di Katia Moro

Video e pellicole: nell'archivio Eido Lab la Bari del ''come eravamo''
BARI – Dalle immagini dei passi di danza di Rudolf Nureyev che hanno calcato il palco del Petruzzelli, al documentario d’inchiesta sul quartiere San Paolo negli anni 80, dalle foto dello sbarco degli albanesi dalla nave Vlora nel 1991 a un video amatoriale della festa patronale di San Nicola del 1957. Questo e molto altro ancora è conservato ed è pubblicamente consultabile nell’archivio audiovisivo e multimediale dell’associazione privata barese Eido Lab, che documenta la storia della città di Bari degli ultimi decenni. (Vedi foto galleria)

Eido Lab nasce a Bari nel 1991 come società di fornitura di servizi tecnici e consulenze creative per prodotti audiovisivi e multimediali. I fondatori sono Edoardo Nicoletti e Marilisa Mincuzzi, che si avvalgono di esperienze precedenti maturate nel campo della comunicazione, specie per il teatro Petruzzelli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«L’intuizione – ci spiega Edoardo - è stata quella di utilizzare, per la prima volta a Bari negli anni 90, i nuovi strumenti digitali nel campo della comunicazione: computer grafica ed editing digitale con work station per il montaggio video digitale. Mezzi che poi sono stati potenziati dal 1996 in poi con l’avvento di internet. Per anni tutto coloro che necessitavano di comunicare qualcosa o di pubblicizzarsi si rivolgevano a noi, dai teatri alla Fiera, dall’Università al Comune, fino ad arrivare ai giovani registi e i cineasti alle prime armi».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel 2008 l’Arti (Agenzia regionale delle tecnologie e l’innovazione) cita Eido Lab tra le eccellenze pugliesi, ma il tessuto produttivo locale si sgretola a causa dell’avanzare della crisi economica, gli enti pubblici sono costretti a ridurre drasticamente i finanziamenti per la realizzazione di prodotti culturali e così nel 2014 Eido Lab è costretta a chiudere i battenti come azienda e trasformarsi in associazione culturale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Il nostro compito oggi – dice Edoardo – è quello di tutelare e valorizzare il patrimonio audiovisivo e multimediale che si è venuto a sedimentare spontaneamente nel nostro archivio nel corso della nostra attività. Stiamo cercando di divulgarlo e promuoverlo al pubblico tramite eventi culturali che realizziamo con l’iniziativa “Circolo eccentrico” di nostra creazione e presso la nostra sede in corso Vittorio Emanuele 33».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Nel 2012 la Soprintendenza archivistica per la Puglia, constatata la consistenza qualitativa e quantitativa dell’archivio digitale dell’Eido Lab, ha proceduto alla dichiarazione di “notevole interesse storico” e all’avvio della sua catalogazione ed inventariazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«L’archivio – dichiara il funzionario della Soprintendenza, Maria Pia Pontrelli – è costituito da 6135 audiovisivi, 146 titoli multimediali, 85 pellicole a passo ridotto, 385 locandine, manifesti e riviste, 1864 DVD film e centinaia di dispositivi di riproduzione audiovisiva meccanici, elettromeccanici ed elettronici per poter garantire la corretta visione e digitalizzazione dei supporti originali (super 8, vhs ed altro)».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In più l’archivio raccoglie anche fondi esterni che sono stati donati all’associazione: il fondo Andrea Maggi, regista di tante pubblicità di quasi tutte le aziende e attività locali negli ultimi decenni, il fondo Cellie, due sorelle baresi che negli anni 60 hanno girato il mondo da sole filmando tutto, il fondo Ugo Rubini, accademico gravinese e autore teatrale, che contiene gli spettacoli teatrali organizzati dal Cut (Centro Universitario Teatrale dell’Università di Bari), il fondo Levante Film Festival, con 1200 cortometraggi, film e documentari e il fondo Imaginaria Film Festival di Conversano.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A seguito della dichiarazione della Soprintendenza, l’archivio è ora diventato patrimonio pubblico, accessibile a tutti: una risorsa preziosa per l’indagine storica ma anche un modo per rituffarsi nel passato alla ricerca del “come eravamo”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui il sito di Eidolab.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel video spot di promozione turistica della Puglia con immagini che partono dagli anni 60:




 

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