di Mariangela Dicillo

La ''chiesa del Trampolino'': sul mare di Bari un piccolo edificio nascosto
BARI - Quasi del tutto coperta dalle foglie sempreverdi degli oleandri, incastonata tra il lido balneare il Trampolino e la stretta strada via Cipparoli, si erge una chiesetta all’apparenza romanica, una delle poche affacciate sul mare di Bari, di cui in pochi conoscono l’esistenza. Ci troviamo praticamente accanto alla “foce” del Canalone, nel quartiere San Girolamo. Di questo edificio sacro, che i residenti della zona chiamano semplicemente “la chiesa del Trampolino”, non c’è traccia nei libri di storia e arte della città e neanche su google maps.  (Vedi ampia galleria fotografica)

«È da almeno 100 anni che sta lì la chiesa, già mio padre ci veniva da giovane», afferma il 73enne signor Mario, che vive sulla stradina che costeggia il muro di cinta della chiesa. Una struttura che fino cinque o sei anni fa era ancora attiva.  «Qui abbiamo celebrato il battesimo per i miei tre figli – racconta il 67enne Rocco - e la domenica io, mia moglie e i bambini venivano sempre a messa. Era a due passi da casa e facevamo sempre una passeggiata in riva al mare prima di tornare per pranzo. Abbiamo continuato a farlo anche quando siamo rimasti da soli io e la mia consorte, perché i figli hanno messo su famiglia. Ma poi, all'improvviso qualche anno fa hanno chiuso “baracca e burrattini”».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Le messe quindi non si celebrano più, la chiesa è chiusa, ma rimane visitabile all’esterno. E’ necessario però entrare nel parcheggio dello storico lido Il Trampolino. La fitta vegetazione impedisce di poterla ammirare interamente, ma percorrendo un viale costeggiato da oleandri la ci si trova davanti, con una scalinata e il suo ingresso principale. La massiccia porta in legno è chiusa e molto danneggiata, probabilmente perché troppo vicina al mare. In cima si trovano una decorazione tipicamente gotica e una croce in pietra. E poi in alto il campanile con ancora al suo interno la campana originale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Avete visto quant'è bella?  - ci domanda il signor Mario, che ci accompagna nella visita della chiesa -. A Bari non la conosce nessuno, se non noi della zona e quelli che vengono a mare qui, del resto si vede appena dalla strada. Però da quando l’hanno chiusa, i vandali la stanno distruggendo piano piano».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In effetti l’ingresso laterale mostra i segni degli atti vandalici descritti da Mario: una finestra è rotta e ci permette di scorgere un antico lume all'interno dell'edificio. Le porticine delle due stanze adibite a contenere il quadro elettrico e la cisterna sono state sfondate e giacciono ancora sul pavimento, alcuni murales imbrattano le mura dell'edificio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Con noi c’è Rossella, studentessa universitaria che frequenta l’ultimo anno di Architettura. «La chiesa – ci spiega - non è antichissima, ma sembra risalire agli inizi del 900, periodo in cui per via di una riscoperta dell'arte romanica che coinvolse tutta la Penisola, molti edifici sacri furono costruiti proprio secondo i dettami di questa corrente artistica».  Poi continua: «Ce ne accorgiamo anche dal fatto che è stata utilizzata la lavorazione muraria del bugnato (blocchi di pietra sovrapposti a file sfalsate con i giunti scanalati e arretrati rispetto al piano di facciata della muratura) per la parte basamentale dell’edificio. Il bugnato fu ripescato dal Medioevo (quando serviva per controllare l'acqua piovana) e riutilizzato dopo secoli per fini puramente estetici».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Certo, magari la “chiesa del trampolino” è solo un falso romanico, ma mantiene un fascino che alcune chiese di Bari Vecchia sognano di avere. Da qui si vede il mare in tutta la sua estensione, il sole crea giochi di luce quando si imbatte nelle vetrate rotte della chiesetta e gli alberi, mossi dalla brezza marina, ne accarezzano le pareti. Anche se è solo una chiesetta di periferia senza nome, in un angolo nascosto del capoluogo pugliese.

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