di Giancarlo Liuzzi

Loggiati, giardini pensili e scale monumentali: svelati i leggendari interni di Palazzo Casamassimi
BARI Una scala monumentale considerata la più spettacolare di tutta la città, un loggiato a più ordini, un enorme giardino pensile e un profondo cunicolo che portava sino al Castello. Sono questi i leggendari tesori celati all’interno di Palazzo Casamassimi, antico edificio che svetta in largo Albicocca, nel cuore di Bari Vecchia. Un fabbricato di cui vi abbiamo già parlato, ma che non eravamo mai riusciti a visitare, perché abbandonato e pericolante.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Ma oggi, seppur in parte, abbiamo avuto la possibilità di scrutare al suo interno. In che modo? Sorvolando e fotografando il palazzo dall’alto, grazie a un sofisticato drone. Il Casamassimi ha quindi rivelato ai nostri occhi i suoi cortili, composti da raffinati quanto sorprendenti elementi architettonici che versano però purtroppo nel totale degrado. (Vedi foto galleria)

Come detto infatti lo storico immobile è stato dichiarato inagibile negli anni 80 e da allora è completamente inutilizzato e trascurato. D’altronde non sarebbe nemmeno facile ristrutturarlo, visto che la proprietà è divisa in 416 diverse particelle catastali appartenenti 104 differenti eredi. E così questo splendido edificio di fine 500/inizio 600 costruito dalla nobile famiglia dei Casamassimi, sede tra l’altro del primo tribunale della città, sta correndo il rischio di morire per sempre.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Raggiungiamo quindi Largo Albicocca, recentemente abbellito e restituito ai cittadini con la romantica qualifica di “piazza degli innamorati”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui si staglia il palazzo, con la sua bianca facciata in tufo e le sei finestre (murate durante lavori di consolidamento effettuati dal Comune di Bari), alcune delle quali arricchite da cornici modanate. Colpisce l’ampio portale in bugnato con conci sporgenti a punta di diamante, impreziosito da una chiave di volta decorata.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ed è proprio davanti all’ingresso che facciamo alzare in volo il nostro drone, superando i tre piani dell’immobile e fermandoci a 35 metri di altezza. Da qui su ci rendiamo conto della grandiosità di tutto il complesso, che si estende su una pianta irregolare divisa in diversi livelli e blocchi abitativi aggiunti in più fasi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


E al centro si apre il cortile interno, da cui si sviluppa il loggiato a più ordini che racchiude la monumentale scala settecentesca che dal piano terra raggiunge il terrazzo. Parliamo di un gioiello architettonico unico in tutta la città, finora visibile soltanto in una vecchia foto degli anni 70.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tutto lo spazio è coperto da una rete protettiva e la facciata interna è sorretta da puntelli e impalcature poste lì a proteggere il loggiato. Quest’ultimo è comunque ben distinguibile, con le sue varie arcate in pietra che, su tre differenti livelli, creano un complesso gioco di volte rampanti e di archi a pieno centro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Girando poi a sinistra l’obiettivo del drone, verso un cortile posto tra le strutture secondarie del Palazzo, possiamo finalmente scoprire il raro giardino pensile.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quello che un tempo doveva rappresentare un raffinato parco che andava a impreziosire ulteriormente la sontuosa residenza, appare però ormai come un’area dove edera e alberi di fico hanno preso il sopravvento. Un’estesa, fitta e incolta macchia verde circondata, tra l’altro, da strutture con finestre murate e pareti semidistrutte che lasciano a vista alcuni archi in pietra.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un vero e proprio delitto insomma, perché qui non parliamo solo di uno splendido stabile, ma anche di un pezzo di storia barese. Nel XVII secolo il Casamassimi divenne infatti sede del primo tribunale cittadino. E pare fosse collegato direttamente al Castello Normanno-Svevo, un tempo utilizzato come carcere. Nei suoi sotterranei nascondeva un cunicolo in cui gli imputati venivano spostati da una parte all’altra in totale sicurezza.

Una leggenda che chissà un giorno potremmo anche riuscire a confermare. Sempre se nel frattempo il grandioso edificio dovesse riuscire a restare in piedi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica di Carlo Bellomo)


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Giancarlo Liuzzi
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