di Marco Montrone

Un muro blocca l'accesso alle calette di Torre a Mare: magari è legale, ma quanto è opportuno?
BARI – Ve ne avevamo parlato qualche anno fa: a Bari c’è un tratto di litorale che può definirsi quasi “privato”. Parliamo della costa di Torre a Mare che va dal bar “Ske” al Lido dell’Aeronautica: più di un chilometro di battigia raggiungibile solo dopo aver percorso a piedi centinaia di metri sotto il sole estivo, circumnavigando terreni e soprattutto complessi di villette.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Raggiungere il litorale direttamente è infatti impossibile, visto che le strade per arrivarci sono chiuse dai cancelli delle ville che si spalancano solo per i proprietari delle strutture. Peccato, considerando che questo pezzo di costa è tra i più attraenti di tutta la città, visto che conta alcune tra le poche spiaggette di sabbia esistenti a Bari.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

I proprietari delle ville sono comunque in perfetta regola. Il Comune infatti all’epoca non fece nulla per impedire loro di “chiudersi”. Del resto si trattava di anni (tra i 70 e gli 80) in cui la “libera fruizione del mare” era un concetto non ancora entrato nel dibattito politico.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Il problema però è che ogni anno la situazione peggiora: le calette di Torre a Mare continuano ad allontanarsi sempre di più, divenendo quasi inaccessibili.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

L’anno scorso è stato infatti eretto un altro muro di cemento che è andato di fatto a bloccare l’unico passaggio che permetteva di raggiungere un po’ più facilmente gli arenili predetti, soprattutto quelli più lontani. (Vedi foto galleria)

Le spiagge più nascoste, per inteso, sono quelle della zona denominata delle “due colonne”, chiamata così per l'esistenza dei resti di un antico edificio in tufo che sembra fare da guardia al mare.

Su questo litorale sono presenti tre graziose spiaggette appartate e incorniciate dagli scogli, che oggi però  risulta difficile “conquistare”.

Per raggiungere questo tratto di litorale si hanno (o meglio si avevano) infatti due possibilità. Entrambe non utilizzando l’auto ma solo percorrendo dei sentieri a piedi.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

La prima, ancora oggi, è quella di dirigerci su via Trulli: il lungomare di levante di Torre a Mare. Su questa strada è possibile  transitare con l’auto fino a un certo punto: poi diventa sbarrata da vistose e arrugginite barriere in ferro. Da più di quindici anni infatti gli ultimi 200 metri del lungomare sono stati chiusi al traffico, dato che qui l’alta scogliera si è andata sbriciolando a vista d’occhio, portando con sé nel mare parte del guardrail e pezzi di marciapiede e causando vistose spaccature sull’asfalto.

Attenzione, la strada non è interdetta solo alle auto: c’è anche un cartello di divieto di transito ai pedoni, ben evidente. Di fatto quindi non potrebbe essere percorsa.

Nonostante ciò il sentiero continua a essere battuto a piedi dai bagnanti, visto che rappresenta di fatto l’unica via di accesso alle “pocket beach” di Torre a Mare. Parliamo di cala Settanni, di cala Sant’Andrea e naturalmente delle spiagge delle “due colonne”.


Per arrivare a queste ultime bisogna comunque percorrere la bellezza di un chilometro a piedi, camminando per 10 minuti sotto il sole, con ombrellone e asciugamani. Non facile e non per tutti.

Fino all’anno scorso c’era però un’alternativa un po’ più comoda che dimezzava i tempi e i metri di cammino. Bastava raggiungere in auto la complanare est della statale 16 e da qui imboccare una delle traverse di via Morelli E Silvati.

Le stradine passavano tra alcune villette, costeggiavano il muro perimetrale del lido dell’Aeronautica e terminavano davanti a una parete in cemento interrotta però da un largo varco. Fino a quindici anni fa attraverso questa apertura ci potevano passare anche le auto, poi fu posto per terra un blocco di cemento che bloccava l’accesso ai mezzi, ma non ai pedoni.

Quindi, parcheggiando la macchina, sino a pochi mesi fa si poteva proseguire tranquillamente a piedi, raggiungendo così le sospirate “due colonne” in poco più di 5 minuti, percorrendo all’incirca 500 metri. Ovvero la metà rispetto all’altro sentiero.

Dall’anno scorso però questo varco non esiste più: è stato completamente murato.

