Letto: 302 volte | Inserita: giovedì 21 marzo 2019 | Visitatore: Luca

L’anno scorso mi è stata consigliata una RM cardio dopo che durante una visita sportiva è stata riscontrata una lieve ipertrofia al ventricolo sinistro. Ci tengo a precisare che effettivamente facevo abbastanza sport, ma a livello assolutamente amatoriale. Dopo un brutto incidente avuto in strada sono rimasto completamente fermo per parecchi mesi con solo qualche corsetta negli ultimi 3 mesi. Trascorso un anno, ho eseguito un'altra RM e l'esito è pressochè uguale a quello dell'anno passato. L'ipertrofia ventricolare, che mi era stata diagnosticata per il troppo sport, visto che dopo un anno non è andata via, in cosa si potrebbe trasformare se riprendo tutti i miei vecchi allenamenti? Vorrei inoltre capire se posso avere il certificato medico agonistico in previsione di una mezza maratona che si terrà nella mia città.

L’ipertrofia miocardica, riscontrata e persistente, è espressione di una patologia cardiaca diretta, miocardiopatia ipertrofica, o secondaria a malattie valvolari o ipertensione arteriosa. Il rischio di aritmie, anche quelle pericolose responsabili di arresto cardiaco, è molto alto.  

Quindi nessun medico dello sport le firmerà il certificato agonistico per sport ad alto impegno cardiovascolare e la maratona, mezza o intera, è la regina di tali sport. La certificazione sportiva, tipica del bacino mediterraneo, ha alto valore medico legale ed è un “permesso” per praticare quello sport e ad allenarsi. Obbliga il medico a seguire certi protocolli stabiliti da società scientifiche e lo espone a rischi penali e assicurativi.

Negli USA e nei paesi anglosassoni non esiste l’obbligo della certificazione: il medico, volontariamente consultato o facente parte di un club sportivo, fa la “fotografia” dello stato di salute, consiglia, non obbliga nessuno e lascia ogni decisione al libero arbitrio dell’atleta o dei dirigenti della squadra.

Comunque, la così detta “ipertrofia da sport” è un adattamento che regredisce, tempo massimo 6 mesi di detraining, dalla cessazione dell’attività sportiva. Da quanto mi riferisce, gli indici funzionali sono buoni e il suo caso va seguito nel tempo.

Risponde

RICCARDO GUGLIELMI – Medico cardiologo sportivo Specialista in malattie dell’apparato cardiovascolare e cardioangiochirurgia, è stato Direttore della Cardiologia Ospedaliera “Luigi Colonna” del Policlinico di Bari e docente di cardiologia presso la Scuola di specializzazione in medicina dello Sport dell’Università di Bari.

FAI UNA DOMANDA

Nome
Codice di controllo
Commento
Powered by Netboom
BARIREPORT s.a.s., Via Fiume 18/20
70127 Bari (BA) - Copyright BARIREPORT s.a.s. All rights reserved