Tra palazzi, affreschi e decori la lunga storia di una famiglia di artisti baresi: quella dei Colonna

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Tra palazzi, affreschi e decori la lunga storia di una famiglia di artisti baresi: quella dei Colonna
BARI – Non c’è cittadina del barese dove non abbiano lasciato la loro traccia con palazzi, statue, affreschi, dipinti e mosaici. Parliamo della famiglia di artisti dei Colonna, i cui componenti, tra l’Ottocento e il Novecento, hanno realizzato e impreziosito edifici istituzionali, chiese e residenze di pregio in tutta Bari e provincia.

La stirpe ha infatti dato i natali ad abili scalpellini, costruttori e raffinati pittori-decoratori protagonisti indiscussi dell’architettura e dell’arte barese degli ultimi due secoli, le cui opere eccellono ancora oggi per bellezza ed eleganza.

Con l’aiuto dei volumi dell’architetto Simone De Bartolo e di tanti articoli scritti in passato, abbiamo così ripercorso la vita e le opere di alcuni dei più celebri componenti dei Colonna, che hanno tramandato la passione per l’arte fino agli ultimi eredi, ancora oggi attivi in questo campo.
 

Le origini


I Colonna, originari di Rutigliano, già dagli inizi del’700 operarono soprattutto a Palo del Colle come muratori e capomastri. Fu poi lo scalpellino Felice Colonna (1826-1903) a trasferirsi a Bari nel 1845 dopo il matrimonio con Chiara Schirone.

Nel capoluogo pugliese collaborò col cognato Luigi, costruttore, nella realizzazione degli edifici del neonato quartiere Murattiano. Felice e Chiara ebbero tantissimi figli (si dice addirittura 24), molti dei quali seguirono la professione paterna: i più noti furono Luigi e Nicola.
 

Luigi Colonna (1863-1942)

 


Scultore e decoratore, fu definito “artista geniale” e “uno dei migliori costruttori baresi” del suo tempo. Figura poliedrica ed eclettica, oltre ad abbellire con le sue opere pregiati palazzi, fu spesso progettista e autore degli stessi.

Giovanissimo, con i fratelli Raffaele e Vito fondò una società edile che seppe subito distinguersi in una Bari in pieno fermento architettonico. Il raffinato Palazzo Colonna De Robertis in via Crisanzio e l’imponente Palazzo Colonna in Largo Adua portano ancora oggi il suo nome e mostrano la sua effige (una colonna) e le iniziali sulle facciate.

Costruì poi in stile liberty Palazzo Giordano in via Crisanzio e Palazzo Pollice in via Cardassi. E realizzò anche pregevoli residenze in periferia, tra cui il grazioso villino ex Ferrero in via Fanelli e le incantevoli villa Suppa e villa Ombrosa su corso Alcide de Gasperi.

Nelle vesti di artista creò le decorazioni floreali e antropomorfe di palazzo Chartroux (attuale Liceo Scacchi) su corso Cavour, strada sulla quale edificò anche l’elegante Palazzo Atti.
 

Nicola Colonna (1862-1949)

 


Fratello di Luigi (con il quale collaborò spesso), Nicola fu pittore e decoratore realizzando in 50 anni di attività pregiate opere. Studiò a Napoli con artisti dell’epoca e nel 1903 vinse il concorso per la decorazione del Teatro Reale di Corfù che gli portò l’onorificenza di Cavaliere della Corona Greca.

A Bari dipinse gli splendidi affreschi dello scalone dell’Ateneo e quelli dello studio del sindaco a Palazzo di Città. Decorò inoltre il foyer e la cupola del Margherita, teatro in cui realizzò anche il gruppo scultoreo delle Muse, smantellato poi a seguito dei danni bellici.

Firmò gli incantevoli soffitti di palazzo Colonna de Robertis e le decorazioni di altri immobili di pregio tra cui Palazzo Messeni Petruzzelli in via De Giosa e Palazzo Barone Ferrara su corso Vittorio Emanuele. Dipinse inoltre i saloni dell’eclettica Villa Rosa in via Umberto Giordano.

Arricchì anche molti edifici ecclesiastici: sono suoi gli affreschi della sfarzosa Chiesa del Carmine a Bari Vecchia, di San Ferdinando in via Sparano, di Sant’Antonio in piazza Duca degli Abruzzi e di San Francesco da Paola in piazza Garibaldi.

Ma le sue opere si trovano anche in molti paesi limitrofi. Nel teatro Van Westerhout di Mola di Bari ad esempio si occupò delle decorazioni pittoriche e del notevole dipinto “Apollo e le Muse” che orna il soffitto.

Ebbe nove figli e due seguirono la sua attività: Felice Nicola e Umberto.
 

Umberto Colonna (1913-1993)

 


L’autore più prolifico della famiglia lavorò in tutta Italia ma fu a Bari che lasciò maggior traccia della sua arte, collaborando spesso con il padre Nicola e con il figlio Mario.

«Il suo stile fu neorinascimentale, ben diverso dai contemporanei fratelli Prayer, legati ancora ai canoni bizantini – spiega l’architetto De Bartolo -. I suoi riferimenti furono infatti Michelangelo, Raffaello, Tiziano e Correggio».

Tra le sue prime opere baresi ci furono le lunette allegoriche nell’Hotel Adria di via Zuppetta, ma fu nel campo dell’arte religiosa che Umberto diede il meglio di sé. Non c’è infatti chiesa di Bari che non custodisca almeno un’opera.

Vi sono suoi affreschi, mosaici e dipinti nella chiesa dell’Immacolata di via Abbrescia, a San Giuseppe in corso Sonnino e nella dismessa San Geronimo di via Garruba. Nel centro storico lavorò a Santa Scolastica, San Marco, San Domenico e nella chiesa di SS. Trinità.

Ispirandosi alle opere di Michele Montrone e al repertorio iconografico popolare realizzò anche varie edicole votive. Esempi sono l’Addolorata sull’extramurale Capruzzi e le Madonne con Bambino in piazzale Locchi, in piazza Madonnella e a ridosso dei resti di Santa Maria del Buon Consiglio.
 
Raffigurò poi San Nicola svariate volte, anche nei “bizantineggianti” mosaici sulla facciata della Chiesa Russa e in largo Chiurlia. Nel 1970 restaurò anche la statua processionale di San Nicola risalente al XVIII secolo.

Un bassorilievo del Santo si intravede anche sulla facciata della ormai disabitata villa dell’artista, situata in stradella dell’Acquedotto: una traversa di corso De Gasperi.
 

Mario Colonna (1946)

 


Tra gli allievi di Umberto Colonna si contano i nomi di Vito Giovannelli, Antonio Dentamaro, Cosimo Tamborra e soprattutto del figlio Mario, quest’ultimo pittore, scultore, docente ed ex direttore dell'Accademia di Belle Arti di Bari.

Mario lavorò con il padre nella chiesa di Maria SS. Addolorata in via Giulio Petroni, nella SS.Trinità a Bari Vecchia e successivamente ha impreziosito con tele, bassorilievi e statue numerosi altri edifici di culto e istituzionali sparsi in tutta la Puglia.

È con lui, ed i suoi eredi, che continua la lunga tradizione di una storica famiglia che, da quasi due secoli, si pone come solida “colonna” dell’arte barese.  
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