di Mattia Petrosino e Gaia Agnelli - foto Valentina Rosati

Pali colorati, rimandi a Inghilterra e Usa, cura dei dettagli: è il fenomeno "barber shop"
BARI – Arredamenti a scacchiera o in legno, forbici e baffi sulle insegne, cilindri girevoli del tricolore americano. È tutto ciò che caratterizza i “Barber Shop”, esercizi commerciali che hanno preso piede negli ultimi anni dopo il ritorno in auge della vecchia moda della barba.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sì perché se fino agli anni 70 era comune per gli uomini sfoggiare barba e baffi, a partire dal decennio successivo la “virile peluria” fu messa da parte per lasciare il posto a una “rasatura perfetta”. E così i barbieri diminuirono drasticamente, in alcuni casi trasformandosi in “parrucchieri per uomo”, più attenti al taglio dei capelli e alla “messa in piega” che all’uso della lama.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma da una decina d’anni a questa parte tutto è nuovamente cambiato. Questo grazie all’esplosione negli Stati Uniti e in Inghilterra del fenomeno “hipster”, il quale ispirandosi a stili appartenenti a epoche passate ha riportato in voga i peli sul viso.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un qualcosa che ha determinato, di conseguenza, il ritorno dei barbieri. Certo, non quelli “vecchio stampo” caratterizzati da camici bianchi, arredamenti in marmo e poltrone in ferro sulle quali leggere giornali sportivi. Le “barberie” di oggi rispecchiano invece la minuziosa attenzione che gli uomini dedicano ormai alla cura della propria immagine. I saloni sono infatti attenti ai dettagli e ricercati (rimandando ai barber shop dei Paesi anglosassoni) e al loro interno si fa grande uso di cremine, olii e idratanti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche a Bari naturalmente c’è stata l’esplosione dei Barber Shop: se ne contano una trentina, tutti nati a partire dal 2014. Tra questi Barber shop Mininni (del 2014), The New Barber Shop Mimmo (2014) e Barberia Kingsman (2016). Siamo andati a trovarli. (Vedi foto galleria)

