di Marco Gay

Fasulo, Canalone, San Lorenzo e Portoghese: la storia dei mitici campi da calcio di Bari
BARI - C’era il Fasulo a Carrassi, il Vailati a Picone, il Maresciallo a Japigia, il Portoghese nei pressi del cimitero e il Pirelli al San Paolo. E poi ancora il Gescal, il San Lorenzo, il Marisabella, il Canalone, il Santa Chiara, il “Campo di sabbia”, “dei piselli” e degli Sports. Di che stiamo parlando? Dei mitici vecchi campi da calcio di Bari. (Vedi foto galleria)

Nel secolo scorso, in un’epoca in cui non esistevano ancora gli impianti in erba sintetica (diffusisi solo a partire dalla fine degli anni 80) e nemmeno le scuole calcio, a pallone si giocava per strada. Bastavano un cortile e due porte improvvisate per dar vita a intense e lunghissime partite. Se però si voleva far sul serio, allora ci si spostava tutti sui più grandi campi di quartiere: spazi di solito composti da brecciolina, lì dove in alcuni casi era possibile schierarsi 11 contro 11.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ogni rione ne aveva almeno uno. Ma a partire dagli anni 70, a causa della crescente urbanizzazione, questi templi dello sport amatoriale andarono via via scomparendo. Qualcuno, magari ubicato in aree periferiche, riuscì a mantenersi in vita, fino ad arrendersi all’inizio del nuovo millennio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ad esempio a Bari Vecchia c’era il “Santa Chiara”, praticamente sulla cosiddetta “banchina” situata nei pressi del Castello e ora adibita a parcheggio. Un tempo non c’era l’asfalto e si giocava su un terreno sterrato. Ma non solo. «Oltre alla banchine si giocava abbassce o castìidde, al porto e vicino all’asilo Diomede Fresa», ci racconta nostalgicamente il 50enne barese Michele Gravina. “Rettangoli di gioco” calcati anche da coloro che sarebbero poi diventati calciatori professionisti, primo fra tutti Antonio Cassano.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A Libertà invece le sfide avvenivano in Corso Mazzini al “campo del gas”, presente fino al 1998 lì dove oggi sorge un’area di sosta dell’Amtab, mentre nei pressi del cimitero c’era il “Portoghese”, ubicato all’inizio di via Bruno Buozzi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Al San Paolo era famoso il Pirelli: si trovava su viale Europa all’altezza della “cava del prete”, prima di entrare nel quartiere. Mentre a Japigia, come già raccontato in un altro articolo, le partite più importanti si svolgevano sul Gescal e sul Maresciallo. Quest’ultimo era chiamato così perché gestito da un finanziere in pensione. Verso la periferia del rione c’era anche il cosiddetto “Campo di sabbia”, che dopo anni di abbandono nel marzo del 2018 è stato trasformato nel parco Troisi.

Tutti terreni ricoperti di brecciolina, dai quali si differenziava il Canalone, nel quale cresceva dell’erba naturale. Negli anni 60 e 70 lo storico allenatore barese Francesco Capocasale fece costruire due veri e propri terreni di gioco all’interno della lama di San Girolamo a cui si poteva accedere dietro pagamento di poche lire.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche il quartiere Picone aveva il suo tempio del pallone: il Vailati, che si trovava di fronte all'attuale caserma dei vigili del fuoco, tra Via Devitofrancesco e via Lembo. Attivo tra gli anni 20 e i 50 era posto leggermente sotto il livello stradale. Spesso sul Vailati si allenavano i calciatori della "Lallo Madami", squadra satellite del Libery Bari creata nel 1945. Mentre tra il porto e la fiera c’era il Marisabella, lì dove i ragazzi stessi provvedevano al tracciamento delle linee utilizzando sacchi di gesso.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ma a Bari il quartiere simbolo del calcio di strada era Carrassi, rione che ospitò negli anni aree di gioco i cui nomi ancora ora riecheggiano nei racconti dei baresi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Io negli anni 60 frequentavo spesso il “Campo dei piselli” situato tra Carrassi e San Pasquale, nella zona ora occupata dal Politecnico – ci racconta il 70enne barese Nico Velluso -.  Si chiamava così perché era circondato da piante di legumi, che però a quanto mi ricordo erano in realtà cicerchie».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un altro legume (il fagiolo) dava il nome al “Fasulo”, ubicato tra via Giulio Petroni e via Papa Giovanni XIII, dove oggi c’è il mercato di Santa Scolastica. Utilizzato liberamente durante la settimana, la domenica ospitava le partite del torneo fra rioni. Venivano montate le reti e un arbitro dirigeva le azioni a cui assistevano numerosi tifosi. Realizzato in terra battuta, è rimasto attivo fino a una trentina di anni fa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Lì vicino si trovava poi il campo Palmiotto: un semplice spiazzo con l’erba su cui si ripiegava se il Fasulo era occupato. Prendeva il nome dal deposito del negozio di idraulica di via Giovanni Modugno che ne delimitava i confini.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Molto più professionali erano invece altri due rettangoli di gioco presenti a Carrassi, di cui si hanno testimonianze fin dai primi decenni del 900: il San Lorenzo e il Campo degli Sports

