di Maria Carmen Cafarella

Le liuterie, ce ne sono anche a Bari: «E occhio ai guastamestieri»
BARI - La liuteria, l’arte che si occupa della costruzione e restaurazione di strumenti a corda, ad arco e a pizzico, è attiva, nel suo piccolo, anche a Bari. C'è chi realizza viole, violini, violoncelli e contrabbassi e chi è specializzato nella produzione e “customizzazione” (personalizzazione) di chitarre (vedi foto galleria).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Ma perché un musicista decide di rivolgersi a un liutaio? Recandosi in un negozio di strumenti musicali oltretutto spenderebbe molto di meno.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
«In effetti costruire uno strumento artigianalmente costa parecchio – afferma Francesco Savino, che produce chitarre da una decina d'anni tra le mura di casa -.Non posso parlare di cifre, perché il costo varia in base al modello e ai materiali scelti dall'acquirente. Certo, se una chitarra fatta a mano è venduta a poche centinaia di euro è sicuramente fatta da ciarlatani». 
 
«Lo strumento artigianale –spiega Emanuele Fabio Fortunato, titolare della liuteria Scarli, specializzata in violini e contrabbassi -  è di qualità superiore rispetto a quello prodotto in serie e soprattutto è personalizzabile ». Quindi ciò che spinge un cliente a rivolgersi a un liutaio è il fatto di poter possedere uno strumento unico, costruito a sua misura.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Ma mentre per i violini, come afferma Fortunato, «chi si rivolge in genere a un liutaio è un musicista professionista o un allievo che ambisce al diploma di conservatorio», per le chitarre la storia cambia. «La mia clientela spazia dai semplici appassionati e principianti fino ad arrivare, certo, ai professionisti»,  sottolinea Savino.  Che però tiene a precisare: «I musicisti non sempre prediligono strumenti fatti per intero a mano, spesso richiedono modifiche a strumenti di produzione industriale».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

 
Le esigenze del cliente sono spesso dettate anche solo da mode e capricci «Noto una sorta di livellamento nelle personalizzazioni apportate agli strumenti,  cosa quasi sempre dovuta alle mode del momento», dice Savino. E Alessandro De Giosa, proprietario di Guitarmaniac, ribadisce: «I chitarristi avendo un background musicale associato ai due grossi marchi Gibson e Fender, mi chiedono di solito realizzazioni di strumenti elettrici simili a una “Stratocaster” o una “Les Paul"». 

E come si diventa liutai?  «Ci sono scuole come la civica di Liuteria a Miliano, che consente a molti ragazzi di diventare operatore liutaio, pagando semplicemente delle tasse scolastichei», ci dice De Giosa. «Io invece – sottolinea Savino - ho avuto la fortuna di studiare con il maestro Germano Fusco, noto liutaio laziale, uno dei più importanti a livello nazionale  Posso dire di aver imparato il mestiere alla maniera antica, andando "a bottega". Ma – avverte - ci sono anche molti "guastamestieri", persone che si improvvisano in questo campo, guardando qualche video online, smanettano un po' e si definiscono impropriamente liutai, senza mai aver costruito nulla o, peggio ancora, senza avere neanche i rudimenti della liuteria e della falegnameria, che è alla base di questo lavoro».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche se internet può essere un punto di inizio. E’ il caso di Francesco Lapomarda, giovane apprendista liutaio, che non ha ancora un laboratorio, ma sta studiando per diventare professionista del settore. «Dopo essermi informato sul web attraverso forum e siti dedicati – racconta - ho iniziato il mio primo progetto, una “solidbody”, cioè una chitarra senza cassa di risonanza. Terminato il lavoro ho preso contatti con Donato Diomede, un rinomato liutaio di Capurso da cui ho potuto apprendere le conoscenze della liuteria della chitarra classica».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Insomma, nell’era del digitale c’è ancora chi si vota all’artigianato e allo studio del “classico”. A volte è bello essere fuori moda.


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  • enzo - possiedo un violino e vorrei una valutazione , all'interno leggo antonius stradivarius.mio padre lo acquistò negli anni 70 da un vecchio ch vendeva roba usata. gentilmente puo dirmi dove e a chi posso rivolgermi.


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