di Alessandra Anaclerio

''N' dèrr'a la lanze'', tra pesce e birra lì dove il mare rincontra i baresi
BARI - «Se non conosci dov'è "N' dèrr'a la lanze" allora vuol dire che non sei di Bari». Con queste parole il 63enne Mario, intento a bere una birra sul lungomare, ci dà il benvenuto al molo San Nicola, luogo meglio conosciuto appunto con il nome di "N' dèrr'a la lanze", patria dei pescatori locali, di giorno, e di buona parte della movida barese, di notte (vedi foto galleria). Da sempre qui un via vai di persone è assicurato a ogni ora della giornata, specialmente durante il periodo estivo, dove "El Chiringuito", il baretto che si trova sul molo, diventa tappa fissa per chi vuole consumare una bevanda sul mare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perché il molo San Nicola è rimasto uno dei pochi punti accessibili di Bari dove poter entrare direttamente a contatto con il mare, situato sull’ansa formata dal molo Sant’Antonio e su cui dominano il teatro Margherita e il Circolo Canottieri Barion. E da sempre questo posto è frequentatissimo e amato dai baresi, alla ricerca di pesce fresco e di ricci da mangiare sul posto, in pieno centro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma perché "N' dèrr'a la lanze"?  «Perché le barche in legno, i gozzi, in dialetto si chiamano "lanz" – ci spiega il pescatore 70enne Nicola - e prima i pescatori arrivavano qui, le attraccavano e buttavano a terra il pesce da vendere e, chi lo comprava, diceva di averlo acquistato da "N' dèrr'a la lanze", appunto ai piedi delle barche».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A parte questo particolare, le cose non sono granchè cambiate oggi. Le barchette ormeggiate ci sono sempre, in legno e pittate di azzurro, i pescatori che vendono il pescato del giorno pure, anche se una decina di anni fa il posto ha subito un restyling, che però non è piaciuto granchè.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Il pavimento non è piano e la fogna è stata fatta in maniera sbagliata - sottolinea Onofrio, pescatore da 60 anni -. Poi i banchi di pietra che hanno messo e su cui noi dovremmo appoggiare le cassette di pesce sono stati fatti male perchè sono troppo alti. Chi passa da qui il nostro pesce non riuscirebbe a vederlo. E quindi noi non li utilizziamo».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Per questo motivo i pescatori si sono spostati più verso la strada con sedia, banchetto e ombrellone, oltre chiaramente alle vasche dove è raccolto il pesce “made in Bari”: dai polpi, alla seppie, dal "crudo" al "ciambotto". Se nei giorni feriali si contano una decina di “postazioni”, la domenica qui (complice anche la chiusura del mercato ittico ufficiale posizionato sul molo Sant’Antonio) di ombrelloni se ne possono contare anche cinquanta. 
 
A fare da sfondo alla vendita dei prodotti del mare, tanti signori intenti a giocare a tressette e a scolarsi una birra dopo l’altra, rigorosamente senza maglietta d’estate quando il sole scotta.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Parliamo di birre perché a "N' dèrr'a la lanze", come detto prima, c’è sempre stato un barettino che una quindicina di anni fa ha preso il nome di "El Chiringuito" diventando una vera “istituzione” in città, tanto che i più giovani per indicare "N' dèrr'a la lanze" usano proprio il nome del bar.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Però il bar esiste qui da sempre, dal dopoguerra perlomeno - afferma Vincenzo, l'attuale gestore -. Prima il proprietario era mio padre e fino a una ventina d'anni fa io il chiosco era posizionato all'inizio della strada, quasi ad angolo con Via Crollalanza. Poi venne spostato qui, verso il mare. Divenne proprietà della Peroni che lo dipinse di arancione e poi nel 1998 passò nelle mani del Comune».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E quindi tra odore del mare e birra fresca "N' dèrr'a la lanze" continua ad affascinare e ad attrarre i baresi. «Il sapore che ha qui la birra, non c’è da nessun'altra parte – afferma il 27enne Dario, disoccupato -. Sarà il sole, sarà il mare, ma stare qui con una bottiglia ghiacciata tra le mani è troppo bello».

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