Il nostro viaggio comincia dal primo, sito all’inizio di corso Benedetto Croce, all’altezza dell’ex Caserma Rossani. Risaltano subito le grandi vetrine da cui è possibile scorgere il "barber pole", il cilindro girevole con la spirale a strisce bianche blu e rosse, in onore dei colori della bandiera americana. Un oggetto di origine medievale adottato però soprattuto negli States, che fa da comune denominatore a tutte le nuove barberie.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una volta entrati ci ritroviamo in un ambiente dominato da ampi specchi, scacchiera sul pavimento e strisce bianche e nere sulle pareti che richiama lo stile londinese.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ad accoglierci, rigorosamente in divisa nera, è lo staff con il titolare 54enne Pasquale Mininni e suo figlio Andrea, di 32 anni. «Aprii nel 1998 in Largo Ciaia come parrucchiere per uomo – racconta il primo –: la classica figura del barbiere era infatti già tramontata, visto che barba e baffi non li portava ormai quasi nessuno. Qualche anno fa però ho seguito i consigli del mio erede e ho stravolto tutto per abbracciare la nuova moda».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Sì, l’idea è stata mia – interviene Andrea –. Una decina d’anni fa, navigando su internet, mi sono accorto che in America e in Inghilterra stava esplodendo il fenomeno hipster, con i giovani che stavano ricominciando a portare barbe lunghe e baffi curati. E quindi ho convinto mio padre a rivoluzionare il salone, puntando più sulla cura del viso che su quella dei capelli. Naturalmente abbiamo cambiato design, oltre a specializzarci attraverso corsi tenuti in varie città italiane ed europee».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Oggi il barbiere sembra quasi un centro estetico – precisa Andrea –. L’uomo si prende cura di se stesso come le donne ed è quindi importante accoglierlo in un luogo ordinato e profumato, dove può anche comprare i prodotti che usiamo: creme, gel, olii, dopobarba».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Intanto il 25enne dipendente Gaetano è all’opera sul viso di un cliente dalla barba “sfumata”. «La macchinetta – ci spiega – serve a sfoltire il “grosso” prima di passare alle forbici che danno una forma precisa e, alla lama, utile a modellare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Segue la parte più rilassante, attraverso la quale l’avventore si lascia massaggiare il viso con uno shampoo igienizzante che elimina germi e batteri. «Usiamo anche un panno caldo che posizioniamo su tutto il volto – ci dice sempre il giovane –, per poi concludere con l’asciugatura “spazzola in setola e phon” e uno spruzzo di dopobarba».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ci spostiamo ora a Poggiofranco, dove in via S.Lioce dal 2014 si trova The New Barber Shop Mimmo. Una volta varcata la porta ci catapultiamo in un ambiente tipico dei Barber Shop di Amsterdam o Rotterdam. Qui infatti, dai mobili al pavimento, è tutto in legno. Notiamo poi, oltre al classico palo colorato, delle bottiglie di whisky poggiate su una mensola. In America infatti durante l’epoca del proibizionismo l’alcol veniva venduto clandestinamente proprio all’interno delle botteghe dei barbieri.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Ho aperto l’attività nel 2014 – esordisce il 31enne proprietario Mimmo Salatino –. Lavoravo in un parrucchiere per uomo, ma mi sono reso conto che questo mestiere non stava rendendo più. Ho quindi pensato di abbracciare la nuova moda della barba, imparando da solo tutte le tecniche e i segreti, anche se devo molto al corso di formazione tenuto a Bari nel 2015 dai primi “barber” italiani: Hiro e Joe Tarantola».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Mentre parliamo, fa da sottofondo il rumore delle macchinette impugnate dai due soci Gianni Papagno, di 30 anni e Giuseppe De Feo, di 25, entrambi impegnati con avventori adagiati su poltrone marroni vintage. «Vengo ogni due settimane – afferma il cliente abituale Francesco –, anche se ormai tutti noi “barbuti”, dovendo indossare la mascherina, abbiamo virato su un taglio più corto, compatto e delineato perché meno fastidioso e più igienico».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Questo tipo di barba è “quadrata” – interviene il titolare –: una delle tre forme tipiche assieme a quella a punta e tondeggiante. Mentre invece la consistenza può essere crespa, riccia o liscia. Lavorarci richiede tempistiche piuttosto lunghe, persino un’intera mattinata, come quando mi occupai di un ragazzo con una barba che arrivava all’ombelico, sfibrata e con le doppie punte».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Concludiamo il tour nel quartiere Umbertino, dove in via De Giosa un’insegna bianca recita a caratteri cubitali dorati il nome di Barberia Kingsman, sotto la quale gira il cilindro Usa. Qui ci ritroviamo in un piccolo locale che riprende il nero degli shop londinesi, con tanto di orologio britannico appeso a una parete e targhe che richiamano varie città europee.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A parlarci sono i due proprietari in divisa scura e grembiule in cuoio: Antonio Bottalico, di 31 anni e il 44enne Gianpiero Lucente. «Lavoravamo entrambi nello stesso parrucchiere – raccontano –, ma nel 2016 abbiamo deciso di seguire il nuovo fenomeno aprendo così questo salone dopo aver frequentato dei corsi di specializzazione». Vediamo infatti appesi alle pareti attestati di partecipazione a numerose accademie, oltre a dei cassetti dove i titolari ripongono i rasoi riservati ai clienti abituali. Ne prendono uno con la targhetta firmata “Piero”, l’avventore che li aspetta sulla comoda poltrona per il trattamento.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Dopo un veloce taglio di capelli, Lucente passa alla regolazione della barba dell’uomo, svelandoci alcuni segreti del mestiere. «Eseguiti i classici passaggi con macchinetta e lama – spiega –, usiamo un restringente per la pelle in pietra di allume composto di sale, che noi preferiamo utilizzare nella sua forma liquida. Lo poniamo in stato solido all’interno di un vasetto cilindrico dove, a contatto con l’acqua, si scioglie ed è pronto per essere massaggiato sul viso. In questa maniera agisce contro screpolature e irritazioni dovute all’uso dei vari strumenti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tra le mensole scorgiamo anche diversi prodotti tra cui spicca una crema ai fitosteroni. Si tratta di composti chimici che permettono una buona idratazione della pelle e un’azione rigenerante del pelo, evitando le infiammazioni dei bulbi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Tutte tecniche difficili da riprodurre da soli – dichiara Piero, mentre Gianpiero gli definisce i baffi –. A casa ci ho provato diverse volte, ma mi sono sempre arreso, trovando qui la mia “comfort zone”. Questi saloni sono infatti una manna dal cielo per gli “uomini di oggi”, sempre più attenti alla cura della propria immagine».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

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  • Paolo - Non vivo più a Bari, ma ricordo un cilindro che girava, bianco e blu, vicino al provveditorato degli studi, la strada che da Via Fanelli porta in Via Dei Mille.
  • Antonio - Le barbe possono crescere. Ma il nostro cervello? Quando un Popolo abbandona le proprie tradizioni, la propria cultura, la PROPRIA LINGUA, la propria GRANDE STORIA (e, con essi, i propri ideali), è destinato, ineluttabilmente, ad essere etnicamente fagocitato da chi lo ha fatto ......... tanto sognare. Facciamo la massima attenzione acchè ciò non accada MAI. Son convinto che, dietro tutti questi ...... movimenti, ci sia una volontà precostituita di qualcuno (visibile od invisibile o con entrambe le qualità), complice la stupidità (e non s0lo) della gente.
  • Giovanni Colonna - I miei genitori - baresi doc come me - a proposito degli antichi barbieri della città citavano la frase seguente "varve, capìdde e pall'mmòcche". Sull'uso di una palla che i barbieri mettevano in bocca al loro cliente per tenere ben stese le guance per la rasatura... palla che passava da una bocca di cliente al prossimo alla faccia dell'igiene...
  • FRANCO FRANCOMAGRO - IL FUTURO DELLA COSMESI SARA' L'UOMO, NEL SENSO DI MASCHIO O APPERENTEMENTE TALE. OGGI E IN FUTURO, LA CURA NEI DETTAGLI ESTETICI SARA' UNA ESIGENZA E UN DESIDERIO PARITARIO TRA UOMO E DONNA.


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