollato, si apre un ambiente completamente ricoperto di rifiuti e oggetti quali sedie, tavoli ed elettrodomestici
...sotto il tetto quasi del tutto crollato, si apre un ambiente completamente ricoperto di rifiuti e oggetti quali sedie, tavoli ed elettrodomestici
Poco più avanti ecco altre sei saracinesche abbassate e prese di mira dai writers
Poco più avanti ecco altre sei saracinesche abbassate e prese di mira dai writers
Solo due di questi locali hanno però lasciato tracce della loro antica identità, una di queste è la vecchia sede di Aceto, storico negozio di riparazioni biciclette
Solo due di questi locali hanno però lasciato tracce della loro antica identità, una di queste è la vecchia sede di Aceto, storico negozio di riparazioni biciclette
Dall’altra parte della via si apre invece l’enorme capannone che ospitava l’azienda di piastrelle Meneghella, trasferitasi in un’altra zona. Il suo cortile è oggi diventato rifugio per immigrati, rom e senzatetto
Dall’altra parte della via si apre invece l’enorme capannone che ospitava l’azienda di piastrelle Meneghella, trasferitasi in un’altra zona. Il suo cortile è oggi diventato rifugio per immigrati, rom e senzatetto
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