Affreschi medievali, dipinti che spaziano da Vivarini a De Chirico, antiche ceramiche, raffinate sculture e cartoline d’epoca. È il prezioso patrimonio della Pinacoteca di Bari: un museo ospitato nel Palazzo della Provincia e intitolato dal 2002 al pittore molfettese Corrado Giaquinto.
La sua storia è antica. L’ente fu infatti istituito il 12 luglio 1928 nel Palazzo della Prefettura di corso Vittorio Emanuele, dove furono raccolte 150 opere di chiese e conventi soppressi nel XIX secolo, oltre a dipinti e statue derivanti da lasciti e acquisizioni. Nel 1936 la collezione fu trasferita nel Palazzo della Provincia, ma con il passare degli anni e l’arrivo di nuove opere, divenne necessario trovare nuovi spazi. Si optò quindi per l’ampliamento dell’intero quarto piano dell’edificio, che fu completato nel 1964.
La galleria, nonostante la sua importanza, ha dovuto però scontrarsi nel tempo con una serie di criticità che ne hanno rallentato la sua valorizzazione. La Pinacoteca è infatti lontana dal centro e dai principali circuiti turistici cittadini, convive da sempre con uffici pubblici e non dispone di spazi adatti a esporre tutta la collezione, in buona parte nascosta nei suoi depositi. Ma negli ultimi anni, grazie a mostre e riallestimenti, la Giaquinto è uscita finalmente dall’ombra, divenendo un punto di riferimento culturale di Bari (foto di Paola Grimaldi)