Segue i pescatori, li chiama e pretende del cibo: è Pasquale, il gabbiano di N-dèrr'a la lanze
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mercoledì 18 marzo 2026
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di Gaia Agnelli
Complice probabilmente un problema all’ala, l’uccello marino ha pensato bene di stanziarsi a N-dèrr a la Lanze: la patria dei varcheceddàre, ossia coloro che vanno a pesca sui piccoli e colorati gozzi.
Quando arriviamo sul molo vediamo infatti il gabbiano muoversi avanti e dietro sotto il porticato in legno che ripara il braccio in pietra. (Vedi video)
Ha “preso di mira” un pescatore che in quel momento sia sta gustando i suoi taralli. Pasquale non lo lascia in pace, lo segue dappertutto, implorandolo con il suo stridio che appare quasi il lamento di un bambino. A quel punto al pescatore non resta che regalare un tarallo all’insistente uccello, che solo allora smette di emettere il suo verso per mangiarsi soddisfatto l’agognato snack.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
È l’occasione per noi per avvicinarci all’animale, che si mostra con il suo piumaggio bianco e grigio, il becco nero lungo e robusto e le zampe palmate.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
«Lo vediamo ogni giorno: dalle prime ore del mattino sino a quando andiamo via – afferma il pescatore Nicola -. È sempre con noi praticamente, così abbiamo deciso di adottarlo e curarlo, dandogli anche un nome: Pasquale».
I frequentatori del molo hanno quindi fatto del gabbiano la loro mascotte. «Gli diamo sempre da mangiare – dice il pescatore – e lo viziamo a tutti gli effetti. Lui infatti non mangia voracemente qualsiasi pesce gli venga dato: lo vuole spezzettato e spinato. Quindi selezioniamo con cura le parti più buone, solo per lui».
Pare che l’uccello si sia affezionato in particolare a una persona. «È molto legato a mio padre Saverio – sottolinea Nicola -. Sembra lo riconosca tra tutti: quando lo vede gli va incontro “chiamandolo” a suon di stridii. Un giorno papà era sul suo gozzo ormeggiato al molo e con alcuni amici stava giocando a darsi qualche scappellotto. Pasquale intervenne subito accomodandosi sulla sua testa per difenderlo o, chissà, per partecipare anche lui».
Non tutti però apprezzano le attenzioni di Pasquale. «Una volta si avvicinò a una madre e una figlia che mangiavano sedute su una panchina – racconta il varcheceddàre -. Iniziò ad alzare sempre di più la “voce” per ottenere da loro un boccone, ma visto che il tono era diventato troppo alto, le due si allontanarono. Così Pasquale decise di fermarle attaccandosi alla gamba dalla bambina, suscitando la conseguente ira della mamma».
I pescatori hanno quindi sempre paura che il loro amico si metta nei guai. «Purtroppo capita che alcuni passanti gli lancino contro addirittura delle pietre – dichiara Nicola –. Forse sono intimoriti da un animale che si comporta in maniera diversa dai suoi simili. Da un gabbiano che sì, è proprio speciale».
Nel video il nostro incontro con il gabbiano Pasquale:
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