L’erezione della parete è stata legale? Ad oggi non possiamo rispondere che sì, visto che la polizia edilizia del Comune di Bari, da noi interrogata via mail sulla questione, ci ha risposto in questo modo.

Nel giugno del 2025 ha scritto: «Stiamo procedendo con gli accertamenti di rito. Sarà nostra premura informarvi sull'esito dell'operazione». A questa prima mail ne è seguita una seconda, nel settembre 2025, che diceva: «Per l’opera in questione c'è una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) in itinere non ancora definita».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

L’ultimo messaggio è datato aprile 2026 e recitava: «Non c'è ancora nessuna novità in quanto la pratica di Autorizzazione Paesaggistica è ancora in fase istruttoria».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Nel frattempo è arrivata l’estate e la situazione non è cambiata: il muro è ancora lì a bloccare l’accesso diretto al mare.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Ora, lo scriviamo a chiare lettere: è possibile, anzi è probabile che quella parete non sia assolutamente abusiva e che sia stato eretta nel pieno rispetto della legge.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Ma il punto non è questo. La questione invece è: quanto è opportuno che si continuano a erigere cancelli e muri davanti alla costa?

Nel barese sta infatti diventando sempre più difficile andare in spiaggia liberamente. Cresce il numero di lidi privati e si riduce la costa libera. Compito delle istituzioni dovrebbe essere quello di garantire l’accesso al litorale, non lasciare che, con il passare degli anni, l’Adriatico diventi sempre meno raggiungibile.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Basterebbe un’ordinanza per far sì che si creino dei passaggi all’interno di proprietà private, in modo da consentire a chiunque di raggiungere il mare. Che lo ricordiamo: è, o dovrebbe essere, di tutti.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

(Vedi galleria fotografica)


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Raggiungere direttamente le calette di Torre a Mare è impossibile, visto che le strade per arrivarci sono chiuse dai cancelli delle ville...
...che si spalancano solo per i proprietari delle strutture
Peccato, considerando che la costa tra lo Ske e il Lido dell'Aeronautica è le più attraenti di tutta la città: conta alcune tra le poche spiaggette di sabbia esistenti a Bari
Per raggiungere questo tratto di litorale si hanno (o meglio si avevano) due possibilità. Entrambe non utilizzando l’auto ma solo percorrendo dei sentieri a piedi
La prima, ancora oggi, è quella di dirigerci su via Trulli: il lungomare di levante di Torre a Mare
Su questa strada è possibile transitare con l’auto fino a un certo punto: poi diventa sbarrata da vistose e arrugginite barriere in ferro
Da più di quindici anni infatti gli ultimi 200 metri del lungomare sono stati chiusi al traffico, dato che qui l’alta scogliera si è andata sbriciolando a vista d’occhio, causando vistose spaccature sull’asfalto
Attenzione, la strada non è interdetta solo alle auto: c’è anche un cartello di divieto di transito ai pedoni, ben evidente. Di fatto quindi non potrebbe essere percorsa
Nonostante ciò il sentiero continua a essere battuto a piedi dai bagnanti, visto che rappresenta di fatto l’unica via di accesso alle “pocket beach” di Torre a Mare. Parliamo di cala Settanni...
...di cala Sant’Andrea...
...e naturalmente delle spiagge delle “due colonne", chiamate così...
...per l'esistenza dei resti di un antico edificio in tufo che sembra fare da guardia al mare
Per arrivare a queste ultime bisogna comunque percorrere la bellezza di un chilometro a piedi...
...camminando per 10 minuti sotto il sole, con ombrellone e asciugamani. Non facile e non per tutti
Fino all’anno scorso c’era però un’alternativa un po’ più comoda che dimezzava i tempi e i metri di cammino. Bastava raggiungere in auto la complanare est della statale 16...
...e da qui imboccare una delle traverse...
...di via Morelli E Silvati
Le stradine passavano tra alcune villette...
...costeggiavano il muro perimetrale del lido dell’Aeronautica...
... e terminavano davanti a una parete in cemento interrotta però da un largo varco. Fino a quindici anni fa attraverso questa apertura ci potevano passare anche le auto...
...poi fu posto per terra un blocco di cemento che bloccava l’accesso ai mezzi, ma non ai pedoni
Quindi sino a pochi mesi fa si poteva proseguire tranquillamente a piedi, raggiungendo così le sospirate “due colonne” in poco più di 5 minuti, percorrendo all’incirca 500 metri
Dall’anno scorso però questo varco non esiste più...
...è stato completamente murato



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