di Alessia Schiavone - foto Antonio Caradonna

Il Policlinico e una scritta storica: fu qui che furono curati i sopravvissuti all段prite
BARI – "Officers Mess 98 Br. Gen. Hospital". Probabilmente in pochi l’avranno notata, visto che quando si è in un ospedale si hanno altri tipi di pensieri per la testa, ma questa è la scritta che campeggia da più di settant’anni sull’uscita principale del Policlinico di Bari. Non perfettamente visibile e con alcune lettere oramai sbiadite, fa riferimento al 98th British General Hospital, una struttura sanitaria militare inglese che durante la Seconda guerra mondiale accolse per due anni e mezzo gran parte dei sopravvissuti all'iprite. (Vedi foto galleria)
 
Ne abbiamo parlato più di una volta. Il 2 dicembre del 1943 i Nazisti bombardarono il porto di Bari. Una delle navi colpite, la John Harvey, era carica di iprite, terribile sostanza che fu sprigionata nell’aria causando uno dei più grandi disastri della guerra. Nessuno all’epoca parlò di iprite, perché non si voleva far sapere ai tedeschi di essere in possesso di quest’arma, ma fu attivato un ospedale ad hoc nel Policlinico per curare le migliaia di persone che avevano inalato il micidiale “gas mostarda”. E a occuparsi di gran parte dei feriti furono proprio gli Alleati.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Gli inglesi non furono gli unici a mettere in piedi un proprio ospedale all'interno del Policlinico. Vi erano anche il New Zealand Hospital, il South African Hospital e l'Indian Combined Hospital, ciascuno fornito di 500 letti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il 98th British General Hospital era dotato di 1200 posti, che divennero poi 2000 fino alla fine della guerra. Operavano diversi reparti chiave: ortopedia, cardiochirurgia, neurochirurgia, maxillo-facciale, chirurgia generale e medicina generale. A quanto pare, fu proprio qui che per la prima volta la penicillina fu utilizzata su larga scala.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ed ecco come ancora una volta una scritta abbandonata su un edificio della città ci abbia “parlato”, rivelandoci dettagli preziosi sulla storia di Bari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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