di Annamaria Lacalamita

Gli scacchi a Bari, quando si giocava al Caffè Stoppani o per corrispondenza
BARI – «Nei primi anni del 900 gli scacchi erano riservati alla gente più adulta e raffinata, per giocarci ci si incontrava nei bar più eleganti e a Bari il principale luogo di ritrovo era l’antico Caffè Stoppani. Ma ora le cose sono cambiate». Sono le parole di Vincenzo Cucinella, istruttore federale dell’Accademia Scacchistica Barese, che da quasi quarant’anni rappresenta il punto di riferimento per chi voglia studiare e giocare con alfieri, torri e regine.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Oggi il gioco degli scacchi è molto più popolare – spiega Cucinella -. La Puglia può contare circa settecento tesserati, di cui un centinaio nella provincia di Bari. Ma poi ci sono coloro che giocano per diletto, senza frequentare i circoli». E tutti possono giocare a scacchi, anche i più piccoli. «Il tesseramento va dai 6 anni in su – sottolinea l’istruttore -. L’Accademia è molto presente tra i giovani: abbiamo realizzato anche diversi corsi presso le scuole primarie, medie e secondarie»

Per molti il gioco degli scacchi è anche uno sport. Il Coni infatti lo riconosce tra gli sport affiliati e sono diverse le competizioni a cui si può partecipare: maschili, femminili, giovanili, miste, singole o a squadre (vedi foto galleria). Da febbraio ad aprile si disputa il campionato a squadre dove ogni circolo porta un team formato da quattro giocatori. Le partite possono essere di vario genere: tempo lungo, gioco rapido e lampo. Nel primo caso le partite possono durare diverse ore, nel secondo tra i 15 e i 60 minuti e nel terzo meno di 15 minuti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Le gare sono aperte al pubblico, anche se a  Bari non ci sono dei luoghi fissi dove vengono disputati i tornei. «Avevamo una sede ma è stata chiusa qualche anno fa – dice Cucinella –. Le gare vengono disputate in vari posti, ad esempio il campionato italiano a squadre si è disputato presso la Società Angiulli di Bari, mentre il Barion Sporting Club è stata la sede del torneo che abbiamo disputato lo scorso weekend, sempre a Bari».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Tra i campionissimi pugliesi degli scacchi va citato Mario Napolitano di Acquaviva delle Fonti, che vinse nel 1941 e nel 1947 il Campionato italiano per corrispondenza, dove si giocava con delle cartoline che venivano spedite all’avversario  e sulle quali si indicavano le proprie mosse. Negli anni Novanta spiccano i nomi di Francesco Bellomo, Daniele Altini e Tullio Pizzuto, vincitori di diversi campionati italiani. Per le donne invece Alba Decataldo, che ha conquistato nel 2001 il titolo di Campionessa italiana femminile. Attualmente uno dei giocatori più forti a livello nazionale è il giovane barlettano Nicola Altini, di soli 18 anni.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma per iniziare la carriere di giocatore di scacchi che cosa bisogna fare? Molto semplice: basta recarsi  nei circoli o nelle accademie e iscriversi ai loro corsi. «Chi è alla prime armi inizia con un corso base di 1° livello, poi c’è anche quello di 2° livello – dichiara Cucinella - e realizziamo corsi più avanzati per i giocatori più esperti. Insegniamo le regole base, le strategie e lavoriamo sulla tecnica e sulla tattica. Gli ultimi corsi si sono svolti presso il CampusX di Bari».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il segreto del successo? «Bisogna allenarsi il più possibile – avverte l’istruttore -. Si possono usare libri o manuali, ma il trucco sta nel giocare e confrontarsi con gente più esperta, che può fornire anche vantaggiosi consigli. Giocare online non è sbagliato, ma avere un contatto diretto con l’avversario è molto più utile per la propria crescita personale».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il sito dell’Accademia Scacchistica Barese: www.asbarese.it

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