di Mina Barcone

L'addio al cinema Ambasciatori, ultimo monosala: «Gestione impossibile»
BARI - Un cartellone vuoto, una serranda gialla abbassata e un altro cinema di quartiere chiude i battenti a Bari: l’Ambasciatori di via Toma (vedi foto galleria). A metà giugno anche l’ultimo dei monosala non d’essai presente a Bari, ha quindi alzato bandiera bianca. I motivi ce li spiega Francesco Santalucia, ex gestore del cinema e attuale responsabile del multicinema Galleria.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Non potevamo far altro che chiudere – afferma Santalucia -. La perdita era di decine di migliaia di euro, una gestione impossibile da sostenere. Le entrate giornaliere continuavano vertiginosamente a scendere a fronte di spese molto alte quali quelle per le bollette e l’affitto del locale. Con il passaggio al digitale previsto per dicembre di quest’anno – sottolinea il manager - avremmo poi dovuto sostenere un grosso esborso di denaro per mettere a norma la sala, visto che la Regione copre solo una parte del costo. E poi, diciamocelo chiaramente, è ovvio che oggi lo spettatore preferisce un multisala, che gode di più qualità e miglior tecnologie rispetto a un monosala».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E quindi dopo il Jolly, il Royal, l'Odeon,  l'Orfeo, il Nuovo Palazzo (solo per citare alcuni dei cinema un tempo più conosciuti in città), anche l’Ambasciatori deve arrendersi allo strapotere delle multisala Galleria e Showville. Resistono i cinema d’essai, che fanno parte del “Circuito d’autore”  promosso dall’Apulia Film Commission e finanziato con fondi europei. Senza questo aiuto anche l’Abc , il Piccolo e il Nuovo Splendor avrebbero da tempo chiuso i battenti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


E poi c’è la mezza eccezione dell’Armenise. Il cinema di via Pasubio, che comunque ha due sale, resiste all’avanzata delle multisala.  «Restare a galla non è facile - ci confida il gestore - ma non è impossibile. Certo – sottolinea - dobbiamo fare i conti con tanti altri fattori come la digitalizzazione delle sale e le notevoli spese da sostenere, ma la qualità dei film che proiettiamo vanno incontro alle esigenze del nostro pubblico e ci permette di avere delle entrate stabili».

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