Cucchi, Drago, Mancini, Ingesson, Masinga, Protti: sei calciatori morti, tutti del Bari anni 90
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mercoledì 8 luglio 2026
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di Francesco Sblendorio e Marco Montrone
Prima di guardare i tristi e sorprendenti dati, ricordiamo chi erano gli sfortunati beniamini dei tifosi biancorossi che ci hanno lasciato. (Vedi foto galleria)
Partiamo da Enrico Cucchi, centrocampista che giocò tre stagioni nel Bari, dal 1990 al 1993, morendo nel 1996 ad appena 30 anni a causa di un melanoma.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Nel 2012 un infarto stroncò invece il 43enne Franco Mancini, leggendario estremo difensore biancorosso tra il 1997 e il 2000.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Due anni e mezzo dopo le conseguenze di un mieloma non diedero scampo al 46enne svedese Klas Ingesson, protagonista al San Nicola dal 1995 al 1998.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
L’inizio del 2019 fu poi funestato dalla scomparsa di Philemon Masinga: il gigante sudafricano aveva 49 anni ed era rimasto nei ricordi dei tifosi biancorossi per i 24 gol realizzati tra il 1997 e il 2001.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Poco più di un anno fa, ad aprile 2025, è mancato dopo una lunga malattia un altro ex portiere: Giulio Drago, 62 anni, al Bari nella stagione 1989-90 e per la prima parte del campionato successivo.
Infine è del 19 giugno scorso la notizia della scomparsa, per un tumore al colon, del 58enne Igor Protti, che dal 1992 al 1996 conquistò l’amore dei baresi per i gol segnati e per l’ardore con cui si batteva in campo.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Si tratta di sei calciatori importanti per la storia dei Galletti che, pur non giocando mai tutti insieme, hanno attraversato il decennio biancorosso. Mancini, Ingesson e Masinga, da titolarissimi, fecero tra l’altro parte della rosa del 1997-98: quella più funestata dai lutti.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Ma dicevamo dei dati.
Tra il 1990-91 e il 1999-2000 sono 35 le società che hanno disputato almeno una stagione in serie A. In tutto i calciatori che in quel decennio fecero registrare almeno una presenza in campionato furono 1684. Persone nate più che altro tra gli anni 60 e 70 che oggi hanno tra i 50 e i 65 anni. Non più dei ragazzini, ma neanche uomini in età avanzata. Tuttavia, 40 di loro, pari al 2,37% del totale, sono già venuti a mancare.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Di questi 40, 11 sono deceduti per cause non naturali (incidenti stradali e altre tragiche circostanze), mentre 29 sono mancati a seguito di malattie. A fare più vittime sono state varie forme tumorali, ma molti decessi sono stati provocati anche da infarti improvvisi e patologie neurodegenerative come la Sla.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Ma veniamo al Bari. Nell’arco delle sette stagioni disputate in massima divisione, dal 1990 al 2000, la società biancorossa schierò 85 calciatori, pari a circa il 5% del totale dei giocatori con almeno una presenza in A in quel decennio.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Ma dei 40 giocatori finora deceduti di cui si diceva, ben 6 sono accomunati dall’aver vestito il biancorosso: ossia il 15%. Proporzione che si fa ancora più drammatica se consideriamo solo quelli scomparsi a causa di malattie: 6 su 29, ovvero il 20,69%. In pratica, uno su cinque.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Quindi se il Bari ha contribuito con una bassa percentuale al numero complessivo di atleti scesi in campo negli anni 90, è assoluto primatista delle statistiche riguardanti i lutti. Di gran lunga. Perché nessun’altra squadra è stata così sfortunata come quella biancorossa.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Il Lecce piange tre suoi calciatori (Russo, Atelkin, Toffoli), così come la Juventus (Fortunato, Schillaci e Vialli), il Pisa (Fortunato, Rotella, Signorini) e il Genoa (Fortunato, Signorini, Imbriani). Tutti gli altri club registrano invece numeri ancora più bassi o pari a zero.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Tra l’altro analizzando i nomi degli atleti citati sopra, è facile notare come alcuni si ripetano (vedi Fortunato e Signorini). Si tratta cioè di giocatori che durante la propria carriera hanno militato in molte squadre e che quindi sono stati conteggiati più volte. Il dato quindi di Pisa e Genoa andrebbe persino ridimensionato.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Nessuna società arriva quindi a sei giocatori deceduti.
In conclusione: perché proprio il Bari sia stato colpito da questa maledizione, non è dato sapersi. È sicuramente sfortuna, una triste coincidenza. Resta però l’evidenza di numeri anomali, che fanno paura.
(Vedi galleria fotografica)
© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita







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