di Gaia Agnelli - foto Rafael La Perna

Bari, pescivendolo salva la vita a una cernia, la adotta e la chiama Elena
BARI – Un pescivendolo che decide di adottare un pesce e di dargli pure un nome. È questa la particolare storia di amicizia tra Natale ed Elena: il primo proprietario di una pescheria di Bari, la seconda grossa cernia gialla dalle sfumature dorate.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

A raccontarci di questo strano legame è il 63enne Natale Caricola, detto Lino, che da due anni e mezzo cura come un animale domestico l’adorata Elena. Lo incontriamo nella sua pescheria Adriatica, in via Fanelli, lì dove alla cernia è stata riservata una vasca tutta sua: ampia e con i vetri azzurri. (Vedi foto galleria)

«Tutto ha avuto inizio nel giugno del 2023 – esordisce Lino –. Un pescatore di Torre a Mare mi portò come al solito ciò che aveva catturato con le reti. C’erano specie di vario tipo: saraghi, orate, spigole, tutte senza vita. Tranne una cernia molto vispa che non sembrava affatto soffrire il fatto di essere lontano dal mare. Pensai che se era sopravvissuta voleva senz’altro dire che aveva una tremenda voglia di vivere. Lo presi come un segno del destino e decisi di salvarla».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

E così la cernia gialla passò dal banco vendita a una vasca sistemata all’interno della pescheria. «L’abbiamo chiamata da subito Elena, in onore della suocera di un mio collaboratore che ha proprio questo nome», racconta Caricola.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Ci avviciniamo ora alla casa della “regina” della pescheria: la vediamo nuotare placida da un lato all’altro, in un’acqua limpida che le viene cambiata ogni giorno. Si presenta con il suo elegante colore marrone con chiazze più chiare distribuite su tutto il corpo. La zona centrale inferiore e parte della testa risultano invece più giallognole, mentre le pinne pettorali sono striate di arancione.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«È arrivata a pesare 2,7 chilogrammi – afferma con orgoglio Natale –. Del resto la facciamo mangiare sempre. Il suo cibo preferito sono i gamberi rossi e le canocchie, chiamate a Bari “cicale”. Abbiamo dovuto però allontanare la vasca dove teniamo i crostacei: si agitava troppo quando li vedeva».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)


Elena è diventata a tutti gli effetti la mascotte del locale. Anche il collaboratore di Caricola, il 58enne Antonio, è rimasto affascinato da lei. «Non pensavo fosse vero ciò che si diceva, ovvero che le cernie riconoscessero le persone – sottolinea il signore –. Eppure posso assicurare che quando la mattina apro la saracinesca del negozio lei comincia a saltellare nella vasca, si gira sul dorso e apre le branchie. Insomma mi fa le “feste”, così come un normale animale da compagnia».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Non solo, Elena si fa addirittura accarezzare dai suoi amici. Osserviamo infatti Natale mettere la mano nella vasca e toccare gentilmente la cernia senza che lei mostri alcuna paura. (Vedi video)

«Quando è di buonumore ci concede persino il baciamano», affermano i due pescivendoli. Stentiamo a credere ai nostri occhi, ma è proprio così. Vediamo Lino avvicinare le sue dita a Elena e quest’ultima aprire la bocca delicatamente, senza stringere i denti, per avvicinare le sue labbra alle mani del “padrone”.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«Perché ormai questo pesce fa parte della famiglia – tiene a precisare Lino –. Una volta un cliente, per provocazione, mi offrì 300 euro per portarsela a casa. Gli risposi con un secco “no”. D’altronde chi venderebbe mai un animale a cui si è così affezionati? Da quando l’ho accolta infatti non ho mai dubitato di aver fatto la scelta giusta. Ho dei cani e so cosa vuol dire provare amore per un “cucciolo”, anche se in questo caso si tratta di un pesce e io sono il pescivendolo».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

(Vedi galleria fotografica)

Nel video (di Gaia Agnelli) la nostra visita alla cernia Elena:


 


© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita
Un pescivendolo che decide di adottare un pesce e di dargli pure un nome. È questa la particolare storia di amicizia tra Natale ed Elena: il primo proprietario di una pescheria di Bari...
...la seconda grossa cernia gialla dalle sfumature dorate
...la seconda grossa cernia gialla dalle sfumature dorate
Incontriamo Natale nella sua pescheria Adriatica, in via Fanelli...
...lì dove alla cernia è stata riservata una vasca tutta sua: ampia e con i vetri azzurri
Ci avviciniamo ora alla casa della “regina” della pescheria: la vediamo nuotare placida da un lato all’altro, in un’acqua limpida che le viene cambiata ogni giorno
Si presenta con il suo elegante colore marrone con chiazze più chiare distribuite su tutto il corpo. La zona centrale inferiore e parte della testa risultano invece più giallognole, mentre le pinne pettorali sono striate di arancione
«È arrivata a pesare 2,7 chilogrammi – afferma con orgoglio Natale –. Del resto la facciamo mangiare sempre. Il suo cibo preferito sono i gamberi rossi e le canocchie, chiamate a Bari “cicale”»
Elena si fa addirittura accarezzare dai suoi amici. Osserviamo infatti Natale mettere la mano nella vasca e toccare gentilmente la cernia senza che lei mostri alcuna paura
«Quando è di buonumore concede persino il baciamano», afferma il pescivendolo. Vediamo Lino avvicinare le sue dita a Elena e quest’ultima aprire la bocca delicatamente, senza stringere i denti, per avvicinare le sue labbra alle mani del “padrone”



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