di Gaia Agnelli

Mola, dopo 6 anni torna la Sagra del Polpo: «Molluschi pescati nel Mediterraneo, altro che Cina»
MOLA DI BARI – «Ma quale Cina e Atlantico: tutto il pesce che sarà offerto quest’estate proviene dall’Adriatico o al massimo dalla Spagna e dalla Grecia». Parole della ProLoco di Mola di Bari, borgo marinaro che dopo sei anni di stop si prepara ad accogliere nuovamente una delle feste culinarie più antiche e popolari di tutta la Puglia: la mitica “Sagra del Polpo”.

Si tratta di una manifestazione nata quasi sessant’anni fa per celebrare il prodotto ittico più amato del barese, che per l’occasione viene arrostito da decine di fornacelle poste una dietro l’altra sul lungomare vecchio della cittadina. L’evento, che è stato costretto a fermarsi prima per lo scioglimento della giunta comunale e poi a causa della pandemia, è pronto a ripartire dal 28 al 31 luglio. Ma qual è la sua storia?

«Tutto nacque nel 1964 da un’intuizione dell’allora presidente della ProLoco Nicola Parente – afferma il 75 enne storico molese Salvatore Consiglio –. Fu lui a voler istituire una sagra che potesse valorizzare i prodotti locali, attirando il maggior numero possibile di visitatori in una città che ha sempre vissuto di pesca».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La manifestazione (che vede l’impegno di Comune, ProLoco e cooperative di pescatori) riscosse sin dalle prime edizioni un grande successo, arrivando a contare migliaia e migliaia di partecipanti. Da quel momento, ogni fine settimana di luglio (esclusi gli anni in cui ci si è fermati), tutto il lungomare si veste a festa, “indossando” le luminarie e accogliendo quelle bancarelle che, avvolte nel fumo, ospitano le griglie sulle quali vengono cotti i polpi serviti al piatto o nel panino.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E tra calamari e fritture di paranza, al lato culinario si aggiunge anche quello dell’intrattenimento, con giostre, fuochi d’artificio, visite guidate, cabaret e concerti di artisti famosi, spesso “sanremesi” (si ricordano tra le altre le esibizioni di Gianluca Grignani, Anna Oxa, Dolcenera, Umberto Tozzi e Marco Masini).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Un evento che però nel 1990 si interruppe per sei anni, a causa dell’abbandono dell’organizzazione da parte di Nicola Parente e dello scioglimento della giunta comunale. Nel 1996 si decise di reinvestire nella festa, che andò avanti sino al 2016, quando una nuova caduta dell’ammistrazione municipale con relativo commissariamento costrinse a dire “stop” alla sagra, che fu sostituita nel 2018 dalla più modesta “GustiaMola”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Seguirono poi i due anni di pandemia, anche se adesso, dopo tante estati senza polpo, si è deciso di celebrare nuovamente il “re” delle tavole baresi. Si spera però senza critiche.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perché nel tempo non sono mancate le accuse, come quella secondo la quale i cefalopodi venduti non provengano dalle acque locali, ma arrivino congelati dalla Cina o dall’Atlantico. «Un qualcosa che non ha fondamento – affermano dalla ProLoco –. Tutto il pesce offerto viene dall’Adriatico: solo se la richiesta supera le aspettative si ricorre ai grossisti, che comunque procurano esclusivamente molluschi mediterranei e pregiati della Spagna o della Grecia».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Il problema – spiega il 60enne pescatore Vito – è che in passato durante la sagra si sono aggiunte bancarelle abusive che hanno venduto polpi di bassa qualità. Da lì ne è conseguita una cattiva pubblicità per tutti noi». Ciò viene confermato dalla ProLoco, che tiene però a sottolineare come già nelle ultime edizioni le forze dell’ordine si erano impegnate nel verificare la tracciabilità dei prodotti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Spero che i controlli ci siano anche quest’anno – commenta il 63enne molese Giuseppe –. Durante le ultime feste ho avuto infatti la sensazione che il senso di tradizione stesse scemando, soprattutto nei giovani, sempre più disinteressati all’evento. Io ricordo benissimo quello del 1964: avevo cinque anni e tutte quelle luminarie, i fuochi d’artificio e il fumo delle braci mi lasciarono a bocca aperta. Da allora non mi sono perso nemmeno un’edizione di questa splendida sagra, che celebra la cultura marinara e ittica della nostra Mola di Bari».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nella foto (di Domenico Zagaria) la Sagra del Polpo di Mola del 2012


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Gaia Agnelli
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  • Giuseppe C. - Ricordo vividamente una delle edizioni della sagra; la foto dell'articolo rende bene quello che fù il mio primo impatto. Osservando con attenzione (si provi ad ingrandire la foto) dove vengono arrostiti i cosiddetti polpi (grata di ferro? recinto preso da qualche villa?) si intuisce che oltre al polpo probabilmente si mangia anche qualcos'altro... ovviamente non provai nemmeno la "degustazione".
  • Pasquale B. Trizio - Brava Gaia e bravo lo storico Salvatore Consiglio a ripercorrere correttamente le tristi vicissitudini della sagra, limitatasi a rappresentare la sola degustazione di un panino col polpo. In realtà, la tradizione legata alla pesca del polpo risale ad alcuni secoli fa e ricalca una antica consuetudine eclusivamente molese (non barese o molfettese o monopolitana o tranese....) che vuole la marineria di Mola dedita, più di altre, alla pesca del gustoso mollusco. Purtroppo l'assessorato alla cultura del comune molese non è stato in grado di sviluppare, in occasione della sagra, forse l'unica vera ed originale sagra pugliese (ed aggiungerei nazionale) , un momento culturale dedicato alla storica marineria molese, vera protagonista, attraverso la pesca, dell'economia del comune nel corso dei secoli.
  • Giambattista Bello - Complimenti alla redattrice del pezzo e a Salvatore Consiglio per il suo tratteggio della storia della “Sagra del polpo” di Mola. Una storia decisamente più ampia della stessa sagra molese è narrata con molti dettagli da Nicola Lucarelli; la si può leggere come capitolo a sé del mio libro “Polpo di scena”. Nello stesso libro si parla anche di altre sagre dedicate al polpo in Spagna e Tunisia. C’è un equivoco ricorrente riguardo al polpo di Mola: quello che si pesca, anzi si pescava in grandi quantità nelle acque al largo di Mola è il moscardino, Eledone cirrhosa (polpo con una solo fila di ventose sui tentacoli), soprattutto nei mesi autunnali e invernali… stagioni ben lontane dalla sagra estiva. Condivido appieno con Pasquale Trizio il rammarico per il fatto che non ci sia mai stata la capacità di accompagnare la sagra con “un momento culturale dedicato alla storica marineria molese, vera protagonista, attraverso la pesca, dell'economia del comune nel corso dei secoli”, e, aggiungo, di discutere degli aspetti biologici, alimentari e produttivi riguardanti questo importante mollusco. Per quel che concerne la provenienza dei polpi smerciati durante la sagra, per necessità di cose devono essere congelati. Negli anni passati erano acquistati all’ingrosso nel mercato internazionale e spesso non erano nemmeno della specie mediterranea (Octopus vulgaris). L’aspetto più importante non è tanto la provenienza, bensì la successiva preparazione: scongelamento e arricciatura; saranno eseguite nel rispetto delle norme igieniche? Ce l’auguriamo.


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