di Gaia Agnelli

Da Bari Radio Uno a Canale 100: la storia delle emittenti "libere" del capoluogo pugliese
BARI – La prima fu Bari Radio Uno, a cui seguirono Bari Canale 100, Radio Centrale e Radio Alternativa. Di che stiamo parlando? Delle prime emittenti radiofoniche “libere” del capoluogo pugliese: stazioni che negli anni 70 si “ribellarono” alla Rai, che sin dal 1925 deteneva il monopolio per le comunicazioni senza fili in Italia. (Vedi foto galleria)

Fu una sentenza della Corte Costituzionale del 1974 a stabilire l’illegittimità del monopolio via cavo, a cui seguì quella storica del 28 luglio 1976 (la n.202), che sancì la libertà per le emittenti private sia radiofoniche che televisive di poter trasmettere anche via etere. In tutto il Paese nacquero così stazioni improvvisate che coprivano aree di pochi chilometri quadrati, ma che riuscirono finalmente a dar voce ai giovani, alla loro musica ribelle e alle loro idee politiche.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel capoluogo pugliese l’antesignana fu Bari Radio Uno, nata il 29 agosto del 1975. Si trattò di una stazione “pirata”, visto che fu creata prima della sentenza definitiva della Corte Costituzionale. E infatti durante il suo primo anno di vita ebbe numerosi problemi, con denunce e chiusure temporanee.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A idearla furono dodici giovani noti come gli “apostoli”: racimolando i loro risparmi comprarono microfoni, giradischi, dischi, trasmettitore e antenna. La loro mascotte era un peloso cane nero di nome Bruno: B come Bari, R come Radio, UNO come Uno. Ai fondatori si aggiunsero poi numerosi collaboratori, molti dei quali lavorano tutt’oggi nel campo della comunicazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tra i protagonisti di questa storica emittente ricordiamo Lello Belviso, Giuseppe Garibaldi, Guido e Lello Corrazziari, Paolo Apruzzese, Alberto Pirelli, Fortunata Dell’Orzo, Titta De Tommasi, Paolo Longo, Sandro Milella, Erio Fumai, Franco Marotta, Angelo Orlandi, Michele Traversa e Felice Laudadio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Con prima sede nell’Hotel delle Nazioni, poi trasferitasi in Via Bozzi e poi ancora in via Di Vagno, mandava in onda per 12 ore al giorno musica, notiziari, inchieste e sport su frequenza 102,000 MHz. Si trattò di “un’esperienza d’informazione democratica e pluralista” che cessò di esistere nel 1978. Bari Radio Uno fu però in seguito rilevata da un altro gruppo che la fece rivivere fino alla metà degli anni 90.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quattro mesi prima della liberalizzazione fece invece sentire la sua voce Bari Canale 100, le cui trasmissioni iniziarono il 22 febbraio del 1976. Il nome ricordava la sua frequenza: i 100,000 MHz. Fu la prima emittente barese a iscriversi all'albo della stampa e la prima a firmare il contratto con la Siae.