Il primo si stendeva all’interno della Caserma Rossani, i cui militari concedevano in uso ai cittadini questo spazio. Di dimensioni regolamentari (possedeva persino una tribuna spettatori), ospitò dal 1908 le partite del neonato "Bari Foot-Ball Club".Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il San Lorenzo poi fu diviso in due, il Rossani A e Rossani B. Erano due terreni molto ambiti che accoglievano i campionati di lega giovanile e tornei studenteschi tra istituti superiori: i protagonisti ricordano sfide tiratissime tra Panetti e Marconi, Alberghiero e Scacchi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Invece sul tratto di Viale Giovanni XXIII che costeggia il Carcere sorgeva il Campo degli Sports. Ogni domenica i detenuti si affacciavano dalle proprie celle per vedere le gare che di disputavano, facendo un tifo infernale. Eretto nel 1925, ospitò le partite del Bari, sino a quando la sua capienza limitata (solo 10mila spettatori) portò alla costruzione nel 1934 dello Stadio della Vittoria.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Da bambino – ricorda il barese Mino Vitrani – io e i miei amici scavalcavamo il muro di cinta per provare l’ebbrezza di giocare con delle porte vere. Ma poi arrivava sempre il temutissimo custode Mercurio che urlando con un bastone in mano ci costringeva a una fuga precipitosa».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L'esordio dell’oggi 76enne arbitro pugliese Onofrio Lattarulo (arrivato fino alla serie A nella terna con Paparesta senior e Di Ridolfo) avvenne proprio qui, nella sfida di Lega giovanile tra San Marcello e Stella Rossa. Nel taccuino di Lattarulo, datato 1° Maggio 1965, leggiamo: “Scorrettezze e insulti vari dai rossi, il numero 3 è uscito per aver proferito nei miei confronti la frase "Le murt de mamete". Ho avuto sputi e insulti dal pubblico alla fine della partita. Forza pubblica insufficiente (due carabinieri su circa 300 persone)”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel 1967 il Campo degli Sports fu però demolito. In quegli anni la città aveva bisogno di espandersi e così i grandi palazzi iniziarono a prendere il posto di campagna e spazi aperti. E per i romantici campi di calcio di Bari fu l’inizio della fine.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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Marco Gay
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  • Sergio - In via Vassallo tra le casermette c'era il campo delle 7 grotte. Dove oggi c'è il residence Rondò Residence c'era il campo delle casermette e dove c'è la scuola Marco Polo c'era un altro campo di calcetto di cui non ricordo il nome. Tutti campo dove andavo a giocare
  • Gigi De Santis - Complimenti al giornalista Marco Gay, per il prezioso articolo, che copre, nella maggior parte un angolo della storia sportiva locale , molto significativa. Ricordo al Quartiere San Paolo il campo a due passi dove c'è oggi il campo sportivo. Mi spiace intervenire sulle frasi scritte in lingua barese non corrette. Consiglio a tutti che le parole baresi non terminano mai con una consonante. O con una vocale accentata o (e sono in maggioranza), con una (e) atona che si scrive obbligatoriamente, ma non si pronuncia.
  • dario - Confermo quanto dice Sergio, dalle parti dell'ospedale militare c'era un campo dove ricordo di aver giocato una volta. Mi dicono che anche dove sorge l'Executive in via Amendola prima sorgesse un campo.
  • Andrea - @Gigi De Santis: quel campo del San Paolo vicino al campo “recintato” si chiamava il campo Mineccia
  • Pietro - Quarda che c'era anche il campo minaccia al San Paolo vicino allo stadio San Paolo c sono ancora le porte campo A7 quante botte
  • Onofriolino - Grazie per i ricordi ma mancano tutti i campetti di via Montegrappa (...in fondo) dove sorge il liceo artistico. Arrivavano fino al grattacielo di Vi Giovanni XXIII (dove c'era ACI)… avanti tutta quello era il vero calcio
  • Muzio - Una precisazione, il campo Palmiotto era dove ora c'è il mercato di Santa Scolastica
  • Felice Alloggio - Nello spiazzo del Liceo Orazio Flacco si disputavano memorabili partite di calcio, soprattutto di sera, così come sul vialone che portava alla stadio della Vittoria.

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