di Eva Signorile

Daniel Pennac, Bari accoglie lo scrittore con incanto ed empatia
BARI - «A tutti i ragazzi che in questi giorni protestano contro i tagli all’istruzione pubblica direi…vivete senza paura». A rispondere alla nostra domanda sulle proteste studentesche è lo scrittore francese (ed ex professore di lettere) Daniel Pennac, che ieri pomeriggio ha presentato il suo ultimo romanzo “Storia di un corpo” presso la libreria Feltrinelli di Bari, nell'occasione colma fino all’inverosimile.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Davanti a un pubblico eterogeneo, costituito da bambini, ragazzi, adulti e anziani, l’autore ha letto brani tratti dal suo libro. Lo scrittore ha incantato tutti riuscendo a sviluppare un’empatia tale per cui, a un certo punto, le sue parole arrivavano ai lettori senza più attendere la traduzione della brava interprete.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Pennac racconta che il titolo originario dell’opera era “Diario di un corpo”. «Questo titolo – sottolinea l’autore in un italiano traboccante di “r” arrotate - spiega effettivamente tutto:  un uomo che scrive il diario del suo corpo, dai 12 agli 87 anni». Il narratore inizia a scrivere il diario del proprio corpo in reazione a un trauma: durante un campo scout, i compagni di squadra lo legano a un albero e lo lasciano solo nella foresta. Inizialmente il ragazzo sente di poter dominare le sue ansie, ma la scoperta di un formicaio lì vicino ha su di lui effetti devastanti: la paura che lo assale è tale che il povero dodicenne se la fa letteralmente sotto. Tornato a casa, il ragazzo inizierà la stesura dei quaderni, scrivendo più volte la frase “Non avrò più paura”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Così, ha inizio l’avventura di questo corpo che è anche un po’ quello di tutti noi. Pennac gioca infatti con il pubblico, chiedendo a ognuno un'età, che lui rintraccia all’interno del libro: pubertà, adolescenza, maturità e senilità. Tutte le fasi della vita di un uomo sono infatti presenti in questo libro, ma viste attraverso una prospettiva inusuale: quella di un corpo. Odori, sapori, sensazioni visive e uditive: ogni giorno annotato in questo diario è una vera scoperta di come il nostro corpo agisce, al di là della nostra volontà o della nostra ragione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

C’è la rivelazione della merenda a base di pane con il mosto fermentato di uva fragola, intinto nel latte freddo e che richiama la “madeleine” di Marcel Proust, come, diverse pagine più in là ammetterà lo stesso narratore e c’è ancora il gusto del caffè di cicoria degli anni passati nella resistenza. Ma c’è anche la curiosità per la prima eiaculazione notturna o la scoperta della malattia, sempre più frequente con il trascorrere degli anni. Pennac si conferma un grande scrittore anche quando scrive di rutti, flatulenze e deiezioni corporali, perché su tutto, posa il suo sguardo ironico, a tratti dissacrante, che non concede mai spazio alla volgarità.

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