di Gaia Caprini

Tra giochi d'acqua e zampilli, alla scoperta delle storiche fontane monumentali di Bari
BARI – Sono solo cinque, sistemate in poche e “ricavate” piazze di Bari, ma tra giochi d’acqua e zampilli abbelliscono piccoli angoli del capoluogo pugliese, raccontando pezzi di storia cittadina. Parliamo delle fontane monumentali, opere scultoree che circondano vasche dalle forme più svariate. Quelle baresi sono situate tutte nel murattiano, tranne una, posta al centro del quartiere fieristico. (Vedi foto galleria)

Partiamo da piazza Moro (ex Piazza Roma), dove di fronte alla Stazione Centrale campeggia una grande vasca costituita da tre diversi bacini circolari e caratterizzata da un imperioso getto d’acqua. Acqua che poi fuoriesce da alcuni buchi posti alla base del monumento, andando a creare un bel gioco geometrico. Tutto il suo perimetro è poi contraddistino da una serie di disegni che riprendono gli stemmi delle varie province pugliesi.

Si trova qui dagli anni 60, quando andò a sostituire la “Fontana del Sele” costruita durante il Fascismo e inneggiante al Regime. Quest’ultima fu realizzata nel 1933 dall’Acquedotto Pugliese e si ispirava nelle forme al Castel del Monte. La struttura architettonica prevedeva una vasca circolare a cui si sovrapponeva una più piccola ottagonale e al cui vertice c’era una figura simboleggiante l’allegoria dell’Abbondanza che reggeva due cornucopie.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La più antica fontana di Bari la incontriamo invece proseguendo su via Sparano e arrivando in piazza Umberto, lì dove di fronte all’Ateneo si staglia una vasca ovale di colore chiaro. Al suo interno si trova una sorta di “montagnetta” in pietra da cui fuoriesce il getto più alto. Altri due spruzzi provengono da due sorgenti a forma di fiore.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si tratta di un monumento storicamente molto importante, visto che da qui, il 24 aprile 1915, annunciato da tre colpi di cannone sparati dalla Muraglia, sgorgò il primo zampillo di “oro blu” proveniente dall’Acquedotto Pugliese.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ci dirigiamo ora in corso Cavour, dove si affaccia la Banca d’Italia, un maestoso palazzo del 1932 che in alcuni dettagli ricorda gli edifici rinascimentali. Di fronte a esso si erge un’elegante fontana in pietra che da quasi novant’anni forma, assieme alla banca, un’iconica accoppiata “da cartolina”. Le due strutture furono infatti realizzate contemporaneamente.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il monumento è costituito da una vasca bianca di forma quadrata con due semicerchi al posto di due lati. Al centro si erge una sinuosa scultura che richiama motivi floreali e alla cui estremità fa capolino una pigna da cui sgorga un forte getto. L’acqua va poi a raccogliersi prima in un bacino più piccolo, dal quale poi trabocca riversandosi in quello più grande.    

Percorrendo tutto corso Vittorio Emanuele giungiamo ora in piazza Garibaldi, il più antico giardino di Bari, realizzato nel 1859.  Qui, tra piante esotiche e mediterranee, si trova una fontana realizzata tra il 1936 e il 1947. Meno imponente delle precedenti, è costituita da due vasche circolari, una più ampia e l’altra meno capiente. Su quest’ultima risalta una struttura a forma di vaso da cui vien fuori l’acqua.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’ultimo monumento della città è situato in periferia. Siamo nel quartiere Marconi, all’interno della Fiera del Levante, quel “rione nel rione” progettato dall’architetto Augusto Corradini e inaugurato il 6 settembre del 1930.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui, al centro di piazzale Roma, largo dal quale si diramano a raggiera tutti i viali della Fiera, si trova un’eclettica fontana, la più particolare di tutta Bari. Di color giallo oro, è infatti completamente decorata con sculture che rappresentano anfore, conchiglie, pesci e onde del mare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Danneggiata durante la Seconda guerra mondiale e ricostruita dopo il conflitto, è caratterizzata da un altissimo getto d’acqua i cui schizzi vanno a rinfrescare i visitatori della Campionaria, che in questo punto sono soliti fermarsi per una sosta e una foto ricordo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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