di Salvatore Schirone

San Paolo, è battaglia per evitare l'abbattimento del pino: interviene anche l'assessore
BARI - Quando si dice, "fa più rumore un albero che cade ...". E anche se non è ancora caduto, il pino del giardino del condominio al San Paolo dove vive il signor Gianni di cui avevamo parlato in un precedente articolo sta di certo facendo un gran baccano, tanto da far intervenire persino l'assessore comunale all'Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Maria Maugeri.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Quando lo scorso 13 maggio Gianni ha affrontato da solo e respinto energicamente i giardinieri incaricati dall'amministratore all'abbattimento del pino alto 10 metri (nella foto), dalla sua parte si sono schierati associazioni ambientaliste e singoli cittadini, indignati contro l'assurda decisione. Ma l'amministratore forte delle sue ragioni non si è arreso e ha affisso nell'antro delle scale l'avviso: "Si informano i condomini che dal giorno 17 al 21 giugno 2013, sarà portata in esecuzione la delibera del 18/11/2011 relativa all'eliminazione del pino e della palma" (vedi galleria).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Informata della questione, l'assessore Maugeri aveva energicamente sentenziato: «Se si tratta di albero secolare o di pregio c'è bisogno dell'autorizzazione. Se me lo chiedono e se l'albero è in buona salute, intervengo con una nota che non obbliga ma consiglia il mantenimento. Credo comunque che per poterlo abbattere occorra l'unanimità dei condomini».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

 
E l'unanimità l'amministratore l'aveva effettivamente ottenuta, in quella assemblea di oltre un anno e mezzo fa. Ma Gianni contesta: «Quella delibera è nulla. La mia firma era in riferimento al secondo punto all'ordine del giorno, dove si legge (e ci mostra il verbale - vedi galleria fotografica) "Giardino: eliminazione palma e potatura pino". Ma poi successivamente alle nostre firme l'amministratore negli spazi vuoti del verbale ha inserito l'abbattimento del pino, per altro senza motivarlo adeguatamente. Per questo - continua Gianni - attraverso il mio legale ho inviato lettera di diffida all'amministratore».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Ma il verbale andava impugnato entro 30 giorni? «E come potevo? - si lamenta Gianni - ho ricevuto la copia del verbale solo dopo un anno».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Dagli uffici comunali Gianni non ha trovato molto ascolto, hanno risposto che siccome l'albero è in area condominiale non possono intervenire. Ma la Maugeri, molto attenta a queste problematiche è intervenuta: ««Ho chiesto all'amministratore un incontro con tutti i condomini ma mi è stato negato. Mi spiace non aver potuto fare altro».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
A questo punto l’unica speranza per il pino resta la forza di volontà di Gianni, che dismesso lo scudo anti-sega, ha impugnato ora la spada della carta bollata. La battaglia si annuncia ancora molto dura.

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Salvatore Schirone
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  • Tutela Ambiente Puglia - Penso all'usanza cristiana di scambiarsi il rametto di ulivo della Pace, penso al fatto che si sia scelto come simbolo della Pace un ramo di un albero e non qualsiasi altra cosa esistente in natura, quindi credo che gli Alberi di per sé contengano tutti una sacralità insita nella loro stessa natura di Alberi, indipendentemente dalla specie, motivo per il quale anche quest' Albero deve diventare il simbolo della Pace, della Pace ritrovata tra tutti quei condomini... E' questo il mio sincero augurio!!! Ed immagino la festa dell'albero condominiale, dove tutti possano riunirsi sotto quell'Albero pacificamente a chiacchierare e mangiare insieme... sulla scia di una foto vista oggi, in cui in un condominio ci si riunisce periodicamente in terrazza per socializzare e mangiare la pizza di condominio, e questo trascorrere del tempo insieme pare che migliori i rapporti di buon vicinato. Se poi c'è qualcuno che proprio insiste a non voler stare in pace, allora suggerisco un altro rimedio: nel mio caso, ho potuto prendere contatti con il prof. Franco Tassi, fondatore dell'Orto botanico di Roma, che attestando l'età del mio pino d'aleppo di oltre 20 anni, ha consentito che lo salvassi dalla biofobia dei miei vicini (un intero condominio di 12 famiglie) che volevano farlo abbattere. Ho scoperto in tempo, dell'esistenza di un istituto giuridico (non molto noto in realtà) l'usucapione ventennale delle piante, in base al quale se un albero ha oltrepassato i 20 anni e mai nessuno prima ne ha reclamato la sua posizione (pur essendo situato ad una distanza non a norma dal confine, cioè inferiore a quanto previsto nell'art 892 cod.civ. per gli alberi ad alto fusto come i pini - come nel mio caso) si è allora consolidato il diritto di quell'albero a vivere "vita natural durante"- per tutta la sua vita naturale- in quella posizione, cioè solo se l'albero dovesse morire naturalmente non potrebbe esser ripiantato un altro albero in quella stessa posizione di distanza non a norma secondo i limiti previsti dal codice civile, ma prima di tale morte naturale, facendo valere l'istuto dell'usucapione ventennale dell'albero si compirebbe una deroga alla norma del cod. civ. in ambito di distanze dal confine, potendo così salvare la vita dell'albero; nel mio caso, in cui il mio albero non da' neppure problemi con le sue radici alle strutture circostanti, ed ha più di 20 anni, abbiamo potuto salvarlo grazie alla sinergia di valide persone e con una semplice perizia. Anche in questo caso potreste tentare questa strada dell'usucapione ventennale delle piante, oltre a cercare di convincere a salvare l'albero, quei condomini intenzionati al taglio, dicendo loro che tagliandoli renderebbero più esposto il palazzo ai venti umidi del mare che inevitabilmente danneggerebbero prima l'intonaco esterno del palazzo; quindi gli alberi sono una barriera protettiva dal sole e dal vento, oltre che utili per tanti altri benefici. Non temete poi di esser in minoranza numerica rispetto ai condomini biofobi. Se vi attivate subito facendo le foto dei tronchi e delle pigne e le inviate ad un esperto che certifichi l'età dell'albero superiore ai vent'anni, potrete anche voi salvarlo grazie all'usucapione ventennale. Nel mio caso non è stata neppure necessaria la trivella di Pressler (carotaggio del tronco) ma solo le foto del tronco da vicino e delle pigne, oltre che dell'albero intero! (Non è stata necessaria nessuna causa, si son arresi davanti alla perizia). Tantissimi Auguri per la battaglia pro vita! Ps: L'usucapione ventennale delle piante parla nello specifico di problemi di confine, con differenti proprietari però spero si possa adattare anche al vostro caso in cui si tratta di comproprietari di un giardino condominiale ma con differenti volontà sulla vita dell'albero in comproprietà! Chiedete all'avvocato un parere a riguardo e fatemi sapere poi se vi dice che si può adattare questo istituto giuridico anche al vostro caso specifico! Sarebbe un'esperienza in più per me relativamente a questo meraviglioso istituto giuridico ed alla tutela degli alberi e dell'ambiente! Ciao e grazie! Tutela Ambiente Puglia
  • enzo pascali - Tutta la solidarietà possibile al signor Gianni! Se quelle piante sono sane, si rispettino e lascino dove sono!

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