di Eva Signorile

Bari, quanti errori in Piazza Umberto: cartelli multilingua scritti con i piedi
BARI – Nel settembre scorso tutta Bari ha riso per il cartello in tedesco maccheronico apparso all’ingresso della Fiera del Levante. Non immaginiamo allora la reazione dei cittadini quando diremo loro che a piazza Umberto ci sono due cartelli multilingua in inglese, francese e russo che sfidano qualsiasi regola grammaticale e ortografica. Non parliamo di un errore, ma di decine di sbagli: i cartelli sono stati scritti con i piedi. (Vedi foto galleria)

Sono lì da due anni, da quando nell’autunno del 2013  l’allora sindaco Emiliano emanò un’ordinanza con la quale cercava di tutelare il decoro e la sicurezza del luogo. E da due anni fanno ridere i turisti e gli stranieri che passano da piazza Umberto per entrare nel centro murattiano. Sono sistemati nei due lati opposti della piazza: il primo dal lato di via Crisanzio, l’altro dalla parte di via Nicolai. Entrambi sovrastano le rastrelliere in cemento per le biciclette e contengono una serie di divieti a proposito di alcuni comportamenti che non andrebbero adottati nella piazza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I cartelli in francese - I primi strafalcioni in francese si affacciano sfrontati già nelle prime tre parole. Il comunicato inizia infatti con la formula "Au fin de assurer". Ora, presumiamo che l'intento dello scrivente fosse di tradurre un'espressione del tipo "al fine di garantire": ebbene, in francese questo si traduce con "afin de" e, in più, la preposizione semplice "de" deve avere necessariamente l'apostrofo, poiché la parola successiva inizia con la vocale e per i cugini d'Oltralpe l'apostrofo non è un'opzione ma un obbligo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Purtroppo non finisce qui: in poco più di quattro righe avviene di tutto: espressioni errate, aggettivi qualificativi femminili associati a nomi maschili ("espace", sostantivo maschile, abbinato al femminile "publique"), superlativi sbagliati ("les règles plus élémentaires", quando un francofono avrebbe scritto "les règles les plus élémentaires") e congiuntivi ignorati (“peut”, al posto di "puisse").Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Non vogliamo tediare il lettore con tutti gli errori anche grossolani che abbiamo trovato nel resto del comunicato in francese (tra cui una parola inventata: “garbat”), ma almeno un altro paio di cosette vanno segnalate. Dopo le famigerate quattro righe, compare infatti una scritta in grassetto che inizia con "c'est interdit de". Si voleva evidentemente tradurre l'espressione italiana "è vietato". Ma in francese non si userebbe mai il presentativo "c'est" per questo tipo di formula, ma si ricorrerebbe al costrutto "il est interdit de", seguito dall'infinito del verbo che interessa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma l'espressione più esilarante, nonché quella che ci ha dato più problemi di traduzione, tanto che abbiamo dovuto leggere il comunicato italiano per capire cosa volesse dire è: "c'est interdit de grimper sur planteurs". Abbiamo capito che si voleva esprimere il divieto di arrampicarsi sulle fioriere, ma per i dizionari francesi il "planteur" è un "uomo che pianta alberi e piante", insomma un agricoltore. A Bari c’è quindi il divieto di arrampicarsi sugli agricoltori.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


L’inglese - Va un po' meglio sul fronte inglese. Questo cartellone è certamente più corretto di quello scritto in francese, ma certo non risparmia situazioni che farebbero esclamare uno sdegnoso "Oh my God" a un americano di passaggio nel capoluogo pugliese. Per esempio nel primo rigo si legge la parola "liveability", che vorrebbe dire "vivibilità", ma di fatto non vuol dire nulla perché non esiste. Il termine corretto sarebbe infatti "livability", senza la “e”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ancora, il verbo "to assure", dovrebbe essere sostituito da "to ensure" che vuol dire "garantire" e poi la misteriosa parola "flowerbeds" dovrebbe essere scomposta in "flower beds": aiuole.  Compare poi "coaches", che presumiamo voglia dire "giaciglio" e che dovrebbe essere invece scritta così: "couches".Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il russo - Non va però meglio sul fronte orientale. Il cartellone russo è infatti un concentrato di errori grammaticali e di concetto di vario tipo. «Io continuo a ridere da quando l'ho visto per la prima volta – ci dice Leo, 13enne di madrelingua russa –. Nel mio Paese non si scriverebbe mai in quel modo».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Molti errori sono collegati ai "casi" della lingua degli zar e all'uso sbagliato degli "aspetti" dei verbi, che portano all'utilizzo di un verbo al posto di un altro. La frase più divertente è quella inerente al divieto di raduno, espresso più o meno in questa forma: "E' vietato trovarsi in gruppo per tempo prolungato che causa un'attenzione forzata e inquietudine". Una cosa senza logica insomma. «La sensazione – afferma Leo – è che questo comunicato sia stato scritto da un italiano con scarsa conoscenza della lingua russa, che ha tradotto il testo parola per parola, nella convinzione che basti questo per fare un buon lavoro».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Conclusione - La cosa triste è che questi cartelli sono stati scritti con l’intento di fornire un’immagine di una città proiettata verso l’Europa, ma ottengono il risultato inverso: fanno fare a Bari una magra, magrissima figura. Al Comune sarebbe bastato chiedere una “consulenza” ai tanti stranieri che affollano i giardini di piazza Umberto: avrebbe raccolto di certo una traduzione più precisa e meno amaramente esilarante.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica di Gennaro Gargiulo)

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Eva Signorile
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  • Leo - Rivedendo e chiedendo ad un po' di gente, per quanto riguarda il cartello in russo, ho potuto rintracciare il motivo per questa schiffezza. Sarà stato scritto sicuramente da una persona che conosce il russo e le sue strutture, ma sopravvalutando lo scopo del tutto. Infatti il cartello russo non rispecchia esattamente la versione "originale" italiana, ma va un po' per fatti suoi. Troviamo appunto errori logici, dovuti sicuramente al fatto, che il tutto è stato prodotto da una persona che ha dovuto cercare ogni parola sul dizionario (si vede, perché ci sono tanti termini molto "interessanti"). Errori di casi non ce ne sono tanti, è più un problema di logica dei fatti, perché il tutto è scritto in una specie di russo "amministrativo" usato nelle laggi per esempio, con qualche sfumatura appunto "interessante"....
  • gaetano - Ma a nessuno è saltato in mente che hanno semplicemente usato il Google traduttore?
  • BARINEDITA - No Gaetano, nell'articolo non l'abbiamo scritto, ma abbiamo provato ad tradurre con google e il risultato è stato abbastanza buono.

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