di Eloisa Diomede

Quando i dj erano i "re" delle notti baresi: la storia di Gaty Lopez e delle discoteche anni 90
BARI – C’è stato un tempo, in special modo a cavallo tra gli anni 80 e 90, in cui le discoteche rappresentavano i templi del divertimento giovanile. Ce n’erano di tutti i tipi e dimensioni, sparse in varie zone delle città e accoglievano migliaia di ragazzi desiderosi di scatenarsi con i “ritmi della notte”, in special modo danzando e cantando sulle note della “musica house”, che a quell’epoca imperversava ovunque.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

“Re” incontrastati delle serate erano i disc jockey, professionisti delle consolle che per ore e ore sceglievano e mettevano “su” musica ballabile. A Bari e provincia, in locali quali il Camelot, lo Snoopy, il Renoir, il Divinae Follie o il Jubilee, si esibivano personaggi quali (volendo fare solo qualche nome) Gaty Lopez, Michele Lamparelli, Luciano Tarricone, Nicola Corradino, Cesare Tripodo, Pasquale33, Enzo Veronese, Maurizio Laurentaci, Nicola Divenere, Nicky Scanni, Sandro Toffi, Ninni Bellifemine, Nico De Marinis, Beppe Murgolo, Nino Chiarulli, Tommy Lopez, Piero Milella, Enzo Tamma, Tullio Nascinben, Fabio Cutrignelli, Tonio Bonerba, Beppe Bepi Magistro o Ciccio Marinelli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Erano loro a fare la differenza tra un posto e l’altro: spesso si sceglieva una serata rispetto a un’altra perché c’era proprio “quel” dj a “scratchare”. Oggi però tutto è cambiato: i pochi locali rimasti sono tutti decentrati e i giovani di solito preferiscono un rilassato cocktail o una buona cena a una scatenata serata in discoteca.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per ricordare il periodo d’oro delle notti baresi abbiamo parlato con uno dei protagonisti di quell’epoca: il disc jockey barese Gaty Lopez (nella foto), che oggi lavora a Ibiza ma che iniziò la sua attività nel 1988 all’interno del Vibes di corso Alcide De Gasperi, piccolo ma frequentatissimo locale conosciuto anche (a seconda del tipo di serata) con i nomi di Stravinsky, Rainbow e Mickey Mouse. (Vedi foto galleria)

Quando ti sei accostato per la prima volta al mondo della musica dance?

Agli inizi degli anni 80, quando a 13 anni comprai il primo giradischi e uno zio mi regalò un mixer. Da quel momento cominciai a esercitarmi assiduamente, perché il mio sogno era proprio diventare un dj. Acquistavo i vinili da discoteca chiamati “disco mix”, che riproducevano le versioni più lunghe dei brani e poi preparavo delle cassette che regalavo agli amici. Da lì pian piano riuscii a trovare la mia strada. Partii con le feste dei 18 anni, poi con le serate universitarie, sin quando nel 1988 arrivò la mia prima consolle al Vibes. Iniziai così a girare per tutti i club di Bari: dal Cellar in via Principe Amedeo al Renoir di strada Massimi Losacco, dal Camelot di Mungivacca allo Snoopy di Bitritto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tu quindi puoi definirti un autodidatta: c’erano altri modi per divenire disc jockey?

Di solito si iniziava affiancando i ragazzi più esperti, anche se ogni tanto c’era la possibilità di frequentare dei corsi. Ricordo addirittura una vera e propria scuola per dj: la “Sud School University”, che fu aperta per un 2-3 anni, alla fine degli anni 90, nel centro di Bari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E a quei tempi, prima che arrivassero i cd e i computer di oggi, la musica si suonava con i vinili…


Che permettevano di usare la tecnica dello “scratch”, una delle colonne portanti dei dj dell’epoca. Il giradischi diveniva un vero e proprio strumento musicale: tramite movimenti sincronizzati si riuscivano a ripetere velocemente alcune sezioni del disco e a modulare il suono riprodotto in modo da creare note, effetti e grooves. Personalmente mi sono specializzato nelle gare di scratch e ho partecipato alle migliori competizioni italiane di tecnica con i mixaggi a tre piatti e “megamix”, ossia cambi di 10 dischi in 90 secondi circa. Prima però era tutto più difficile: non c’erano mica i software di oggi che fanno tutto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Senza Internet come si riusciva all’epoca a essere sempre aggiornati sulle nuove tendenze?

