di Ilaria Milella

La zooerastia: c'è chi fa sesso con gli animali. Una petizione per vietarla
Ci sono anche quelli che fanno sesso con gli animali: cani, gatti, cavalli, pecore, maiali, galline,  ma anche animali di taglia più piccola come cavie o topolini. Il fenomeno si chiama zooerastia. La “zoofilia erotica” produce dolore, sofferenza e profonde lacerazioni che spesso conducono alla morte dell’”amico a quattro zampe”. La situazione più allarmante si trova in Danimarca, dove  sono realtà i “bordelli degli animali”. Ma anche in Italia manca una legge che vieti esplicitamente la zooerastia. Abbiamo intervistato Piera Ciacio, una delle amministratrici del gruppo di attiviste animaliste “Le guerriere saranno l’urlo animale”  che si batte contro la zooerastia ed tra le promotrici di una petizione promossa da  Feder Fida (Federazione italiana diritti animali).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Piera, parlaci del vostro gruppo.
 
Siamo dei volontari che si sono uniti  per diffondere e informare i cittadini sul problema zooerastia. Stiamo anche diffondendo la petizione promossa  daFeder Fida, che presenteremo al Parlamento Italiano. Chiediamo che la zooerastia  e la diffusione di materiale pornografico effettuato con gli animali diventi reato. Ma non solo: cerchiamo di segnalare quei siti internet che hanno contenuto zooerasta per segnalarle alla polizia postale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Le situazioni in cui più frequentemente vi imbattete?
 
La varietà delle situazioni incontrate è, ahimè, vastissima. Troviamo i singoli casi di padroni molestatori, che tengono con sè un cane per alimentare i propri vizi, fino ad arrivare ad autentiche “scuole private”, con tanto d’addestratori che spiegano come ottenere ciò che si vuole dagli animali.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Quali sono i Paesi in cui gli animali sono più a rischio?
 
Sono ancora tante le nazioni nel mondo o del tutto sprovviste di una legge specifica contro la zooerastasia (come l’Italia)  o che addirittura favoriscono la creazione di bordelli animali, come ha fatto la Danimarca nel 2012. Negli Stati Uniti nel 2011 è stato approvato un disegno di legge che salva i soldati che durante le missioni praticano lo stupro animale. Sempre negli Usa, ma anche in Olanda e in Germania vengono poi allestiti degli “Zoo – Zooerasti” e delle “fattorie zooeraste” o “fattorie didattiche”, dove gli animali vengono affittati per restare in completa balia delle curiosità perverse degli interessati. I prezzi variano da 70 a quasi 200 euro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

 
In Italia quindi non esiste  una legge ad hoc contro la zooerastia?
 
No.Nel nostro Paese c’è un forte ritardo nell’affrontare queste tematiche,  sotto il profilo sociale e culturale. Nei fatti non abbiamo un provvedimento di legge che vieti questa pratica. Siamo un paese bigotto: abbiamo vergogna nel nominare certe situazioni scabrose. In questa battaglia siamo supportati del Movimento Cinque Stelle che però vorrebbe modificare l’articolo 544 del codice penale, riguardante il reato d’uccisione e maltrattamento di animali, aggiornandolo con la zooerastia. Noi invece vorremmo un provvedimento ad hoc. C’è però una nota positiva: nel 2010 c’è stata una prima sentenza definitiva ai danni di un allevamento in provincia di Bolzano. Speriamo che la decisione del giudice sia il punto di partenza per vietare in maniera assoluta la violenza sessuale nei confronti degli animali.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il gruppo facebook delle "guerriere":  www.facebook.com/groups/422383027833305/?fref=ts

La petizione contro la zooerastia: www.thepetitionsite.com/775/188/975/stop-alla-zooerastia/


© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Scritto da

Lascia un commento


Powered by Netboom
BARIREPORT s.a.s., Partita IVA 07355350724
Copyright BARIREPORT s.a.s. All rights reserved - Tutte le fotografie recanti il logo di Barinedita sono state commissionate da BARIREPORT s.a.s. che ne detiene i Diritti d'Autore e sono state prodotte nell'anno 2012 e seguenti (tranne che non vi sia uno specifico anno di scatto riportato)