I fondatori? I quattro giovani Emilio Laricchia, Mimmo Loperfido, Nino Di Marzo e Giuseppe Baldassarre. Si stabilirono in Via Fanelli 215, per poi trasferirsi anni dopo in via Davanzati.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Una notte Mimmo mi chiamò – ricorda l’oggi 73enne Emilio –: parlammo per ore fin a quando non mi convinse a creare questa radio. Quando iniziammo non avevamo alcun riferimento da cui prendere esempio, al tempo infatti c’era solo la Rai con i suoi programmi stereotipati. Perciò quotidianamente ci inventavamo quello che dovevamo mandare in onda, improvvisando».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Canale 100 divenne sin da subito un trampolino di lancio per molti artisti, deejay (come Mino Balestra) e comici, tra cui Gianni Ciardo, Nicola Pignataro e Toti e Tata. «Fra i collaboratori storici c’era anche il giornalista Michele Salomone - ricorda il patron -: rimase con noi fino al 1986». Canale 100 fu infatti la prima a far ascoltare in diretta le radiocronache del Bari calcio. La prima fu Trapani-Bari, il 21 marzo 1976, ovviamente raccontata dalla voce di Michele.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Oggi Canale 100 è ancora esistente, anche se è portata avanti da altri imprenditori: trasmette sui 94.9 MHz e ha sede in viale Ennio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel 1976 nacque anche Radio Centrale, con sede in via Albanese e fondata da Beppe Iannone. Venne chiamata così perché irradiava i suoi programmi sulla frequenza al centro tra Radio Bari Uno e Canale 100: i 101,000 MHz.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sempre in quell’anno vide la luce Radio Alternativa, sui 102,500 MHz, nata dall’iniziativa di un gruppo di adolescenti, tra i quali Renzo Belviso, Andrea Maggi e Nicola Morisco.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«L’idea mi venne osservando mio fratello maggiore Lello, che lavorava per Bari Radio Uno - ci spiega l’oggi 60enne Belviso -. Così raggruppai i miei amici della parrocchia e ci organizzammo per fondare un’emittente. Avevamo sedici anni e neanche un soldo, perciò ci appropriammo abusivamente di un vano su una terrazza abbandonata in via Corfù. Anche la corrente la “prendemmo in prestito” dal palazzo».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma l’esperienza di Radio Alternativa durò poco, a causa della sua abusività. «Tra l’altro con la nostra antenna disturbavamo le trasmissioni della Rai, la cui sede era proprio di fronte a noi – continua Renzo -. Perciò dopo una serie di lamentele le forze dell’ordine riuscirono a rintracciarci. Ma per fortuna il nostro parroco, don Michele, venne a sapere del blitz e ci avvertì, invitandoci a sgomberare tutto e non lasciare tracce. La mattina dopo i carabinieri salirono in terrazza ma non ci trovarono».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il 22 settembre del 1977, Renzo e Andrea si rifecero fondando  L’Altra Radio, sui 101,500 MHz. «Dopo gli esami di maturità – spiega il conduttore - riaprimmo sempre nello stesso stabile, ma questa volta in modo legale».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un’emittente quest’ultima che negli anni 80 divenne un punto di riferimento culturale per la città. I suoi studi ospitarono anche Roberto Benigni, David Sylvian e Demetrio Stratos. «Il cantante degli Area per pranzo mangiò un panino fatto da mia madre», ricorda Belviso sorridendo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La stazione, dato il successo, si spostò in seguito nella sede più grande di piazza Luigi Di Savoia, adeguandosi nei decenni successivi alla commercializzazione delle radio e puntando su format inediti e popolari quali “Sfogati che è meglio”, “Buon compleanno” e “Osè ore 23”. Questo fino al 2018, quando si è trasformata in Radio Mi Piaci, con responsabile sempre Belviso.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tornando agli anni 70, dopo la famosa sentenza della Corte Costituzionale ci fu un boom di nuove emittenti. In città nacquero Bari Radio Gamma (la prima a irradiare con un trasmettitore di 2 Kwatt), Bari Radio Studio, Radio Primo Piano, Radio Spazio, Radio Play, Radio Luna e Radio Levante.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Radio Levante in particolare si ritagliò subito un angolo importante – ci spiega uno dei primi collaboratori, l’oggi 73enne Filippo Marra –. Nata in via Montello nel 1976, sui 103,500 MHz, trasmise fino agli anni Novanta. È lì che hanno fatto esperienza talenti come l’attore Gianni Colajemma e il musicista Rodolfo Ventrella».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Mentre nel decennio successivo fu la volta di Radio Enny Sound, Controradio, Radio Tagi One, Radio Sound, Radio Studio Elle, Radio Sole, Radio Life, Radio 2000, Vai Valvolina, Radio 5, Radio Club e Canale 88.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Molte di queste stazioni si arresero però alla “famigerata” Legge Mammì del 1990, che impose alle emittenti numerosi limiti da rispettare, in ambito economico, pubblicitario, redazionale e imprenditoriale. Canoni duri da seguire soprattutto per le piccole realtà private, che ben presto dovettero chiudere i battenti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Alcune di esse però sono riuscite a resistere. Tra queste Radio Enny Sound (oggi con sede a parco De Grecis), Radio Club (poi diventata Radio Made in Italy), Radio Sound (del 1980, fondata da Saverio Addante) e Controradio, creata nel 1983 da quattro giovani tra i quali l’attuale direttore Walter Mondino. Quest’ultima è riuscita negli anni anche a organizzare un seguitissimo evento aperto a tutti i giovani musicisti pugliesi: il “Controfestival”.

Oggi nel capoluogo sono presenti, oltre alle emittenti citate, anche Radio Bari, fondata nel 2007 dal gruppo Telebari e “Radio PoPizz”, creata su iniziativa di Renzo Belviso nel 2015.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si tratta dell’ultima nata in una città da sempre legata alle trasmissioni senza fili, sin dal famoso esperimento di Marconi del 1904. Una città che, ricordiamo, grazie alla “vecchia” Radio Bari, fu la prima nel 1943 a far sentire nuovamente la sua voce in un’Europa che si stava liberando dal Nazismo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

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  • FRANCO DE FIORE - Articolo bellissimo che mi ha risvegliato una grande passione. Giusto una precisazione in quanto tecnico di regia di alcune delle radio nominate. Ho lavorato a Bari Radio Uno fino al 1993. È vero che cessò l'attività nel 1978, ma fu subito rilevata da un altro gruppo che la fece rivivere fino a metà degli anni '90
  • ninni - Non mi ritrovo con gli anni indicati. Mi sbaglierò, però ricordo che nel '72 abitavo ancora di fronte ad una ragazza che si chiamava Cecilia Capriati ed era una delle voci di Canale100 già allora...Come è possibile che si parli invece del '76? Inoltre lasciai quella casa nel '72 , quindi difficile che mi snbagli. Io sono del '60 e lei aveva qualche anno più di me. Puoò quindi essere che le radio libere esistessero prima del '76 ma le regolarizzarono nel '76?
  • Nino DI MARZO - Ringrazio Gaia per questo suo gustoso lavoro di ricerca che è riuscito a risvegliare episodi e situazioni sopite ma mai dimenticate. Lo dico da 'passeggeri notturni' degli anni '70.

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