Tutti i dj pugliesi andavano a Rimini al Sib (Salone italiano ballo): una grande fiera che normalmente si teneva a marzo e dove era possibile non solo incontrare tutti i colleghi più famosi, ma anche venire a conoscenza di ciò che il mondo della musica dance era pronto a proporre. Rimini e Riccione in Italia e Londra in Europa erano d’altronde le capitali delle discoteche.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il rapporto con gli altri dj era all’insegna della cooperazione o della rivalità?

Ho conosciuto quasi tutti i dj più importanti del periodo come David Morales o Louie Vega e posso affermare con convinzione che tra noi sussisteva un grande rispetto reciproco. Del resto sono state tante le mie collaborazioni: a Bari ad esempio ho lavorato con Michele Lamparelli ed Enzo Veronese, anche se il ricordo più bello è legato a Cesare Tripodo, in arte Dj Trip. Lui era campione mondiale di scratch e venne purtroppo a mancare nell'ottobre del 1991: morì infatti a causa di un incidente stradale, mentre tornava da una serata in Calabria.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tra le tante serate quali sono quelle che rammenti con più piacere?

Ce ne sono tante. Ad esempio l’evento “Seven” al Camelot di Bari, negli anni 90, in cui fui uno dei dj resident: sette serate che coinvolsero i migliori professionisti della città. Poi tutti gli appuntamenti al Prince di Giovinazzo o all’Albatros di Castellaneta Marina. Qui facevo cambi a tre piatti e il dj Sandro Toffi al microfono disse «e chi sei Mandrake!». In quel periodo infatti suonavo veloce, anche 20 dischi in un’ora. Tra le notti memorabili, oltre a un Capodanno a Bari del 2000 con migliaia di persone in piazza, ce n’è anche una con la presentatrice Federica Panicucci al Caban di Altamura, dove io suonavo i brani del momento e lei faceva la vocalist.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Puoi ricordarci i titoli dei più famosi ”riempipista” di quegli anni?

Ci sono canzoni che hanno fatto epoca, come Rhythm is a Dancer” degli Snap!, “Rhythm of the night” di Corona, “Please don't go” dei Double You o “Show me love” di Robin S. Si tratta di pezzi che sono rimasti nella storia, che hanno letteralmente “spaccato”. Un qualcosa che oggi non avviene più: le sonorità sono più curate ma mancano i contenuti. Anche ora, nelle classifiche dei remix più suonati, ci sono brani di vent’anni fa, come quelli di Bob Sinclair.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Del resto il mondo delle discoteche è cambiato radicalmente…

In tutto. Prima la musica era la protagonista: si andava nei locali per ballare. Punto. Oggi si va in giro per farsi le storie su Instagram e si dà importanza ad altre cose quali il cibo e soprattutto i drink. E il punto nevralgico dei club non è più la pista, ma il bar. Credo che le discoteche ormai abbiano smarrito il proprio ruolo: quello di luoghi per eccellenza dove scatenarsi, divertirsi e conoscere ragazze e ragazzi. 

(Vedi galleria fotografica)

Una serata al Jimmy’z (ex Camelot) di Mungivacca nel 1999:



© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Eloisa Diomede
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  • Nick - Grande Elo , bei tempi, mi hai fatto tornare in dietro di 30anni è più !!!👏👏
  • Ziababi - Un tuffo nel passato...nei mitici anni 90! Bellissimo articolo 🤩
  • Nico Iannone - Lo ricordo ragazzino che passava pomeriggi con me e le sue trasmissioni su Radio Primo piano. Una forza di volontà inaudita. Con lui e non Nicky Scanni si è consolidata una vera amicizia da oltre 30 anni. Anche se geograficamente lontani siamo sempre insieme grazie ai social.


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