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La storia dell'abbattimento del Palazzo della Gazzetta

Bari 13 foto 17 maggio 2022 1.724 visualizzazioni

L’abbattimento del “Palazzo della Gazzetta” che dominava un tempo con il suo maestoso prospetto liberty la piazza della Stazione di Bari, è unanimemente considerato il più grande delitto architettonico compiuto nel capoluogo pugliese. Ma i motivi della sua rapida scomparsa, nella notte di ferragosto del 1982, continuano a lasciare a distanza di 40 anni dubbi e incertezze. Come andò veramente quel giorno? Chi decise per la distruzione del capolavoro di Dioguardi? E perché le istituzioni non fecero nulla per intervenire? Oggi abbiamo finalmente cercato di dare delle risposte a queste domande

Notizia collegata — Ex Palazzo della Gazzetta: i retroscena del più grande delitto architettonico avvenuto a Bari
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Il palazzo della Gazzetta, progettato dal grande architetto Saverio Dioguardi, fu inaugurato il 28 dicembre del 1927 nella centralissima piazza Roma (oggi piazza Moro)
Il palazzo della Gazzetta, progettato dal grande architetto Saverio Dioguardi, fu inaugurato il 28 dicembre del 1927 nella centralissima piazza Roma (oggi piazza Moro)
Sviluppato su quattro piani, l’edificio, accanto ai motivi consueti del suo creatore (il bugnato basimentale e gli accurati rilievi plastici), presentava un corpo angolare...(foto di Antonello Lattarulo)
Sviluppato su quattro piani, l’edificio, accanto ai motivi consueti del suo creatore (il bugnato basimentale e gli accurati rilievi plastici), presentava un corpo angolare...(foto di Antonello Lattarulo)
...sormontato da una cupola conclusa in sommità da un’altana e da un globo luminoso
...sormontato da una cupola conclusa in sommità da un’altana e da un globo luminoso
A volere la sua realizzazione fu la Gazzetta di Puglia, fondata nel 1922 dal giornalista Raffaele Gorjux
A volere la sua realizzazione fu la Gazzetta di Puglia, fondata nel 1922 dal giornalista Raffaele Gorjux
Passarono 45 anni. Il mondo editoriale stava cambiando e necessitava di nuove attrezzature e tecnologie. Fu subito chiaro che nel futuro del giornale non ci sarebbe stato posto per quel vecchio Palazzo che era diventato strutturalmente troppo obsoleto e non al passo coi tempi. La proprietà decise così, nel 1972, di trasferirsi nella più moderna sede di via Scipione l’Africano
Passarono 45 anni. Il mondo editoriale stava cambiando e necessitava di nuove attrezzature e tecnologie. Fu subito chiaro che nel futuro del giornale non ci sarebbe stato posto per quel vecchio Palazzo che era diventato strutturalmente troppo obsoleto e non al passo coi tempi. La proprietà decise così, nel 1972, di trasferirsi nella più moderna sede di via Scipione l’Africano
I proprietari aspettavano soltanto una buona occasione per liberarsi di quello che veniva considerato un “impiccio”. A intervenire fu l'imprenditore Stefano Romanazzi, il quale intuendo un possibile affare, rilevò l’immobile dal Banco di Napoli con l’idea di abbatterlo per costruirci al suo posto un nuovo edificio (foto presa dal libro La Gazzetta del Mezzogiorno 1887 - 1987)
I proprietari aspettavano soltanto una buona occasione per liberarsi di quello che veniva considerato un “impiccio”. A intervenire fu l'imprenditore Stefano Romanazzi, il quale intuendo un possibile affare, rilevò l’immobile dal Banco di Napoli con l’idea di abbatterlo per costruirci al suo posto un nuovo edificio (foto presa dal libro La Gazzetta del Mezzogiorno 1887 - 1987)
Stefano Romanazzi era titolare dell’omonima industria meccanica situata in via Omodeo, ai piedi del ponte che collega San Pasquale a Japigia (foto di Damiano Ventrelli)
Stefano Romanazzi era titolare dell’omonima industria meccanica situata in via Omodeo, ai piedi del ponte che collega San Pasquale a Japigia (foto di Damiano Ventrelli)
A comprare da Romanazzi il nuovo palazzo a vetri progettato dall’architetto Beniamino Cirillo sarebbe stata un’assicurazione di Milano, che però non si accontentò di acquisire solo il “piccolo” spazio occupato dal palazzo della Gazzetta, ma fece in modo di garantirsi l’intero isolato
A comprare da Romanazzi il nuovo palazzo a vetri progettato dall’architetto Beniamino Cirillo sarebbe stata un’assicurazione di Milano, che però non si accontentò di acquisire solo il “piccolo” spazio occupato dal palazzo della Gazzetta, ma fece in modo di garantirsi l’intero isolato
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