di Eva Signorile

Legge ''taglia ulivi'', i pro e i contro: Amati vs Laddomada e Arpa
BARI - Legge “taglia ulivi”. Non si spengono le polemiche per le modifiche alla legge n.14 del 2007, approvate dal consiglio regionale pugliese il 3 aprile scorso. Le modifiche (confluite nella nuova legge che “tutela” gli alberi, la n.12 del 2013), consentono la deroga ai divieti di espianto degli ulivi monumentali. Abbiamo parlato con i consiglieri Fabiano Amati (favorevole alle modifiche) e Francesco Laddomada (unico contrario all’epoca della votazione di aprile) per capire più a fondo quali siano i pro e i contro della nuova norma.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Le modifiche – spiega il consigliere Fabiano Amati – si sono rese necessarie per tutelare tutte quelle persone che avevano acquistato un terreno edificabile ai sensi della legge 56 del 1980 e che poi, a causa della legge n.14/2007, non avevano potuto procedere con i lavori. C’era il rischio che si trascinasse la Regione in tribunale, con l’apertura di numerosi contenziosi che potevano arrivare a costare caro. Del resto – domanda Amati - provate a mettervi nei panni di chi fa di tutto per accendere un mutuo e poi non ha modo di veder realizzato il sogno di una casa propria. Come vi sentireste?». Queste persone, va inoltre sottolineato, pagano l’Imu, per suoli che però solo sulla carta sono considerati edificabili.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per il consigliere inoltre le nuove modifiche tutelerebbero ulteriormente gli ulivi millenari, visto che: «Gli ulivi che possono essere espiantati sono quelli delle aree periurbane: cioè gli alberi che soffrono maggiormente. Spostarli potrebbe aiutarli». Inoltre, ci sono le “garanzie fideiussorie” che, secondo il consigliere, rappresentano un ulteriore strumento a tutela degli alberi: «Nel caso in cui la pianta non sopravviva si escute la fideiussione».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Secondo Amati, gli ulivi ultrasecolari che saranno espiantati non saranno più di 300 e si concentrerebbero nell’area di Fasano. Ma il consigliere “contrario” Francesco Laddomada, è di ben altro avviso. «Dove sta scritto che le modifiche riguardano determinati Comuni? La legge è regionale questo vuol dire che può coinvolgere tutta la Puglia. Questa legge è sbagliata – afferma -. C’è una nota congiunta delle associazioni ambientaliste che si oppongono ma, soprattutto, c’è una nota dell’Arpa Puglia che dimostra, dati alla mano, che le nuove modifiche danneggerebbero il nostro territorio».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


L’Arpa è l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente e la nota a cui fa riferimento Laddomada esprime in effetti parere contrario alle modifiche apportate, basandosi sulle analisi degli effetti del consumo del suolo, condotte su 26 comuni di tutte le province pugliesi, ad esclusione del leccese.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nella nota si sottolinea che la vecchia norma rappresentava “uno strumento più efficace a contenere i fenomeni di consumo del suolo” che portano diverse conseguenze e “trasformazioni non reversibili” puntualmente elencate nella stessa nota, tra le quali “la perdita di alcune specie, le compattazione del suolo, le modifiche del clima urbano” e “l’aumento dei rischi di dissesto idrogeologico e di desertificazione del nostro territorio”. Tutti fenomeni che sono in ascesa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Intanto, i cittadini che rifiutano queste modifiche si sono riuniti in un comitato al quale fanno capo associazioni ambientaliste di tutta la Puglia. Nel gruppo  fervono i preparativi per le nuove iniziative di protesta. Si va da un appello rivolto ai pugliesi famosi (compaiono fra gli altri i nomi di Albano, Renzo Arbore, Lino Banfi, Emilio Solfrizzi, Antonio Stornaiuolo, Edoardo Winspeare, Valeria Golino e Riccardo Scamarcio), alle raccolta di firme in diverse città, fino alla manifestazione del 29 maggio a Roma.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nella Capitale una delegazione dei “ribelli” degli ulivi sarà a Piazza San Pietro, mentre un’altra incontrerà il Presidente del Consiglio a Montecitorio. Obiettivo: far capire ai “potenti” che con la nuova legge potrebbe essere seriamente danneggiato il patrimonio paesaggistico della Puglia.

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