di Mina Barcone

Bari, muore il "tuttofare" Filippo: il rione San Pasquale si mobilita per dargli una sepoltura dignitosa
BARI – «In poco meno di tre ore dalla pubblicazione del post su Facebook abbiamo raccolto tremila euro: siamo così riusciti a rendere un ultimo doveroso omaggio al nostro Filippo». Sono le parole della signora Lucia Mizzi. Lei, assieme a tanti altri residenti del rione San Pasquale di Bari, ha messo in moto una catena di solidarietà per offrire una sepoltura dignitosa al “tuttofare del quartiere”, venuto a mancare lo scorso 29 gennaio.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Protagonista della vicenda è l’amato Filippo De Giosa, 69enne conosciuto da tutti a “San Pasquale vecchia”. Viveva da sempre in quella zona della città, amava occuparsi delle aiuole, teneva pulita la piazzetta antistante la chiesa del rione e dava una mano ai negozianti con qualche lavoretto, in cambio di pochi euro.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)




«Non chiedeva mai l’elemosina, ma voleva sentirsi utile - spiega Domenico, residente del quartiere -. Ad esempio andava in campagna a raccogliere le mandorle e si metteva a sgusciarle in strada per farle assaggiare a chi era di passaggio o vendendole per qualche soldo».  

«Era rispettato da tutti, anche per il suo modo di vivere – interviene Lucia –. Aveva una casa, ma preferiva dormire all’aperto, sulle panchine. Non era un barbone ma, come lui amava definirsi, un “uomo libero”».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«Io gli permettevo di usare il bagno per rinfrescarsi  - aggiunge Natale, proprietario del bar di via Pisacane posto di fronte alla chiesa di San Pasquale Baylon -. Spesso si intratteneva qui: adorava parlare con gli avventori sorseggiando la sua birra. Ciò che lo rendeva unico era quella voglia che aveva di mettere sempre pace e armonia. Ogni volta che si accorgeva che qualcuno discuteva, interveniva con il suo “state unitevi, non litigate, vogliatevi bene”».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Filippo però, nonostante l’affetto degli abitanti del quartiere, era un uomo solo: non aveva moglie né figli che potessero badare a lui. Così quando il 29 gennaio è venuto a mancare, l’intero quartiere si è mobilitato per offrirgli un funerale dignitoso.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

L’iniziativa è partita proprio dal bar: i clienti appena appresa la notizia hanno iniziato a consegnare al proprietario gli euro che avevano in tasca. È seguito l’appello su Facebook di Lucia, figlia di Natale, con cui chiedeva a coloro che conoscevano Filippo di contribuire alla colletta.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«E in men che non si dica abbiamo raccolto tremila euro – dichiara la donna –. Due famiglie si sono anche impegnate a pagare per i prossimi dieci anni la luce del loculo. E siamo stati contattati dai cugini francesi di Filippo: nonostante non avessero rapporti con lui da parecchio tempo hanno partecipato alla raccolta fondi».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

E così il tuttofare ha avuto il suo funerale, oltre a una lapide che, terminata a metà marzo, è stata apposta sulla tomba. Una targa che tra un’immagine di Padre Pio e una dedica dei residenti, recita a caratteri cubitali: “State unitevi”.


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